sabato 28 gennaio 2017

Albion – Diario di un’assassina

Albion – Diario di un’assassina, di Bianca Marconero

Sinossi:

Mi chiamano Samira, ho più o meno tredici anni e sono un'Assassina.


Casa editrice:

Limited Edition Books

Reparto:

Narrativa

Collana:

Young & Fantasy

Anno di Pubblicazione:

2013

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

7.90€ in copertina rigida



ISBN:

9788890841323

Numero di Pagine:

100

Capitoli precedenti:

Albion
Albion - Ombre


Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />

Premi importanti vinti dall'autore:

///

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Principalmente all’Albion College

Tempo:

Epoca moderna


Recensione:

Finalmente Bianca Marconero ha creato una storia propria.

Purtroppo questo libro va letto dopo Albion, che non ne è assolutamente all’altezza, ma altrimenti si rende incomprensibile questo racconto che, invece, merita davvero, tanto che la peggior pecca è la durata:100 pagine sono davvero troppo poche e leggendo sentivo già il dispiacere per la fine in avvicinamento. Spero che la Marconero decida di scrivere anche la visione dei fatti di Samira per quanto riguarda gli avvenimenti successivi alle vacanze Natalizie..

Inutile dire che Samira, a differenza dei personaggi di Albion, è in completa evoluzione, a suo vantaggio c’è l’ampiezza di periodo ad essa dedicato: da quando ha sei a quando ha 13 anni, ma la parte che riguarda il prequel agli avvenimenti di Albion è anche raccolta in davvero poche pagine.
Samira è un personaggio al quale ci si può affezionare e per il quale si può sentire la suspense e trattenere il respiro. A modo suo fa anche ridere e sorridere e sinceramente avrebbe meritato molto più spazio.

Lettori ai quali si rivolge:

Tutti, e lo consiglio anche.

Albion - Ombre

Albion - Ombre, di Bianca Marconero

Sinossi:

Marco Cinquedraghi e i suoi amici hanno scoperto di essere portatori di una peculiarità genetica che si fonda nella leggenda. Sono le nuove incarnazioni di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Ma qual è il prezzo del loro privilegio? A cosa si deve rinunciare per guadagnarsi un destino già scritto? Marco preferisce non chiederselo. Saranno gli errori commessi e le bugie a trascinarlo in una spirale che lo obbligherà ad aprire gli occhi, mentre anche l'eredità di mago Merlino si risveglia e reclama il proprio tributo. Tra amicizie che si incrinano, amori condannati per le colpe del passato, l'ombra di una fata leggendaria e un'indagine su una morte sospetta che sembra portare a una tragica verità, i ragazzi dell'Albion College proseguono il loro cammino per diventare grandi. Ma capire cos'è la vera grandezza comporta un sacrificio che ognuno di loro dovrà affrontare da solo, per salvarsi.



Casa editrice:

Limited Edition Books

Reparto:

Narrativa

Collana:

Young & Fantasy

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

14.90€ in copertina rigida

ISBN:

9788899088057

Numero di Pagine:

500

Capitoli precedenti:

Albion


Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />

Premi importanti vinti dall'autore:

///

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Un College in Svizzera, Santiago De Compostela

Tempo:

Epoca moderna


Recensione:

Non ci siamo proprio.

Sono stata gentile e mi ero ripromessa di esserlo di più con le mie letture ma direi che non ci riesco e non ci siamo proprio.
Dopo una copiatura di Harry Potter questo libro ci propina l’ennesima e decisamente peggiore, revisione del ciclo Arturiano.

Anche questo libro, preso singolarmente non sarebbe poi tanto male, ma dato il pregresso lo trovo veramente terribile. Manca di fantasia e di spessore. Oltre alla ripresa del ciclo Arturiano, che poteva essere rivista in maniera più fantasiosa, o quantomeno più distaccata e meno evidente, la cosa che trovo peggiore sono i nomi….
Quando arriva il punto in cui Marco Cinquedraghi viene chiamato “Marco Arturo Cinquedraghi” ho abbandonato il libro per una settimana, poi il mio bisogno di non lasciare le letture incompiute mi ha obbligato a riprenderlo e finirlo. Scomponiamo per valutare la fantasia?
Arturo Cinquedraghi dovrebbe essere Artù Pendragon… direi che la somiglianza è talmente palese da fare tristezza.
Deacon Emrys dovrebbe essere Merlino. Mi sono chiesta a lungo se il riferimento fosse direttamente collegato ad Emrys della serie TV Merlin, uscita nel 2008, o se quantomeno derivi da una solida cultura del ciclo originale.
Lance Chevalier Du Lac ovviamente corrisponderebbe a Lancillotto, e dire che non c’è nemmeno stato uno sforzo di traduzione. In originale è Lancillotto del Lago
Anche Erec è associabile di base a Sir Erec, e Morgana che anche nel ciclo è semplicemente Morgana.
L’unica variante è Helena, che corrisponderebbe a Ginevra.

Direi che a parte questo non c’è molto da dire. I personaggi non sono in reale evoluzione ma rimangno identici dalla prima all’ultima pagina. Indecisi e spesso incoerenti, ma quantomeno a volte si rendono conto di essere incoerenti. Il problema più grande che hanno è che non ci si riesce ad affezionare a nessuno di essi se non, forse, a Samira, che poverina non c’entra nulla ma è l’unica un po’ caratterizzata o riuscita.
.

Lettori ai quali si rivolge:

Come dice il nome della collana è adatto ai giovani lettori

Albion

Albion, Bianca Marconero

Sinossi:

Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore - morto in circostanze misteriose -, nel giorno del funerale dell'amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all'Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia. Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell'amicizia e capirà che l'amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio. Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell'eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all'epilogo, tra le mura di un'antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui. Il destino di un re il cui nome è leggenda.


Casa editrice:

Limited Edition Books

Reparto:

Narrativa

Collana:

Young & Fantasy

Anno di Pubblicazione:

2013

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

14.90€ in copertina rigida

ISBN:

9788890841309

Numero di Pagine:

474

Capitoli precedenti:

////

Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />

Premi importanti vinti dall'autore:

///

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Un College in Svizzera, poco a Roma e a Montecassino

Tempo:

Epoca moderna


Recensione:

Caro lettore di questa pagina, se arrivi dal blog in generale ti comunico che da questo post ho deciso di smettere di presentare in anteprima i personaggi perché non li ritengo sempre importanti e spesso descrivendoli rischio di cadere eccessivamente nello spoiler e non mi v; sono convinta che una descrizione obbligata dei personaggi va a creare un preconcetto errato per il libro che segue. Se invece provenissi dal menù allora questa variazione non sarà per te particolarmente significativa, e mi limito ad augurarti buona lettura

Tornando al libro invece il mio giudizio è “NON LO SO”, il che sembra quasi assurdo, perché un libro o piace o non piace, ma questo volume è complesso.
In linea di massima la storia è interessante soprattutto all’inizio, dato che non si capisce bene dove l’autrice voglia andare a parare, e questo è un bene perché invoglia nella prosecuzione della lettura al fine di scoprirlo, rende quindi le pagine cariche di pathos e non fa venire voglia di appoggiare il libro sul comodino e sostituirlo con qualche giochino su smartphone.

D’altra parte sono un’amante di Harry Potter e li ho letti tutti, riletti visti, sognati eccetera e leggendo questo spesso e volentieri mi rimbombava in testa la frase ”La rivincita di Malfoy” e questo perché obiettivamente è tutto molto simile a Harry Potter, solo che il protagonista è simpatico come un calcolo renale, e cerca di redimersi nel corso dell’opera; le similitudini più evidenti sono:
- Un castello scuola che nessuno o quasi conosce, con un grande lago nel suo parco
- Accesso al castello per élite (e in Harry Potter i maghi sono comunque una élite)
- Il protagonista non sa praticamente nulla della scuola fino a quando viene ammesso per vie traverse
- Chi studia al castello è particolare (non ho intenzione di spoilerare il dettaglio)
- Gli studenti sono divisi in camerate molti simili alle quattro case di Hogwarts, e i dormitori sono nelle torri
- Gli studenti vengono serviti e riveriti da dei servitori (in HP gli elfi domestici, qui i ragazzi dell’ala est)…
Insomma, diciamo che come mi è piaciuto Harry Potter va da se che, se non lo ritenessi molto simile a quest’ultimo (non voglio dire che è una copiatura perché sta male), non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno Albion, tuttavia la nota più negativa è che è estremamente simile al primo e questo non riesco a tollerarlo.
Il protagonista, Marco, sembra molto Draco Malfoy: proviene da una famiglia molto ricca e di gente spocchiosa che ritiene chiunque altro un suo sottoposto, e in questo volume sembra cercare la rivincita sociale che in Harry Potter, Draco, non ha mai avuto

Sorvolando sulle analogie e analizzando il libro separatamente dalla saga della Rowling direi che è piacevole, è scritto in maniera lineare ma non troppo scontata. Come dicevo all’inizio non si capisce il fine del racconto fino a quando non lo si finisce, il che lo rende incalzante e incuriosente. Solo qualche congiuntivo si è perso nel nulla ma è totalmente perdonabile, più grave è il finale che lascia presagire un sequel e che non è un vero e proprio finale. Sembra che sia stato diviso dal secondo volume solo per avere un maggior introito dalle vendite.


Lettori ai quali si rivolge:

Come dice il nome della collana è adatto ai giovani lettori

domenica 25 dicembre 2016

Il castello di Otranto

Il Castello di Otranto, di Horace Walpole

Sinossi:

Si suppone che gli avvenimenti si svolgano nel Duecento. Manfredo, signore di Otranto, nipote dell'usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il lettimo sovrano, vive sotto l'incubo di una profezia, secondo cui la stirpe dell'usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché discendenti maschi dell'usurpatore lo occupino. Quando la profezia sembra avverarsi, Manfredo atterrito confessa il modo dell'usurpazione e si ritira in un monastero con la moglie. Il romanzo fu pubblicato nel 1764 e, nella prima edizione, era descritto come una versione dall'italiano.







Casa editrice:

Newton

Collana:

Cento Pagine Mille Lire

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1992 (pubblicazione originale 1764)

Traduttore:

Riccardo Reim

Prezzo di Copertina:

1000 Lire

ISBN:

8879830058

Numero di Pagine:

100

Capitoli precedenti:

///

Informazioni sull'autore:

Horace Walpole nacque a Londra nel 1717 per poi morire nel 1797. Figlio del primo ministro Robert Walpole, studiò a Eton e a Cambridge. Acquistò nel 1747, a Twickenham una casa che trasformò in uno stravagante maniero, detto Strawberry Hill, che è forse l’esempio più famoso di architettura neogotica settecentesca. Appassionato collezionista, studioso di storia, è l’iniziatore del romanzo gotico. Nel Castello di Otranto (The castle of Otranto, 1764), che tutta l’Europa lesse e imitò in vari modi, Walpole ha creato uno scenario di innegabile suggestione, fatto di paesaggi notturni, di cieli tempestosi, di passaggi segreti e rumori misteriosi, nel quale si muovono personaggi come la fanciulla indifesa, il malvagio preda di indomabili e perverse passioni, l’eroe misconosciuto. Con ciò Horace ha introdotto l’irrazionale nella raisonnable narrativa del Settecento e, nello stesso tempo, ha fissato i caratteri di una precisa tipologia letteraria.

Premi importanti vinti dall'autore:

///

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Romanzo Gotico/Fantastico

Ambiente:

Il castello di Otranto

Tempo:

Periodo successivo alle Crociate


Recensione:

Il castello di Otranto, scritto da Walpole nel 1764 è considerato il primo romanzo Gotico.
Come scrive anche l’autore nella seconda prefazione della copia da me letta, lui inizialmente si vergognava della pubblicazione di questo manoscritto, tanto da dichiarare di aver effettuato solo una traduzione dello stesso e aver trovato la copia originaria in italiano.
In merito a ciò io ho trovato piuttosto patetiche entrambe le prefazioni. La prima perché è evidente che non si sia limitato ad una traduzione perché impiantata su una totale difensiva he sembra quasi infantile, la seconda perché sembra sempre un bambino che cerca di rimediare ad una gaffe assoluta. Avrebbe fatto certamente più bella figura a starsene zitto e lasciare la gloria perduta ad abbracciarsi ai timori della prima pubblicazione.

Detto questo, i personaggi in questo romanzo sono praticamente tutti principali, almeno quelli che hanno un nome e tutti fortemente caratterizzati ma decisamente statici e poco completi; nessuno di essi subisce alcun tipo di evoluzione durante il racconto, ma si può soprassedere al problema considerato che il racconto si svolge in un lasso di tempo relativamente breve.
Porto ad esempio Manfredi che fin da quando viene presentato si mostra come un personaggio ostinato e particolarmente stupido, tanto da permettere al lettore di chiedersi come possa ricoprire una posizione rilevante nella società nella quale vive. Manfredi vive in balia delle passioni e sembra pensare letteralmente con i genitali, come mostra il comportamento nei confronti di Isabella. Durante tutto il romanzo, nonostante la gran quantità di eventi ed interventi più o meno divini lui non cambia di una virgola e non apprende nulla, il che è poco realistico ed “umano”.
Così come Manfredi anche tutti gli altri personaggi non variano minimamente ed è credo la peggiore pecca del racconto.

Un’altra caratteristica da me notata, che si evince già a tenere in mano il volume che conta davvero poche pagine, è la brevità del romanzo stesso. Walpole non si lascia mai andare in nessuna descrizione superflua. Inquadra rapidamente la locazione dove si svolgono i fatti e delinea i suoi personaggi senza mai essere prolisso, così come non si lascia andare nel descrivere gestualità o eventi che non fanno parte della storia, dando al romando un ritmo veloce ed incalzante che non permette quasi di far prendere fiato chi si cimenta nella lettura.

Tutto il romanzo è carico di input che stimolano la curiosità del lettore, invitandolo a non abbandonare mai il volume che tutto sommato è piacevole alla lettura, considerato soprattutto il contesto storico durante il quale è stato scritto. Essendo inoltre uno tra i primi romanzi del Genere merita certamente la sua attenzione.

Una lode va al traduttore che ha riportato dalla lingua inglese il testo utilizzando un italiano pulito e corretto. Sembra quasi ridicolo, in un’ Italia del 2016 dove l’analfabetismo (nel senso stretto del termine) dovrebbe essere praticamente debellato, trovarsi a lodare una persona che non ha fatto né più né meno che il suo lavoro, ma sono costretta a sottolineare il piacere che si prova nel leggere un romanzo tradotto correttamente e non letteralmente (ossia debellando ogni congiuntivo presente), come avviene per praticamente tutti i nuovi libri ormai in circolazione.


Lettori ai quali si rivolge:

Il libro si rivolge un po’ a tutti. Io ne consiglio la lettura principalmente per una questione storica di importanza dello stesso nella letteratura europea.

martedì 13 dicembre 2016

Il saccheggiatore di relitti

Il saccheggiatore di relitti, di Robert Louis Stevenson

Sinossi:

Il saccheggiatore di relitti (The Wrecker), edito anche come Il relitto, è un romanzo del 1892 di Robert Louis Stevenson scritto in collaborazione con il figliastro Lloyd Osbourne. La storia è ambientata alle Isole Marchesi e si sviluppa intorno al relitto abbandonato della Flying Scud.













Casa editrice:

Newton & Compton

Collana:

I classici

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1993

Traduttore:

Gian Dàuli

Prezzo di Copertina:

2000 Lire

ISBN:

88-7983-303-0

Numero di Pagine:

256

Capitoli precedenti:

Nessuno

Informazioni sull'autore:

Robert Louis Balfour Stevenson nato ad Edimburgo il 13 novembre 1850 e morto a Vailima il 3 dicembre 1894 è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta scozzese

Premi importanti vinti dall'autore:

Premio Retro Hugo alla migliore rappresentazione drammatica

Eventuali premi vinti dal libro:

////

Genere:

Avventura

Ambiente:

Isole Marchesi

Tempo:

Anno 1892


Recensione:

Trattandosi di un romanzo più complesso, prima di presentare i personaggi vorrei dare due indicazioni: una sulla copia da me letta e una in generale sul romanzo.
Parto da quest’ultima segnalando che questo scritto è stato pubblicato anche come “Il relitto”e per scriverlo Stevenson prese spunto da un episodio realmente accaduto e del quale sentì parlare nel 1888.
Il primo appunto, invece, è riguardo l’edizione che ho preso in considerazione (ad un mercatino dell’usato ho preso a caso un classico, perché mi ero svegliata con il pallino di voler avere per le mani un classico e il fato ha condotto bene la mia mano). Io ho scelto un tascabile vecchissimo, con le pagine ora ingiallite con il prezzo ancora in Lire (2000) e sono molto contenta di questa decisione in quanto, quando è stato tradotto, fortunatamente, il traduttore faceva ancora parte di quella scuola erudita a tal punto da conoscere le corrette coniugazioni verbali, oltre ad un lessico discretamente forbito; questa comunione di fattori ha dato origine ad un volume che ti obbliga a rileggere le prime pagine almeno due o tre volte prima di comprenderne il senso. Un intreccio di subordinate e coordinate genera periodi molto lunghi e complessi che devono quindi essere sgarbugliati. Prego quindi chi leggerà la mia medesima edizione di non abbandonare il libro, ma impegnarsi, perché il cervello umano è fenomenale, e dopo poche pagine questo lavoro verrà effettuato in automatico senza più bisogno di rileggere alcunché. A mio parere un testo così complesso è solo una ventata d’aria fresca per il cervello. Una spazzata che toglie le ragnatele e rimette in funzione il tutto.

Detto questo possiamo tornare a parlare più schiettamente del romanzo partendo, come sempre, dai personaggi principali:
Loudon Dodd: Dodd è un personaggio decisamente in evoluzione durante tutto il romanzo. Inizia come “figlio di papà”, dove può permettersi di godersi la vita e sperimentare ciò che desidera, fingendosi un ragazzo mediamente povero nel quartiere latino di Parigi, per poi finire a raccontare ,da narratore e protagonista del libro, delle sue avventure e disavventure da uomo vissuto.
Jim Pinkerton: Non è altri che un amico di Loudon, con il quale questi è in affari fin dal periodo universitario. Un animo tutto sommato buono ma totalmente votato al denaro. Jim aiuta ingenuamente Loudon nelle sue disavventure vivendone quasi all’ombra, sebbene la sua importanza nel romanzo non sia contestabile.

Il romanzo viene raccontato in prima persona da Loudon, parlando con un amico, e si svolge in un intricato intreccio di avventure e disavventure che coinvolgeranno il lettore in ogni momento. Il libro è piuttosto breve, non da quindi spazio a tempi morti o a descrizioni prolisse che tendono solvente ad annoiare. Ogni evento sembra inseguire il precedente in una corsa che terrà il lettore incollato alle pagine del volume.
Solo l’inizio è forse contestabile. Sembra non avere ne capo ne coda e non dover portare a nulla e un paio di volte mi sono chiesta che cosa stessi leggendo, ma il dover calare il lettore in un determinato contesto storico e sociale richiede il sue tempo, tempo che, se non a inizio romanzo, lo scrittore non avrebbe potuto trovare più avanti senza spezzare il senso e il ritmo del racconto per intero.

Che dire se non che alla fine, sebbene non sia il mio genere e nonostante le difficoltà iniziali a leggere scorrevolmente le pagine del “Saccheggiatore di Relitti”, questo libro mi è piaciuto e anche molto. Nella sua complessità affascina, come affascina il non riuscire a comprendere l’assurdità della vicenda fino all’ultimo istante.
Oltre che un libro piacevole da leggere credo sia proprio un libro da leggere a prescindere

Per quanto riguarda i personaggi, però, non ci si affeziona particolarmente. Finirlo non è come perdere un caro amico e durante la lettura non si rimane con il cuore in gola o le lacrime agli occhi nel timore che il nostro personaggio preferito possa subire un torto o morire..

Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adulto data la complessità del linguaggio utilizzato

martedì 30 agosto 2016

Alba d'Inchiostro

Alba d’inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

553

Capitoli precedenti:

Cuore d'inchiostro
Veleno d'inchiostro


Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Mondo d’Inchiostro (ambientazione d’invenzione dell’autrice)

Tempo:

Medioevo Fantasy


Recensione:

Sebbene anche in quest’ultimo capitolo della saga i protagonisti rimangano gli stessi dei romanzi precedenti, li troviamo molto cambiati secondo una linea evolutiva obbligata dalle situazioni che ad essi si presentano.
Maggie rimane più o meno sempre la stessa, gentile e premurosa, oltre che esuberante e impaziente; si trova questa volta ad affrontare i primi problemi di cuore adolescenziali. Sebbene io non ami molto le storie d’amore infilate quasi a forza nei fantasy, devo ammettere che questa volta, quella inserita da Cornelia Funke, ha il su perché. Aiuta a caratterizzare una ragazza in crescita che si stupisce dei nuovi problemi che porta l’età e, considerato che all’inizio di Cuore d’Inchiostro era poco più che una bambina, ora viene correttamente mostrata come un’adolescente, rendendola decisamente più realistica.
Mo (Mortimer) ha ormai praticamente perso ogni tipo di collegamento con il rilegatore che era, lasciando spazio solo a Glandarius, e la vicenda ora si svolge principalmente attorno a lui, che crea scompiglio tra i potenti.
Orfeo in questo volume da assolutamente il meglio del suo viscidume e della sua cattiveria, mostrando un personaggio che, secondo me, fa un po’ pena. Viene descritto come in cerca di ricchezza e potere, ma leggendo tra le righe sembra voler più che altro attenzioni. È evidentemente geloso di Glandarius per le attenzioni che riceve da tutti (Dita di Polvere in primis), più che da una ricchezza che evidentemente non ha. Si comporta un po’ come un bulletto che fa il cattivo solo nella speranza che qualcuno lo noti. Nell’intreccio he si va a sviluppare risulterà però essere lui il vero cattivo del momento e non Tsta di Serpente che si trova a svolgere un ruolo del tutto secondario.
I briganti in generale vengono tutti meglio descritti e dettagliati, dando spazio ad alcune delle loro storie e a collegamenti tra le loro vicende.

Evoluzione dei personaggi a parte questo romanzo è, secondo me, il peggiore della saga. Sembra aggiunto a forza con uuna serie di avvenimenti “casuali” che sono spiegati solo dal fatto che ci sono ormai decisamente troppi lettori e troppi scrittori in un romanzo solo. Mi sembra assurdo che a seguito dell’arrivo e dei primi danni causati da Orfeo, e a seguito ripresa a scrivere di Fenoglio la prima azione compiuta non sia stata rimandare il lettore (Orfeo) a casa, o togliergli la voce, o comunque renderlo innocuo con uno dei mille modi che la fantasia suggerisca.
Sembra che questo personaggio venga sfruttato per creare eventi inutili giusto per riempire delle pagine ed evitare che il libro che conti meno di un centinaio.
Questo dilungamento rende il libro dispersivo ed incoerente, ed è un vero peccato, ma non è illeggibile, anzi, vengono introdotte nuove location sempre molto ben descritte. Ho apprezzato molto la descrizione del passato della Brutta, visto da lei, e poi rispiegatole da Testa di Serpente. Ho apprezzato molto anche la visione del castello nel lago da parte di Mo e Dita di polvere che vanno per primi a sottolineare le differenze di punti di vista che, fortunatamente, caratterizzano i personaggi.


Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adolescenziale o come lettura leggera anche agli adulti. Scorre piacevolmente e aiuta a passare un po’ di tempo

martedì 3 novembre 2015

Veleno d'Inchiostro

Veleno d’Inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I Grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

430 (Di 1502)

Capitoli precedenti:

Cuore d'inchiostro

Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award

Eventuali premi vinti dal libro:

Book Sense Children's Literature Award

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Liguria

Tempo:

I giorni nostri

Recensione:

In questo capitolo della trilogia del mondo d’inchiostro troviamo i medesimi protagonisti del precedente:
Maggie, la figlia di Mortimer, che come lui riesce leggendo ad evocare ciò che legge ad alta voce nei libri. Si tratta di una ragazzina esuberante e gentile incuriosita, dopo l’avventura di sua madre nel libro “Cuore d’inchiostro” da quel mondo fantastico descritto dallo scrittore Fenoglio
Farid, un personaggio estratto da Le mille e una notte da Mortimer nel capitolo precedente, che si scopre avere una cotta per Maggie. Vuole a tutti i costi salvaguardare la vita del suo amico Dita di Polvere, il cui destino è già stato scritto.
Dita di Polvere, un mangiafuoco che nel primo volume era stato strappato al suo mondo da Mortimer, e in questo vi rientra trovandolo però molto cambiato da quando dieci anni prima sene era andato..


Ho trovato questo libro un po’ lento nel suo complesso (forse non solo a causa della narrazione ma del fatto che anche io ho avuto meno tempo per dedicarmici a causa di problemi esterni), ma c’è da dire che questa volta la Cornelia Funke si è dovuta molto dilungare anche nel raccontare una nuova ambientazione, necessaria per fare vivere al lettore ogni avvenimento e l’evoluzione della storia, con i suoi intrighi politici e personaggi peculiari.
Ho apprezzato davvero molto come sia stata inserita la relazione in evoluzione tra Meggie e Farid nella storia. È di sfondo e la si percepisce appena nella sua evoluzione. Non è mai volgare la descrizione che viene fatta delle loro effusioni, ma, anzi, a volte c’è dell’ironia che rende tutto più tenero, senza mai snaturare la vera storia principale.
Non mi è, invece, piaciuta particolarmente la parte di Fenoglio e il suo poter modificare la storia a piacimento. Prima doveva essere letta una copia di un libro ad alta voce in un certo clima con una data concentrazione e l’”evocazione” era uno scambio equivalente (come in alchimia) poi durante questo volume questa “sacralità” viene snaturata e alla fine quasi non mi sarei stupita se qualcuno avesse scritto con un dito nella sabbia “la storia finisce bene” e semplicemente facendolo leggere a Maggie ad alta voce si sarebbe risolto tutto in un istante.

Notevole, invece, e credo mi stupirà sempre, è la caratterizzazione dei personaggi, dai più importanti alle comparse, come Due Dita o la donna incinta che conosce Resa.
In definitiva sono convinta che la figura che ami di più sia assolutamente quella del Principe Nero


Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adolescenziale o come lettura leggera anche agli adulti. Scorre piacevolmente e aiuta a passare un po’ di tempo