sabato 14 giugno 2014

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Nella Terra di Mezzo il potere di Sauron si è risvegliato e sta raccogliendo molte legioni di Orchi per sferrare un attacco alle razze che popolano la regione. Per riavere la potenza persa millenni prima, il Male ha però bisogno dell'Unico Anello, un anello magico in grado di controllare la volontà degli altri anelli magici e di chi li porta, ed esso è stato smarrito molto tempo prima per finire poi nelle mani del pacifico avventuriero hobbit Bilbo Baggins. L'Anello racchiude in sè un forte potere di corruzione, portando il proprio possessore al Male e, infine, a tornare al dito del suo malvagio creatore: per impedire che ciò accada, lo stregone Gandalf convince Bilbo a consegnare l'Anello al nipote Frodo, che si incamminerà in una lunga e pericolosa marcia per portare l'oscuro oggetto alla distruzione.






Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

456 (La trilogia completa 1108)

Capitoli precedenti:

Primo volume della Saga. Eventualmente è possibile leggere prima Lo Hobbit e Il Silmarillion, dello stesso autore

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

Come noterete dalla copertina in alto a sinistra, io non ho propriamente letto La Compagnia dell’Anello, ma mi sono comprata la trilogia completa sia per una questione di comodità che di prezzo. Per una serie di motivi con i quali non starò a tediarvi ho deciso di recensire singolarmente ogni volume, anche se alla fine fra le tre ci sarà ben poca differenza.

I personaggi principali di questo libro sono sostanzialmente:
Frodo Baggins: uno hobbit che come tutti non ha mai visto molto fuori della Contea, ma ne ha tanto sentito parlare dallo zio Bilbo Baggins, e da esso erediterà l’anello e il fardello di portare a termine un’importante missione destinata a cambiare le sorti della terra di mezzo.
Sam:hobbit figlio del gaffiere ed affezionatissimo amico di Frodo, che lo seguirebbe ovunque e per il quale darebbe la vita senza pensarci due volte (spesso viene quasi il dubbio sia omosessuale, che, per l’epoca in cui è stato scritto il libro, è decisamente innovativo).
Marry e Pipino: ultimi due hobbit che, ad ogni costo, seguiranno l’amico Frodo in quest’ importante viaggio, sono decisamente meno pesanti e più interessanti e coraggiosi di Sam, anche se decisamente più combina guai, e, in certe occasioni, quasi pericolosi (ovviamente per la riuscita della missione). Anche loro non hanno mai visto fuori della contea, ma a questa condizione sembrano adeguarsi molto prima degli altri dimostrando un certo spirito di adattamento.
Gandalf: stregone, storico amico di famiglia dei Baggins, che partecipò già a suo tempo all’avventura di Bilbo ne Lo hobbit, e che non è ben visto nella contea e nella maggior parte dei luoghi dove si reca. Si tratta di una figura particolare e piuttosto evanescente, si sa che c’è ma non si sa mai se e come interverrà lasciando spesso il dubbio su da che parte stia.
Legolas e Gimli: esponenti rispettivamente della razza degli elfi e dei nani, in contrasto perlopiù per ragioni che vengono rispiegate ma sono state esplicate molto meglio ne Lo Hobbit, che parteciperanno alla missione con un certo astio razziale tra loro, uniti solo per il bene comune.
Aragorn: discendente di re Elessar, e quindi erede al trono di Gondor tiene però un basso profilo in tutta l’avventura, pur palesando sovente l’animo nobile e deciso di un vero re.
Boromir: discendente dei sovrintendenti di Gondor, è un uomo altrettanto deciso e fiero, a volte un po’ rude, che vuole a tutti i costi mettere fine alla guerra. D’animo nobile, man on abbastanza forte rischierà di porre fine alla missione, pur non volendolo veramente.

La Compagnia dell’Anello è, secondo me, il volume migliore di tutta la trilogia (prima di sottoporvi una recensione ho infatti deciso di leggerli tutti e tre), ed è anche il più collegato a “Lo Hobbit”, sono infatti stata molto contenta, leggendolo, di essermi dedicata prima a quest’ultimo, perché vengono citati moltissimi personaggi (come ad esempio Gloin o il re di Bosco Atro), fatti e ricordi dei quali, altrimenti, non si coglierebbe il significato/l’ironia.

A differenza di ciò che pensano molti con i quali mi sono confrontata in merito, io non trovo questo libro eccessivamente descrittivo, certo non ci si può aspettare che Tolkien non spenda due parole per raccontarci quella magnifica e dettagliatissima ambientazione che ha creato con incredibile maestria, senza contare che non si perde per capitoli interi a descrivere e basta. Trovo difficile spiegarlo se non con un paragone, diciamo che leggendo sembrava di essere su un treno a guardare dal finestrino, e, mentre i fatti accadono un po’ di sfondo e un po’ in primo piano, avevo la possibilità di ammirare quel magnifico e vario panorama che propone un viaggio nella Terra di Mezzo.
Anche i personaggi, che io trovo fondamentali per la riuscita di un bel libro, sono molto dettagliati e precisi, ognuno con il proprio carattere, le proprie abitudini, conoscenze e lacune. Così come i protagonisti, i personaggi secondari, hanno la loro collocazione precisa e fondamentale nella storia, il che aiuta notevolmente a fare immergere il lettore in quello che sembra quasi un mondo parallelo.

Solo una pecca trovo in questo libro come nel suo “predecessore” Lo Hobbit: i canti e le poesie. A parer mio ci sono troppe di queste interruzioni che non hanno una reale utilità nella riuscita dell’avventura e della storia in se e per certi versi risultano piuttosto pesanti. Non escludo che a me possano aver dato quest’impressione perché ho letto un traduzione, mentre in lingua originale magari suonano meglio.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice e è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento che la padronanza della lingua dovrebbe essere a un livello orami sufficiente.

mercoledì 9 aprile 2014

Lo Hobbit

Lo Hobbit, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Questa è la storia di come un piccolo Hobbit ebbe una grande avventura, prima abitudinario si trovò improvvisamente imbarcato in un impresa che lo vede attraversare la terra di mezzo con tredici improbabili compagni di viaggio, alla riconquista di un famoso tesoro protetto da un ferocissimo drago. Nel suo viaggio avrà la possibilità di ravvedersi circa i suoi pregiudizi verso se stesso e verso ciò che vive fuori dalla sua amata Contea e dimostrare tutto il coraggio di cui la gente piccola sa essere capace.









Casa editrice:

Bompiani

Collana:

I grandi tascabili

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1937

Traduttore:

Ciuferri C., Paron P.

Prezzo di Copertina:

11,00€

ISBN:

9788845268342

Numero di Pagine:

410

Capitoli precedenti:

Volume unico (eventualmente considerabile prequel de “il signore degli anelli”)

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III era della terra di mezzo)


Recensione:

Lo Hobbit è un classico che ho letto troppo tardi nella mia vita. Sfogliando queste pagine (tutto sommato poche) ci si immerge immediatamente in un’ambientazione talmente curata e precisa da sembrare quasi reale, dove nulla è lasciato al caso.

Non è una novità che l’ambientazione tolkeniana sia completa e precisa, tanto che lo stesso autore ha scritto anche altri libri su di essa in varie ere della sua storia, e ovviamente non delude nemmeno ne Lo Hobbit; ma onestamente dal libro che ha ispirato tre film e viene automaticamente associato alla Trilogia del Signore degli Anelli mi aspettavo di più, o meglio, mi aspettavo una maggiore descrizione dei Nani non intesi come razza, ma come singoli personaggi della soria. Sono 13 e tra tutti viene data un po’ di personalità forse solo a due: Torin e Balin il che mi ha lasciato perplessa.

Tutti gli altri vengono descritti sempre come un elenco di nomi, il che mi ha fatto più volte pensare perché tredici e non, per dire, cinque o otto o quaranta. Altra pecca sono le continue Canzoni (che in italiano, forse, rendono molto meno che in lingua originale l’idea del ritmo che possono avere) che spezzano l’azione e spesso non hanno alcun ruolo utile e reale nella storia. Le uniche che possono essere ritenute “utili” e quindi risultano escluse da questo errore sono la prima dei nani, atta a raccontare il loro passato, e quella che Bilbo canta per istigare i ragni e attirarli.


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti

domenica 2 marzo 2014

La Maschera e la Spada

La maschera e la spada, di Alberto de Stefano

Sinossi:

Tre ragazzi, Argail il guerriero, Shivan il ladro e Dharalin la druida, saranno coinvolti in un intreccio di forze che sfocerà in uno scontro tra divinità. Attraverso i poteri del dio oscuro , il mago Wastaran Augustin vuole per se il dominio assoluto sul regno di Falastur, e i tre protagonisti si scaglieranno contro di lui aiutati dalla spada rossa Kastaran. La sua lama è un onda di sangue pulsante, è maledetta e può essere brandita solo da chi indossa la Maschera degli Inganni, un antico e potente manufatto. Ad aiutare o sviare, con false profezie, i tre giovani eroi saranno le Norne, vecchie megere custodi del grande telaio in cui si intrecciano i fili della vita di mortali e dei.








Casa editrice:

Armando Curcio

Collana:

Electi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2013

Traduttore:

Autore Italiano

Prezzo di Copertina:

15,90€

ISBN:

9788897508489

Numero di Pagine:

318

Capitoli precedenti:

Volume unico

Informazioni sull'autore:

Alberto De Stefano nasce a Gallarate nel 1984: grande appassionato di mitologia norrena e di libri fantasy, il suo scrittore preferito è Michael Moorcock, autore della saga di Elric di Melnibonè. Prima di “La Maschera e la Spada”, ha pubblicato “L’ultimo eroe del Klaidmark”, opera scritta all’età di 16 anni con la quale nel 2011 è arrivato finalista al “Premio letterario nazionale Cittadella”, e il suo seguito “Il ritorno degli dei”. Prima di portare a termine queste opere si è dedicato alla scrittura di vari racconti, tra cui “Nolatar e Ilentar”, che è stato pubblicato dalle Edizioni Scudo sulla rivista “Short Stories” nel 2008.

Premi importanti vinti dall'autore:

Finalista al Premio letterario nazionale Cittadella con il romanzo “L’ultimo eroe del Klaidmark”

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La fantastica regione di Falastur in cui compaiono sette città-stato chiamate “Le sette gemme” per la loro straordinaria magnificenza.

Tempo:

Medievale/fantasy


Recensione:

Leggendo questo libro che, personalmente, ho acquistato a una fiera, la prima cosa che mi è saltata all'occhio è l’attenzione per l’ambientazione, creata in toto dall'autore, sulla base del fantasy classico e i miti nordici. Ho apprezzato molto la strutturazione dei mesi, e dell’anno, con la creazione di alcune feste e dell’ambiente temporale che cambia durante tutto il racconto, altrettanto con piacere ho scoperto che anche la struttura geografica base del “mondo” nel quale si svolge l’avventura è stata studiata prima, generando così un ambiente che accoglie il lettore e lo integra con la storia, dando riferimenti chiari e precisi sui movimenti dei personaggi.

Sono presenti anche svariate note dolenti in questo romanzo che è stato scritto con una terminologia e determinate scene (come ad esempio quella dove viene ritrovata una donna uccisa dopo lo stupro da parte di alcuni soldati) destinate, per la loro durezza, evidentemente ad un pubblico adulto, almeno dai 18 anni in su, mentre il resto della storia, carico di lacune (come ad esempio il motivo per cui dei grifoni che vivono in pace per conto loro dovrebbero ascoltare una ragazzina e fare da taxi a un esercito verso una guerra non loro) lo rendono un libro più adatto ad un pubblico più giovane, che nota meno determinate e ridondanti mancanze di “motivazioni” nella storia.

Altra nota dolente sono i tre personaggi principali che alla fine sembrano un po’ vuoti. Sono facilmente associabili, per i veterani del genere, ad un avventura di D&D dove incarnano gli stereotipi delle loro classi senza un reale approfondimento del carattere.
Certo viene descritto che hanno passato e cultura diversa, ma ci sono degli atteggiamenti che stridono un po’ facendoli apparire poco profondi ad esempio Dharalin che appena combatte ammazza cani e cavalli dei nemici con la giustificazione “la druida non fu felice…ma questi erano gli inconvenienti dell’uso affrettato dei propri poteri” senza poi nemmeno un vago accenno a una degna sepoltura o a una preghiera o a delle scuse per aver mietuto vittime innocenti per nulla.
Sono dell’idea che il carattere, almeno dei protagonisti, debba essere ben delineato per renderli più vivi e quindi permettere al lettore di affezionarsi ed essere coinvolto in ciò che accade loro.

Nonostante queste note dolenti è evidente che l’autore ha del potenziale, basti vedere come ha curato l’ambientazione; se la stessa attenzione venisse donata ai personaggi che animano la sua storia sarebbe certo un libro migliore. Ovviamente curare più dettagli implica un lavoro maggiore e un tempo maggiore, quindi, a parità di prezzo, il rischio di avere entrate proporzionalmente minori.



Lettori ai quali si rivolge:

Dovrebbe essere un libro per ragazzi tra i 12 e i 18 anni, credo, ma a causa di alcune scene molto cruente lo sconsiglierei.

venerdì 28 febbraio 2014

Altèra

Altèra, di Elvio Ravasio

Sinossi:

Continuano le avventure di Elamar, Nayla e Gotland nelle Lande di Arìshtar, che dopo l’ultima guerra sembrano aver riacquistato la pace. I nostri amici si troveranno ad affrontare un male oscuro e potente che si annida nella città di Altèra, esiliata in un'altra dimensione da uno dei più antichi e potenti incantesimi esistenti. Questa volta anche il loro saldo legame d’amicizia verrà messo in discussione e verranno divisi tra loro. Dovranno combattere per ritrovarsi, imparare a dominarsi e cercare di non varcare il sottile confine tra ragione e follia. Anche questa volta poteri devastanti entreranno in gioco minacciando di distruggere ogni cosa. Riusciranno ancora a debellare il male e a restare uniti?





Casa editrice:

GDS

Collana:

Aktrois

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2012

Traduttore:

Autore italiano

Prezzo di Copertina:

13,50€

ISBN:

9788897587958

Numero di Pagine:

223

Capitoli precedenti:

I Guerrieri d'Argento

Informazioni sull'autore:

L’autore è un esordiente che ha pubblicato come primo libro “I Guerrieri d’Argento”, precedente volume di questa saga, edito dalla stessa GDS

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Lande di Arìshtar, un ambientazione di totale invenzione dell’autore .

Tempo: 

Medievale/Fantasy


Recensione:

Così come il suo predecessore, I Guerrieri d’Argento, il libro è breve e scritto relativamente in grande dando origine ad una lettura piuttosto svelta. Purtroppo non ho trovato molto coinvolgente nemmeno questo volume che, tuttavia, in rapporto al primo della trilogia migliora incredibilmente.
Ho notato molti errori in meno nella sintassi delle frasi e in generale non si presenta più il problema delle continue ripetizioni che mi aveva tanto disturbata; anche le descrizioni sia dei personaggi che dell’ambientazione sono migliorate; leggermente più complesse aiutano a dare un idea migliore e più ampia dell’ambientazione in cui ci si muove, della sua storia e della temporalità degli avvenimenti. Il fatto che finalmente venga descritto il passato di alcuni dei personaggi aiuta, inoltre a renderli più vivi e a fare in modo che il lettore abbia, quasi, modo di affezionarsi agli stessi.

Ci sono dei tasti dolenti anche in questo libro, come ad esempio il continuo aumento smisurato e scarsamente motivato della forza di Elamar, colui che oserei definire unico vero protagonista della vicenda. Forse è una mia incomprensione, ma il fatto che ogni volta che Elamar si arrabbia si “evolve” e accresce a dismisura il suo potere a seconda dell’aumento di difficoltà del nemico, mi ricorda un po’ DragonBall, soprattutto nello scontro con Gotland dove la descrizione cita: ”Ora brillava a giorno, i capelli ondeggiavano verso l’alto cullati dal vento, una colonna d’aria soffiava dal suolo investendolo di pura energia”, che ricorda molto la trasformazione in Super Sayan, come da fumetto/anime sopra citato.

In definitiva, secondo me, in questo autore potrebbe esserci del potenziale, c’è una buona ambientazione di fondo che, probabilmente è ben chiara nella mente di Elvio Ravasio, ma non viene mai riportata completamente nei suoi libri, c'è una storia che potrebbe essere ampliata e resa un po’ più concreta e intensa, e ci sono dei personaggi che potrebbero essere caratterizzati e migliorati. Il mio parere è che un libro potrebbe essere bello anche senza eroi invincibili, magari più caratterizzati ma meno potenti e quindi più facilmente gestibili, che facciano innamorare il lettore e lo trascinino nel loro mondo, e permettano di condividere emozioni vivide e forti.
Ancora una volta sembra di leggere una bozza,  e, se la bozza venisse rivista e corretta e perfezionata non è detto che il risultato non sia gradevole

Lettori ai quali si rivolge:

Si tratta indubbiamente di un libro per ragazzi in età preadolescenziale.

mercoledì 26 febbraio 2014

I Guerrieri d'Argento

I Guerrieri d'Argento, di Elvio Ravasio

Sinossi:

Un nemico da anni celato riappare dalle tenebre, impossessatosi di un oscuro libro di incantesimi tramite il quale riesce a soggiogare le menti ed indurre il lato oscuro di ogni individuo a riemergere. Crea così un esercito tramite il quale è intenzionato a distruggere le Lande di Arìshtar ed ogni suo abitante. A Confrontarsi con lui saranno tre ragazzi: Nayla, Elamar e Gotland, inizialmente sconosciuti ma tutti dotati di incredibili poteri che dovranno imparare a dominare. Si troveranno a dover convincere tutte le popolazioni ad unirsi e cooperare per contrastare il male in avvicinamento. Cresceranno ed impareranno ad utilizzare le loro capacità? Riusciranno a formare una solida amicizia e a unirsi a sconfiggere il malvagio Merja Norim prima che distrugga tutto ciò che è a loro caro?




Casa editrice:

GDS

Collana:

Aktoris

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2012

Traduttore:

Autore Italiano

Prezzo di Copertina:

12;00€

ISBN:

987779758792

Numero di Pagine:

159

Capitoli precedenti:

Primo volume della serie.

Informazioni sull'autore:

L’autore è un esordiente del quale questo è il primo libro (prima di una trilogia).

Premi importanti vinti dall'autore:

///

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Lande di Arìshtar, un ambientazione di totale invenzione dell’autore.

Tempo:

Medievale/Fantasy


Recensione:

Ho acquistato il libro ad una fiera perché sono convinta che l'Italia possa produrre ancora ottimi autori e questi vadano supportati. Il libro è certamente breve e scritto anche piuttosto in grande quindi la lettura è veloce, anche se non coinvolgente. Non si tratta certo di un volume che inizi a leggere e non puoi smettere perché vuoi sapere come vada a finire. In realtà ammetto di averlo sospeso più volte in favore di altre attività più entusiasmanti, ma non sono il tipo di persona che critica un libro che non ha finito (potrebbe sempre migliorare) e non sono nemmeno il tipo di persona che lascia un libro a metà, quindi, un po’ forzatamente, l’ho finito.

La storia non mi ha entusiasmata particolarmente, probabilmente perché sembra più che altro fare da sfondo alle descrizioni dei personaggi e delle razze incontrate che, tuttavia, risultano un po’ blande ed incomplete, come se fosse solo un infarinatura di quella che sarebbe dovuta essere l’ambientazione definitiva.
Si parte con un calendario non spiegato e piuttosto complesso, si parla di cicli e di ere, ma non sono mai ribaditi i reali concetti temporali ed è quindi difficile scandire la successione degli eventi . Si parla poi di regioni che vengono sommariamente descritte e poi abbandonate, sembra che non abbiano un passato ne un futuro, come se si descrivesse un dipinto più che una vera e propria zona geografica. Anche le razze incontrate, non convenzionali (immortali, e omini) non sono molto chiare e non essendo frutto di una leggenda andare a inquadrarle ed immaginarle è difficoltoso.
Essendo il primo libro di una serie, probabilmente dovrebbe fare da base per i successivi, ma è una base piuttosto blanda e sulla quale è improbabile riuscire a costruire una storia interessante.

Non sono una scrittrice e non credo sia un lavoro facile, non sono nemmeno una critica letteraria o una professoressa di lettere, ma in più punti mi sono trovata a pensare che ci fosse un errore di fondo e quella pubblicata fosse solo una bozza.
Dato questo effetto del libro (appunto sembra quasi una bozza) ho contattato l'autore che mi comunica averlo creato come storia per la figlia e che in origine non era destinato nemmeno ad essere pubblicato. Sotto questo aspetto la storia ha più senso, veloce, poco complessa e dai personaggi unicamente buoni e immacolati che riescono sempre a fare tutto e ad essere i migliori, ma questo comunque non giustifica, secondo me, l'incompletezza dell'opera.

Detesto fare paragoni, ma lessi Harry Potter a 11 anni, ed ero quindi una bambina, rileggendolo ora (la stessa edizione) non mi trovo spaesata in un ambientazione vaga con una storia ancora più vaga. Mi è stato detto che il libro è anche stato corretto e ri-editato, e spero sia migliorato nel complesso, ma non mi sono munita della nuova copia (troppo dispendiosa in rapporto alla qualità della lettura). Personalmente nell'edizione da me letta sono presenti anche errori di stesura, come ad esempio ripetizioni di parole riportate due o tre volte in una frase, che chiaramente stonano. Sono convinta che il compito di un autore sia anche insegnare la propria lingua, e questo volume, per quanto possibile, fa il contrario.

Lettori ai quali si rivolge:

Adolescenti tra i 10 e i 14 anni

martedì 18 febbraio 2014

L'ampolla Scarlatta

L'Ampolla Scarlatta, di Monique Scisci

Sinossi:

Aurora ha tutto ciò che desidera, è di animo puro e semplice, la vita le sorride. L'amore è alle porte, ha una famiglia serena e sicura alle spalle. Tutto crolla sotto i suoi piedi, eventi tragici la surclassano e lei soccombe, impossibilitata a reagire, il destino spietato l'attende. Ma il tormento non ha fine, perché il cambiamento radicale a cui non può sottrarsi non è ancora avvenuto. Chi la sta osservando e perché? cos'è l'Ordine, di cui ha sentito bisbigliare alle sua spalle? Sta succedendo qualcosa al suo corpo, o sono effetti collaterali delle gocce vermiglio dell'Ampolla Scarlatta che il medico le ha prescritto? Un lupo bianco, creature della notte e segreti di famiglia mai svelati. Ce la farà ad affrontare l'arduo percorso che l'aspetta?






Casa editrice:

CIESSE

Collana:

Gold

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2012

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

18,00€

ISBN:

978-88-6660-040-4

Numero di Pagine:

336

Capitoli precedenti:

Primo volume della saga.

Informazioni sull'autore:

Monique Scisci è nata a Milano il 21 aprile del 1982. Ha conseguito il diploma quinquennale di Liceo Artistico con sperimentazione Michelangelo. Attualmente iscritta alla facoltà di Scienze e Tecnologie della Comunicazione a Milano. Si avvicina al genere fantasy sin da piccola maturando forte curiosità per il paranormal. Ha letto svariate volte ‘Dracula’ di Bram Stoker che considera la quintessenza del romanzo vampiresco. È fortemente impegnata per la salvaguardia degli animali e per il rispetto dell’ambiente.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Urban Fantasy/Vampiresco

Ambiente:

Nord Italia principalmente Val d’Aosta e Nord Europa

Tempo:

Contemporaneo


Recensione:

Ho acquistato il libro per caso direttamente dall'Autrice Monique ad una fiera e mi rammarico ora che l'ho letto, di aver atteso così tanto a prenderlo in mano. Fin dalle prime pagine l'avventura vissuta dalla protagonista Aurora, una ragazza introversa, timida, chiusa che non ama la mondanità, è avvincente, coinvolgente e mai scontata, così come i personaggi principali, capaci di sorprendere dall'inizio alla fine.

Essendo io un'amante del Vampiro originale (Ad es: Conte Dracula) ero un po' scettica inizialmente riguardo questo volume che però, fortunatamente, propone sì un vampiro moderno coinvolto nella società attuale e ovviamente leggermente distaccato dai canoni rigidi proposti da Stoker, ma allo stesso tempo crudele, subdolo e feroce, a tratti animalesco e istintivo, come vuole la vera tradizione. Una versione quindi di queste creature che non le stravolge in maniera forzata, ma riesce a integrarle ed amalgamarle nella storia perfettamente dando valide ragioni al loro "essere solo una leggenda" pur vivendo nelle più comuni e trafficate metropoli.

Nonostante la vera protagonista del romanzo sia Aurora, anche gli altri personaggi sono ben definiti e descritti, con sfumature caratteriali dettagliate, il che consente al lettore non solo di instaurare, quasi, un rapporto di familiarità con ognuno di essi, ma anche di inquadrarlo al meglio e percepirlo come reale. La sorella, ad esempio, seppur secondaria nella vicenda, viene accompagnata in un evoluzione da quella che sembra essere una ragazza piuttosto snob, amante della vita mondana e della tecnologia, in una familiare preoccupata e attenta che viene portata ad una serie di scelte e rinunce evidentemente che la cambieranno radicalmente. Anche Evan Patternson è un ottimo esempio della capacità, di Monique, di descrivere i personaggi, infatti allo stesso tempo riesce ad essere misterioso ed intrigante, oltre che rassicurante e deciso.

Si tratta sicuramente di un libro che consiglierei a chiunque data la scrittura fluida e lineare che lo contraddistingue, senza periodi troppo lunghi e un gergo eccessivamente ricercato e difficile. Forse qualche scena potrebbe risultare un po’ cruenta, ma d’altronde trattando i vampiri come vuole la tradizione, evitarlo è quasi impossibile.

Lettori ai quali si rivolge:

Tutti

lunedì 17 febbraio 2014

Ho letto un libro...

Mille volte ho pensato di farlo e non ho mai avuto realmente il coraggio di aprire questo blog. Oggi un amica mi ha dato la giusta spinta iniziale e beh, diciamo che spero vada avanti e spero di riuscire davvero a stare dietro a quello che, nel bene o nel male, è comunque un' impegno.

Ho letto un libro racchiuderà le mie impressioni sui libri che leggo, riportandone ove posso anche indicazioni su come e dove acquistarli, oltre a varie informazioni magari recuperate in merito a ristampe o altro.
Se e quando riesco vi posterò anche una foto della copertina (almeno del volume in mio possesso) qualunque sia la sua origine: acquisto o biblioteca (non sono una fan degli ebook, ma se scopro che c'è anche la versione in questo formato provvederò a farlo presente in modo da soddisfare magari anche le curiosità dei miei lettori (se mai ne avrò) che usano questo tipo di supporto).