Albion, Bianca Marconero
Sinossi:
Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore - morto in circostanze misteriose -, nel giorno del funerale dell'amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all'Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia. Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell'amicizia e capirà che l'amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio. Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell'eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all'epilogo, tra le mura di un'antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui. Il destino di un re il cui nome è leggenda.Casa editrice:
Limited Edition BooksReparto:
NarrativaCollana:
Young & FantasyAnno di Pubblicazione:
2013Traduttore:
Autrice italianaPrezzo di Copertina:
14.90€ in copertina rigidaISBN:
9788890841309Numero di Pagine:
474Capitoli precedenti:
////Informazioni sull'autore:
Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />Premi importanti vinti dall'autore:
///Eventuali premi vinti dal libro:
///Genere:
FantasyAmbiente:
Un College in Svizzera, poco a Roma e a MontecassinoTempo:
Epoca modernaRecensione:
Caro lettore di questa pagina, se arrivi dal blog in generale ti comunico che da questo post ho deciso di smettere di presentare in anteprima i personaggi perché non li ritengo sempre importanti e spesso descrivendoli rischio di cadere eccessivamente nello spoiler e non mi v; sono convinta che una descrizione obbligata dei personaggi va a creare un preconcetto errato per il libro che segue. Se invece provenissi dal menù allora questa variazione non sarà per te particolarmente significativa, e mi limito ad augurarti buona letturaTornando al libro invece il mio giudizio è “NON LO SO”, il che sembra quasi assurdo, perché un libro o piace o non piace, ma questo volume è complesso.
In linea di massima la storia è interessante soprattutto all’inizio, dato che non si capisce bene dove l’autrice voglia andare a parare, e questo è un bene perché invoglia nella prosecuzione della lettura al fine di scoprirlo, rende quindi le pagine cariche di pathos e non fa venire voglia di appoggiare il libro sul comodino e sostituirlo con qualche giochino su smartphone.
D’altra parte sono un’amante di Harry Potter e li ho letti tutti, riletti visti, sognati eccetera e leggendo questo spesso e volentieri mi rimbombava in testa la frase ”La rivincita di Malfoy” e questo perché obiettivamente è tutto molto simile a Harry Potter, solo che il protagonista è simpatico come un calcolo renale, e cerca di redimersi nel corso dell’opera; le similitudini più evidenti sono:
- Un castello scuola che nessuno o quasi conosce, con un grande lago nel suo parco
- Accesso al castello per élite (e in Harry Potter i maghi sono comunque una élite)
- Il protagonista non sa praticamente nulla della scuola fino a quando viene ammesso per vie traverse
- Chi studia al castello è particolare (non ho intenzione di spoilerare il dettaglio)
- Gli studenti sono divisi in camerate molti simili alle quattro case di Hogwarts, e i dormitori sono nelle torri
- Gli studenti vengono serviti e riveriti da dei servitori (in HP gli elfi domestici, qui i ragazzi dell’ala est)…
Insomma, diciamo che come mi è piaciuto Harry Potter va da se che, se non lo ritenessi molto simile a quest’ultimo (non voglio dire che è una copiatura perché sta male), non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno Albion, tuttavia la nota più negativa è che è estremamente simile al primo e questo non riesco a tollerarlo.
Il protagonista, Marco, sembra molto Draco Malfoy: proviene da una famiglia molto ricca e di gente spocchiosa che ritiene chiunque altro un suo sottoposto, e in questo volume sembra cercare la rivincita sociale che in Harry Potter, Draco, non ha mai avuto
Sorvolando sulle analogie e analizzando il libro separatamente dalla saga della Rowling direi che è piacevole, è scritto in maniera lineare ma non troppo scontata. Come dicevo all’inizio non si capisce il fine del racconto fino a quando non lo si finisce, il che lo rende incalzante e incuriosente. Solo qualche congiuntivo si è perso nel nulla ma è totalmente perdonabile, più grave è il finale che lascia presagire un sequel e che non è un vero e proprio finale. Sembra che sia stato diviso dal secondo volume solo per avere un maggior introito dalle vendite.

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