sabato 2 agosto 2014

Shadowhunters - Città di Cenere

Shadowhunters – Città di cenere, di Cassandra Clare

Sinossi:

Clary: vorrebbe che qualcuno le restituisse la sua vecchia, normalissima vita. Ma cosa può esserci di normale quando tua madre è in un coma indotto con la magia e tu sei una Shadowhunter, una cacciatrice di demoni?
Valentine: l’unica speranza che Clary ha per salvare la madre. Un uomo pericoloso, probabilmente pazzo, sicuramente spietato, che fra l’altro è suo padre.
Jace: è il fratello che Clary non sapeva di avere. Bellissimo, magnetico ed esasperante, è disposto a tradire tutto ciò in cui crede, pur di aiutare il padre…
E mentre a New York si moltiplicano gli omicidi, nella Città di ossa scompare la Spada dell’Anima. Il sospetto è che dietro i delitti ci sia Valentine. E Clary si trova costretta a scelte che mai avrebbe voluto compiere.




Casa editrice:

Mondadori

Collana:

Oscar Bestsellers

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2010

Traduttore:

R.Belletti

Prezzo di Copertina:

10€

ISBN:

978-88-04-60172-2

Numero di Pagine:

467

Capitoli precedenti:

Shadowhunters - Città di Ossa

Informazioni sull'autore:

Cassandra Clare è nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo con la famiglia trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si è fermata a Brooklyn, dove, per non farsi distrarre dai suoi gatti e dalla TV, scrive libri nei caffé e nei ristoranti. Per Mondadori ha pubblicato anche Shadowhunters - Città di Ossa, Shadowhunters - Città di Vetro, Shadowhunters - Città degli angeli caduti, Shadowhunters - Città delle anime perdute, Shadowhunters - Le origini - L'angelo, Shadowhunters - Le origini - Il Principe e Shadowhunters - Le origini – La Principessa

Premi importanti vinti dall'autore:

Vincitrice del An American Library Association Teens Top Ten Award
Vincitrice del The 2010 Abraham Lincoln Illinois High School Book Award
Vincitrice del The 2010 Pacific Northwest Library Association Young Reader’s Choice Award
E molti altri

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Urban Fantasy

Ambiente:

New York

Tempo:

Contemporaneo


Recensione:

Io consiglio sempre di leggere le saghe in ordine, quindi non andrò a riprendere quello che ho detto del primo volume (Shadowhunters – La città di Ossa), ma mi limiterò ad esporre quello che penso di questo libro.

Partiamo dai personaggi principali che in questo volume aumentano, o meglio, alcuni secondari hanno un ruolo un po’ più importante:
Magnus Bane: scusate ma non riesco proprio a metterlo per secondo nonostante non sia un protagonista. Io ringrazio personalmente Cassandra Clare per aver creato questo stupendo personaggio folle. Magus è tutto: è fiero, è immortale e gay, e, soprattutto, in tutto ciò riesce a farmi sempre sorridere (se non ridere). Si tratta del Sommo stregone di Brooklyn che abbiamo visto come personaggio secondario già in Shadowhunters – Città di Ossa e che in questo volume inizia a prestare maggiori attenzioni ad Alec e viceversa, oltre che dare un aiuto veramente importante nella risoluzione dei problemi
Simon Lewis: è il migliore amico di Clary, un povero sfigato Nerd (e sia chiaro, io per prima sono una nerd, quindi non è un insulto al genere), che va dietro alla protagonista venendo clamorosamente scaricato nel precedente volume. In questo diventa un vampiro in tutto e per tutto e cerca di iniziare a capire come funzionano i suoi nuovi poteri.
La famiglia Lightwood: una famiglia intera di Cacciatori, della quale si sa poco e a sprazzi, in quanto, appunto, non sono personaggi principali, in questo libro vengono un po’ più delineati, fissati con le regole, la disciplina e le tradizioni e abitudini, sono generalmente poco aperti nei confronti di chi non è uno Shadowhunters.
L’inquisitrice Herondale: Una donna fredda come il ghiaccio e acida come la bile che fin dal primo momento sembra avercela a morte con Jace. Durante tutto il libro viene, a pizzichi e bocconi, raccontata la sua storia e al contempo viene resa insopportabile in ogni maniera possibile ma… È uno dei pochi personaggi che a un certo punto riescono davvero a fare salire le lacrime.
Presentati questi ulteriori personaggi che vengono approfonditi nel libro, passiamo alla recensione… Sarà un caso, o forse no, ma sono sempre stata un amante dei libri dispari, trovando i pari sempre un po’ vuoti e poco interessanti e questo non fa differenza dalle altre saghe.
Partiamo dalla copertina, perché questo libro viene spacciato per Urban fantasy, ma è una storia d’amore per adolescenti che ha come sfondo un ambientazione Urban fantasy e l’immagine lo evidenzia in maniera lampante: due ragazzi in posa vagamente sensuale dove lui accenna a un bacio sul collo di lei. Personalmente trovo questa copertina piuttosto brutta (non nel senso che è brutta la foto, ma che non approvo la scelta di usarla come copertina di un libro che dovrebbe appartenere ad un altro genere).

Tralasciando la copertina passiamo al contenuto, come già detto per il primo volume, trovo i personaggi molto ben caratterizzati, anche se in questo libro perdono un po’ di fegato (per non essere volgare). Isabelle e Alec che in “Cità di Ossa” sembravano due signori cacciatori, se non nel finale, sembrano due bambocci rimbambiti, il che è piuttosto incoerente, almeno dal mio punto di vista. Anche la venialità di Magnus perde il suo fascino, ma grazie al cielo questo fantastico personaggio viene salvato in extremis per altri suoi interventi (non voglio fare troppo spoil).

Oltre a un peggioramento generale dei personaggi ho trovato anche molto meno avvincente la trama, basata purtroppo per la maggior parte del tempo sui sentimenti di Clary per Jace e di Jace per Clary, dei quali, tendenzialmente, a un lettore di vero fantasy non importa praticamente, assolutamente, nulla. Per carità, va bene che ci siano legami tra i personaggi e le storie d’amore, purché siano un remoto sfondo e appena accennati (a meno che non siano fondamentali per lo svolgimento della trama, e qui sicuramente non lo sono). Se si vuole scrivere un romanzo rosa che lo si dichiari come tale così da non ingannare chi ha invece altre aspettative.

Se escludiamo dalla vicenda la noiosissima storia d’amore tra teenagers possiamo scoprire una sotto trama invece curiosa, che merita di essere letta. Apprezzo l’invenzione degli strumenti del mortali (non in quanto strumenti del potere perché di quelli ce n’è d’ogni tipo in ogni ambientazione) ma di come sono strutturati questi, apparentemente combinabili oltre che forti singolarmente. Mi piace meno la figura di Valentine, troppo poco coerente, come gli viene fatto notare anche nella trama: odia i demoni ma ne evoca un esercito, sembra il classico cattivo che fa il cattivo giusto perché è pazzo, e onestamente risulta piuttosto scontato fin dalla sua prima apparizione.

Spero che questo libro abbia subito la “sfiga dei numeri pari” e che quindi il prossimo sia migliore di questo e spero anche del primo, in modo da stupirmi piacevolmente.

Lettori ai quali si rivolge:

Pubblico adolescenziale

mercoledì 16 luglio 2014

Shadowhunters - Città di Ossa

Shadowhunters – Città di Ossa, Di Cassandra Clare

Sinossi:

Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda...



Casa editrice:

Mondadori

Collana:

Oscar bestsellers

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2010

Traduttore:

Paracchini F.

Prezzo di Copertina:

10,50€

ISBN:

987-88-04-60171-5

Numero di Pagine:

525

Capitoli precedenti:

Primo della Serie

Informazioni sull'autore:

Cassandra Clare è nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo con la famiglia trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si è fermata a Brooklyn, dove, per non farsi distrarre dai suoi gatti e dalla TV, scrive libri nei caffé e nei ristoranti. Per Mondadori ha pubblicato anche Shadowhunters - Città di Cenere, Shadowhunters - Città di Vetro,Shadowhunters - Città degli angeli caduti,Shadowhunters - Città delle anime perdute,Shadowhunters - Le origini - L'angelo e Shadowhunters - Le origini - Il Principe

Premi importanti vinti dall'autore:

Vincitrice del An American Library Association Teens Top Ten Award
Vincitrice del The 2010 Abraham Lincoln Illinois High School Book Award
Vincitrice del The 2010 Pacific Northwest Library Association Young Reader’s Choice Award
E molti altri

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Urban Fantasy

Ambiente:

New York

Tempo:

Attuale


Recensione:

Come sempre partiamo dai personaggi principali che in questo volume, secondo me, sono tre:
Clary Fray: una ragazzina appena adolescente estremamente viziata e piagnucolona alla quale ogni due per tre (più o meno ad ogni cosa che vede), viene da vomitare. All’inizio del libro è una ragazzina normale che fa una vita normale e fa normalmente l’isterica con la madre, poi scopre di avere sangue Shadowhunters nelle vene e pensa quindi di poter ignorare tutte le regole esistenti perché è convinta di salvare il mondo, mentre solitamente rischia solo di metterlo ancora più a rischio.
Jace Wayland: il classico bel tenebroso della situazione, un anno più grande di Clary (quindi un ragazzino anche lui) che ha, però, oltre ad un fare arrogante, un modo di ragionare piuttosto maturo e risoluto. È Bello, è muscoloso, è addestratissimo e sa un sacco di cose: a chi potrebbe non piacere?
Valentine: il pazzo visionario che vuole cambiare il mondo sterminando tutti i Nascosti (Vampiri, LupiMannari, Stregoni, Fate e tutto ciò a loro collegato) per esaltare la razza Shadowhunter, ed è padre di Clary e Jace.

Nonostante le critiche sul personaggi, non ho trovato questo libro brutto, ma nemmeno bellissimo. Ha, secondo me, molti pregi e difetti (ma i difetti sono relativi unicamente al mio gusto personale).

Ambientazione: Cassandra Clare è andata abbastanza sul facile, ha ambientato infatti questo libro dove vive, ossia a New York, togliendosi buona parte della rottura di dover descrivere un mondo immaginario, e, secondo me, ambientando il libro in una città ben nota non ha sbagliato. Rende al lettore molto semplice immaginare dove si muovono i personaggi principali. Unica pecca è che l’America è già ben nota a tutti per mostri ammazzamostri e quant’altro, quindi si perde facilmente di originalità.

Sempre in merito all’ambientazione trovo invece interessante la gestione propria della “razza” (se così possiamo definirla) degli Shadowhunters e la suddivisione in categorie di ciò che popola il mondo (Mondani, Nascosti, e Demoni) oltre che la politica nei confronti di ogni categoria da parte dei "gestori dell'equilibrio" (gli Shadowhunters).
È curiosa la generazione di un mondo diverso da quello noto, dove si lascia intendere che esistono molti luoghi (vedi Idris) che esistono ma “non ci sono”, ed è coerente anche la spiegazione che viene data relativamente al come mai i Mondani non ne sanno nulla.

Torniamo ai personaggi (perlopiù ai secondari): adoro la definizione che viene data a Isabelle (che tutto sommato sembra la classica semi antagonista esaltata), Alec e Magnus Bane(non in molti integrano così accuratamente degli omosessuali in un libro, il che genera situazioni interessanti e diverse dal solito.) Che non amo è la protagonista Clary, che trovo un po’ incoerente e svampita in modo innaturale. Capisco uno Shadowhunter (Jace) che dice di aver ucciso oltre 500 demoni che magari non si terrorizza troppo ad avere alle calcagna un branco misto di Lupi Mannari e Vampiri incazzati, e fa una battuta, ma NON trovo per nulla sensato che una mocciosetta di 15 anni che non ha mai saputo dell’esistenza del Mondo Invisibile, che , inseguita dallo stesso branco di lupi e vampiri risponde con ironia alle battute del primo. Non amo molto, invero, nemmeno il personaggio di Jace, che, nonostante accuratamente descritto nel carattere, nei movimenti e nella fisicità è, anch'esso, troppo ovvio e scontato. Non è altro che il classico bel tenebroso di turno al quale andrebbe dietro chiunque.
In generale non approvo l’utilizzo di personaggi così giovani (mediamente i protagonisti hanno tutti 15 anni) che, anche se iniziano il loro addestramento da piccoli, comunque non sono psicologicamente pronti per sfide serie. L’età minima che dovrebbe avere un personaggio combattente, in un’ambientazione come questa, dovrebbe essere tra i 18 e i 23 anni, dove sono sì giovani, ma anche sufficientemente maturi per rischiare e sapere cosa rischiano.

Passando alla storia: Trovo molto scontato che la protagonista sia la figlia del grande cattivone finale. È una cosa che succede piuttosto spesso e ormai non meraviglia più, anzi, a parer mio fa l’effetto opposto, almeno su un lettore rodato. Trovo scontato anche che il bel tenebroso di turno si innamori della povera protagonista, che è una ragazzina definibile “Sfigata”, che nessuno (stranamente) aveva mai notato eccetto l’amico ancora più sfigato che da lei non viene (ovviamente) ricambiato. Non mi è piaciuto nemmeno tutto il tempo che viene perso a descrivere questo incipit di storia d’amore che fa quasi scadere il libro da Urban Fantasy a romanzo rosa per adolescenti. In definitiva la storia potrebbe essere meglio (spero migliori nei prossimi libri), ma la definizione di alcuni personaggi (ad esempio: Magnus Bane o Fratello Geremia) che non può che strappare un sorriso, o di alcune citazioni dei personaggi, salva totalmente il volume meritando di essere letto almeno una volta nella vita (considerato anche che il costo non è per nulla eccessivo). Una cosa che mi è spiaciuta, ma non è definibile pecca, è che sono sì poco più di 500 pagine, ma il carattere di scrittura è piuttosto grande, il che fa volare le pagine sotto i nostri occhi facendolo finire subito.


Lettori ai quali si rivolge:

Ragazze adolescenti

Guida per Viaggiatori nella Terra di Mezzo

Guida per Viaggiatori nella Terra di Mezzo, di Roberto Fontana

Sinossi:

La guida per viaggiatori nella Terra di Mezzo è il vademecum ideale per chiunque voglia avventurarsi nell’universo immaginario descritto da Tolkien nel Signore degli Anelli.
Il viaggio alla scoperta della Terra di Mezzo proposto dall’autore è nello stesso tempo geografico – attraverso monti altissimi, praterie sconfinate, boschi incantati, città cinte da candide mura e con le strade ricoperte di polvere di diamante - e temporale. Suddivisa in tre ere principali – la quarta ha inizio con il termine delle vicende narrate nel Signore degli Anelli – la Guida le descrive le caratteristiche generali delle terre in ciascuna epoca, suggerendo i percorsi più suggestivi. Gli itinerari conducono il viaggiatore attraverso i luoghi di maggiore interesse paesaggistico, storico-artistico, culturale e gastronomico. Di ogni località sono rievocati i tempi del massimo splendore e narrati gli avvenimenti che l’hanno vista protagonista. Le “Meraviglie” dei più bei siti della Terra di Mezzo e delle altre parti di Arda vengono per altro illustrate anche grazie a dettagliate rappresentazioni Cartografiche e ad accurati disegni ricostruttivi.
Dopo aver valutato la lunghezza dell’itinerario prescelto e i tempi di percorrenza, essersi equipaggiato con comode scarpe, le necessarie provviste e un bastone (e naturalmente con questa Guida nello zaino), il lettore potrà così inoltrarsi – senza timore di smarrirsi- tra i sorprendenti e variopinti panorami dell’universo tolkeniano.



Casa editrice:

L’età dell’Acquario

Collana:

Uomini, storia e misteri

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2010

Traduttore:

///

Prezzo di Copertina:

24€

ISBN:

978-88-7136-321-9

Numero di Pagine:

328

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Roberto Fontana (Torino, 1956), laureato in Ingegneria nucleare, insegna Matematica e Fisica nelle scuole superiori. Appassionato di letteratura fantasy, si è dedicato all’approfondimento delle opere di J. R. R. Tolkien, studiando la geografia, i miti, gli usi e i costumi dei popoli della Terra di Mezzo. Ha collaborato alla traduzione di La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi di Tolkien (2008). Ha pubblicato, insieme a Mauro Ghibaudo, Essecenta: i nomi della Terra di Mezzo (2009). Esperto dei sistemi di scrittura elfici, tiene corsi di calligrafia in Tengwar, la scrittura degli Alti Elfi. Già moderatore del forum Granburrone.com, nel 2002 ha contribuito alla costituzione dell’Associazione Culturale Granburrone, di cui attualmente è presidente.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy/Guida turistica

Ambiente:

Terra di mezzo (Ambientazione grata da J.R.R. Tolkien)

Tempo:

Tutte le ere della terra di mezzo


Recensione:

Partiamo da una generale considerazione sul prezzo: si tratta di un volumetto che conta poco più di 300 pagine, con una copertina morbida e nessun tipo di sovracopertina, alla luce di ciò direi che chiedere 24€ è decisamente troppo.

Passando a cose più interessanti del prezzo direi che questo libro gode di una pecca Infinita: per poterlo leggere e sperare di capirne qualche cosa è necessario aver già letto TUTTI i libri scritti da J. R. R: Tolkien, e, secondo me, non è possibile per un autore scrivere un libro che dia per scontato che se ne siano già letti almeno altri 5 (Il Silmarillion, Lo Hobbit e i tre del Signore degli Anelli) scritti oltretutto da un altro autore.

Personalmente prima di dedicarmi a questo volume io ho letto solamente Lo Hobbit e i tre del Signore degli Anelli. Leggendo la prima parte del libro in questione non ho capito niente, le storie vengono narrate usando vari nomi di uno stesso personaggio a seconda del momento, ad esempio: Elwe alle volte viene chiamato Elwe, alle volte Elu Thingol o solo Thingol o addirittura, se non erro, Tingollo, con il risultato che se il lettore non ha già bene in mente chi è ogni personaggio e tutti i vari nomi in altre lingue, trova molte difficoltà a capire di chi si stia parlando, dovendosi ricordare mediamente 3 nomi nuovi per ogni personaggio non conosciuto che incontra. La lettura è resa difficile anche dalla grammatica piuttosto opinabile (ad esempio sono convinta che iniziare una fase dopo un punto con “Ma” non sia propriamente corretto, tuttavia questa pratica, e non solo, è largamente usata nel volume) e dalla quantità di coordinate e subordinate legate ad ogni frase principale a creare lunghi e complessi periodi che, spesso, possono essere tranquillamente evitati.

Nonostante questi problemi di fondo, qualora il lettore avesse una straordinaria pazienza per sopportare grammatica e subordinate, e fosse a conoscenza già di tutta la storia della terra di mezzo, dei suoi luoghi e dei nomi, questo potrebbe non risultare proprio come un libro da buttare, anzi, l’idea è straordinariamente fantasiosa e buona. Personalmente è la prima volta che leggo una guida turistica per viaggiare in un mondo immaginario e, se fosse davvero ben fatta, sarebbe molto divertente e curiosa.
Personalmente, al fine di rendere il libro più accessibile, avrei scelto di descrivere solo le città della III Era della Terra di Mezzo, mettendo magari anche più curiosità (piuttosto inventate) ma che aiutino a catturare il lettore. Ad esempio parlando di Rhoan buttare lì un: ”è possibile, partendo dalla capitale di Rhoan con alcune delle sue guide, fare un tour dei pascoli, fino al fosso di Helm, cavalcando proprio uno dei magnifici e rinomati destrieri qui allevati.”

Una nota è necessaria in merito alla prefazione a cura di Maria Luisa Vassallo: è stupenda, carica di passione ed estremamente ben scritta, merita una lettura sicuramente, a differenza invece dell’Introduzione che inizia con un prolisso e inutile elenco di viaggio famosi noti già a tutti.

Lettori ai quali si rivolge:

Solo a chi ha già letto tutti i libri di J.R.R. Tolkien

lunedì 23 giugno 2014

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re

Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Nel terzo romanzo della trilogia di Tolkien, Aragorn e i suoi amici giungono a Gondor, relitto dell'antico Regno degli Uomini: è il mondo del Bene, in piena decadenza. Mentre Frodo e Sam riprendono il difficile cammino verso Monte Fato, nelle pianure presso la capitale di Gondor si scontrano le forze del Bene e del Male. riuscirà Frodo a distruggere l'anello del Potere? Cosa succederà al termine di quest'avventura alla Terra di Mezzo?













Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€ (per l’intera trilogia)

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

297

Capitoli precedenti:

Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello
Il Signore degli Anelli - Le due Torri

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

Come precedentemente detto per gli altri due volumi io ho comprato la trilogia completa della Bompiani, e per il numero delle pagine non ho potuto fare altro che fare una sottrazione, senza contare che dal totale ho omesso, in quanto non prettamente utili all'evoluzione della storia, le appendici, che sono poste alla fine del libro e contano un totale di 122 pagine e delle quali parleremo in seguito.

Nel terzo ed ultimo capitolo della trilogia del Signore degli Anelli, i personaggi non cambiano, entrano in sena praticamente tutti contemporaneamente quelli già presentati nei due volumi precedenti: Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello e Il Signore degli Anelli - Le due Torri; ed è per questo che io consiglio di leggere questa trilogia per intero e in ordine al fine di capire al meglio chi fa cosa.
Questo è il libro che tra i tre mi è piaciuto di meno. Lo sviluppo in certi momenti della guerra si fa troppo lento e pesante, mi è spesso sparito quel piacere nella lettura che mi faceva pensare "ma sì dai, una pagina ancora e poi chiudo", che, nei precedenti, si ripeteva svariate volte facendomi leggere interi capitoli prima di posare davvero il libro.

Aldilà della guerra vera e propria che, appunto per alcuni momenti lenti non mi è piaciuta, non ho amato particolarmente nemmeno il peso che si da alle varie storie dei personaggi sopravvissuti dopo la guerra, agli amori che sbocciano e a quelli che si infrangono, alla storia della contea e di Saruman accompagnato dal fido Vermilinguo..
Diciamo che, personalmente, avrei preferito si fosse fermato alla fine della guerra e incoronazione del nuovo Re, accennando solo brevemente a cosa è successo nel resto delle terre e lasciando un po' all'immaginazione del lettore un eventuale proseguo delle vite di chi è rimasto.
Nonostante le mille critiche sopra riportate ci tengo a precisare che non è assolutamente un brutto libro, ma che complessivamente ha uno sviluppo diverso, meno descrittivo circa paesaggi e razze ormai ben noti, ma più prolisso per quanto riguarda l'evoluzione della guerra che si svolge praticamente solo davanti a Gondor e la posizione di ogni personaggio importante durante i vari attacchi. Certo non è facile gestire una così ampia quantità di figure contemporaneamente senza tralasciare nulla, e in questo Tolkien è stato un vero maestro, capace di mantenere l'attenzione anche quando ormai la situazione è già stata vista dagli occhi di tutti..

Tornando invece, come prima accennato, alle appendici, io vi sconsiglio di leggerle prima della fine del libro. Per avere un quadro completo andrebbero lette dopo la prima lettura della trilogia, e prima della seconda in modo da avere un idea generalmente più chiara di tutti gli avvenimenti, nomi di personaggi e di luoghi che verranno in esse proposti. Sconsiglio di leggerle prima di aver terminato il libro in quanto rischiano di bruciarvi il finale, e sarebbe davvero un peccato.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice ed è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento

giovedì 19 giugno 2014

Il Signore degli Anelli - Le due Torri

Il Signore degli Anelli – Le due Torri, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

In questo secondo romanzo della trilogia di Tolkien, gli amici della Compagnia dell'Anello lottano separati. Merry e Pipino sono fatti prigionieri dalle forze del Male, ma riescono a fuggire e trovano soccorso in uno strano mondo di esseri giganteschi, mezzo vegetali e mezzo umani. Aragorn, un enigmatico personaggio che si era unito alla Compagnia all'inizio dell'impresa, stringe alleanza con i guerrieri di Rohan, un popolo fiero che per secoli ha resistito all'assalto delle tenebre. Frattanto Frodo e il devoto Sam si imbattono in Gollum, un viscido essere che era stato l'antico possessore dell'Anello, e lo costringono a condurli verso Monte Fato. Ma spaventose creature li attendono al varco e il loro cammino si interrompe tragicamente.






Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€ (per l’intera trilogia)

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

348

Capitoli precedenti:

Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

I personaggi principali del secondo volume de Il signore degli anelli sono essenzialmente quelli elencati per “Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello”, ai quali vanno ad aggiungersi dei personaggi secondari tuttavia molto importanti, come:
Saruman: il bianco stregone alleatosi ormai con le forse del male, e che minaccia di fare vincere Sauron intromettendosi nella guerra ed attaccando il fosso di Helm
Re Theoden: Re dei Signori dei Cavalli di Rhoan che sarà sottoposto ad una dura sfida dalla quale dipenderanno le sorti del suo popolo, ma anche della guerra stessa.

Come precedentemente detto per il primo volume (La compagnia dell'anello) io ho comprato la trilogia completa della Bompiani, e per il numero delle pagine non ho potuto fare altro che fare una sottrazione.

Tralasciando i dati tecnici per tornare alla recensione del libro possiamo dire che, seguendo la solida base nozionistica relativa all'ambientazione data da "La Compagnia dell'anello", ne "Le due torri" troviamo una riduzione piuttosto importante delle descrizioni puramente ambientali che viene sostituita da un aumento delle descrizioni inerenti lo stato politico delle varie fazioni e la guerra imminente. La divisione dei personaggi permette infatti di comprendere a pieno lo stato in tutti i regni si trovano, da Gondor, che subisce la minaccia da vicino, a Rhoan, che crede di essere quasi al sicuro. Questa suddivisione mantiene anche alto uno stato di allerta nel lettore che si trova a veder accadere un gran numero di eventi contemporaneamente permettendo una maggiore percezione del rapido degenero della situazione e l'imminente arrivo della Guerra

A differenza della Compagnia dell'Anello, per fortuna, qui diminuiscono sensibilmente sia per numero che per lunghezza le canzoni e poesie inutili ai fini della storia che mi hanno infastidita nella lettura del primo volume, dando più spazio all'azione e all'evoluzione dei fatti .
In questo libro oltre ai personaggi della compagnia, già presentati, vengono introdotte una serie di altre figure decisive alla riuscita della storia che mantengono lo stesso spessore e la stessa quantità di dettagli che Tolkien concede ai protagonisti, rendendo veri anche questi ultimi a tal punto da poter immaginare cosa stiano pensando o intendano fare.

Io credo che Le due Torri non sia un libro da leggere a se stante. Sebbene abbia un inizio e una fine ben chiari non è possibile leggerlo e capirlo a fondo in tutta la sua bellezza senza aver prima letto la Compagnia dell'Anello e possibilmente anche Lo Hobbit.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice ed è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento che la padronanza della lingua dovrebbe essere a un livello ormai sufficiente.

sabato 14 giugno 2014

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Nella Terra di Mezzo il potere di Sauron si è risvegliato e sta raccogliendo molte legioni di Orchi per sferrare un attacco alle razze che popolano la regione. Per riavere la potenza persa millenni prima, il Male ha però bisogno dell'Unico Anello, un anello magico in grado di controllare la volontà degli altri anelli magici e di chi li porta, ed esso è stato smarrito molto tempo prima per finire poi nelle mani del pacifico avventuriero hobbit Bilbo Baggins. L'Anello racchiude in sè un forte potere di corruzione, portando il proprio possessore al Male e, infine, a tornare al dito del suo malvagio creatore: per impedire che ciò accada, lo stregone Gandalf convince Bilbo a consegnare l'Anello al nipote Frodo, che si incamminerà in una lunga e pericolosa marcia per portare l'oscuro oggetto alla distruzione.






Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

456 (La trilogia completa 1108)

Capitoli precedenti:

Primo volume della Saga. Eventualmente è possibile leggere prima Lo Hobbit e Il Silmarillion, dello stesso autore

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

Come noterete dalla copertina in alto a sinistra, io non ho propriamente letto La Compagnia dell’Anello, ma mi sono comprata la trilogia completa sia per una questione di comodità che di prezzo. Per una serie di motivi con i quali non starò a tediarvi ho deciso di recensire singolarmente ogni volume, anche se alla fine fra le tre ci sarà ben poca differenza.

I personaggi principali di questo libro sono sostanzialmente:
Frodo Baggins: uno hobbit che come tutti non ha mai visto molto fuori della Contea, ma ne ha tanto sentito parlare dallo zio Bilbo Baggins, e da esso erediterà l’anello e il fardello di portare a termine un’importante missione destinata a cambiare le sorti della terra di mezzo.
Sam:hobbit figlio del gaffiere ed affezionatissimo amico di Frodo, che lo seguirebbe ovunque e per il quale darebbe la vita senza pensarci due volte (spesso viene quasi il dubbio sia omosessuale, che, per l’epoca in cui è stato scritto il libro, è decisamente innovativo).
Marry e Pipino: ultimi due hobbit che, ad ogni costo, seguiranno l’amico Frodo in quest’ importante viaggio, sono decisamente meno pesanti e più interessanti e coraggiosi di Sam, anche se decisamente più combina guai, e, in certe occasioni, quasi pericolosi (ovviamente per la riuscita della missione). Anche loro non hanno mai visto fuori della contea, ma a questa condizione sembrano adeguarsi molto prima degli altri dimostrando un certo spirito di adattamento.
Gandalf: stregone, storico amico di famiglia dei Baggins, che partecipò già a suo tempo all’avventura di Bilbo ne Lo hobbit, e che non è ben visto nella contea e nella maggior parte dei luoghi dove si reca. Si tratta di una figura particolare e piuttosto evanescente, si sa che c’è ma non si sa mai se e come interverrà lasciando spesso il dubbio su da che parte stia.
Legolas e Gimli: esponenti rispettivamente della razza degli elfi e dei nani, in contrasto perlopiù per ragioni che vengono rispiegate ma sono state esplicate molto meglio ne Lo Hobbit, che parteciperanno alla missione con un certo astio razziale tra loro, uniti solo per il bene comune.
Aragorn: discendente di re Elessar, e quindi erede al trono di Gondor tiene però un basso profilo in tutta l’avventura, pur palesando sovente l’animo nobile e deciso di un vero re.
Boromir: discendente dei sovrintendenti di Gondor, è un uomo altrettanto deciso e fiero, a volte un po’ rude, che vuole a tutti i costi mettere fine alla guerra. D’animo nobile, man on abbastanza forte rischierà di porre fine alla missione, pur non volendolo veramente.

La Compagnia dell’Anello è, secondo me, il volume migliore di tutta la trilogia (prima di sottoporvi una recensione ho infatti deciso di leggerli tutti e tre), ed è anche il più collegato a “Lo Hobbit”, sono infatti stata molto contenta, leggendolo, di essermi dedicata prima a quest’ultimo, perché vengono citati moltissimi personaggi (come ad esempio Gloin o il re di Bosco Atro), fatti e ricordi dei quali, altrimenti, non si coglierebbe il significato/l’ironia.

A differenza di ciò che pensano molti con i quali mi sono confrontata in merito, io non trovo questo libro eccessivamente descrittivo, certo non ci si può aspettare che Tolkien non spenda due parole per raccontarci quella magnifica e dettagliatissima ambientazione che ha creato con incredibile maestria, senza contare che non si perde per capitoli interi a descrivere e basta. Trovo difficile spiegarlo se non con un paragone, diciamo che leggendo sembrava di essere su un treno a guardare dal finestrino, e, mentre i fatti accadono un po’ di sfondo e un po’ in primo piano, avevo la possibilità di ammirare quel magnifico e vario panorama che propone un viaggio nella Terra di Mezzo.
Anche i personaggi, che io trovo fondamentali per la riuscita di un bel libro, sono molto dettagliati e precisi, ognuno con il proprio carattere, le proprie abitudini, conoscenze e lacune. Così come i protagonisti, i personaggi secondari, hanno la loro collocazione precisa e fondamentale nella storia, il che aiuta notevolmente a fare immergere il lettore in quello che sembra quasi un mondo parallelo.

Solo una pecca trovo in questo libro come nel suo “predecessore” Lo Hobbit: i canti e le poesie. A parer mio ci sono troppe di queste interruzioni che non hanno una reale utilità nella riuscita dell’avventura e della storia in se e per certi versi risultano piuttosto pesanti. Non escludo che a me possano aver dato quest’impressione perché ho letto un traduzione, mentre in lingua originale magari suonano meglio.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice e è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento che la padronanza della lingua dovrebbe essere a un livello orami sufficiente.

mercoledì 9 aprile 2014

Lo Hobbit

Lo Hobbit, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Questa è la storia di come un piccolo Hobbit ebbe una grande avventura, prima abitudinario si trovò improvvisamente imbarcato in un impresa che lo vede attraversare la terra di mezzo con tredici improbabili compagni di viaggio, alla riconquista di un famoso tesoro protetto da un ferocissimo drago. Nel suo viaggio avrà la possibilità di ravvedersi circa i suoi pregiudizi verso se stesso e verso ciò che vive fuori dalla sua amata Contea e dimostrare tutto il coraggio di cui la gente piccola sa essere capace.









Casa editrice:

Bompiani

Collana:

I grandi tascabili

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1937

Traduttore:

Ciuferri C., Paron P.

Prezzo di Copertina:

11,00€

ISBN:

9788845268342

Numero di Pagine:

410

Capitoli precedenti:

Volume unico (eventualmente considerabile prequel de “il signore degli anelli”)

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III era della terra di mezzo)


Recensione:

Lo Hobbit è un classico che ho letto troppo tardi nella mia vita. Sfogliando queste pagine (tutto sommato poche) ci si immerge immediatamente in un’ambientazione talmente curata e precisa da sembrare quasi reale, dove nulla è lasciato al caso.

Non è una novità che l’ambientazione tolkeniana sia completa e precisa, tanto che lo stesso autore ha scritto anche altri libri su di essa in varie ere della sua storia, e ovviamente non delude nemmeno ne Lo Hobbit; ma onestamente dal libro che ha ispirato tre film e viene automaticamente associato alla Trilogia del Signore degli Anelli mi aspettavo di più, o meglio, mi aspettavo una maggiore descrizione dei Nani non intesi come razza, ma come singoli personaggi della soria. Sono 13 e tra tutti viene data un po’ di personalità forse solo a due: Torin e Balin il che mi ha lasciato perplessa.

Tutti gli altri vengono descritti sempre come un elenco di nomi, il che mi ha fatto più volte pensare perché tredici e non, per dire, cinque o otto o quaranta. Altra pecca sono le continue Canzoni (che in italiano, forse, rendono molto meno che in lingua originale l’idea del ritmo che possono avere) che spezzano l’azione e spesso non hanno alcun ruolo utile e reale nella storia. Le uniche che possono essere ritenute “utili” e quindi risultano escluse da questo errore sono la prima dei nani, atta a raccontare il loro passato, e quella che Bilbo canta per istigare i ragni e attirarli.


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti