domenica 25 dicembre 2016

Il castello di Otranto

Il Castello di Otranto, di Horace Walpole

Sinossi:

Si suppone che gli avvenimenti si svolgano nel Duecento. Manfredo, signore di Otranto, nipote dell'usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il lettimo sovrano, vive sotto l'incubo di una profezia, secondo cui la stirpe dell'usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché discendenti maschi dell'usurpatore lo occupino. Quando la profezia sembra avverarsi, Manfredo atterrito confessa il modo dell'usurpazione e si ritira in un monastero con la moglie. Il romanzo fu pubblicato nel 1764 e, nella prima edizione, era descritto come una versione dall'italiano.







Casa editrice:

Newton

Collana:

Cento Pagine Mille Lire

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1992 (pubblicazione originale 1764)

Traduttore:

Riccardo Reim

Prezzo di Copertina:

1000 Lire

ISBN:

8879830058

Numero di Pagine:

100

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Horace Walpole nacque a Londra nel 1717 per poi morire nel 1797. Figlio del primo ministro Robert Walpole, studiò a Eton e a Cambridge. Acquistò nel 1747, a Twickenham una casa che trasformò in uno stravagante maniero, detto Strawberry Hill, che è forse l’esempio più famoso di architettura neogotica settecentesca. Appassionato collezionista, studioso di storia, è l’iniziatore del romanzo gotico. Nel Castello di Otranto (The castle of Otranto, 1764), che tutta l’Europa lesse e imitò in vari modi, Walpole ha creato uno scenario di innegabile suggestione, fatto di paesaggi notturni, di cieli tempestosi, di passaggi segreti e rumori misteriosi, nel quale si muovono personaggi come la fanciulla indifesa, il malvagio preda di indomabili e perverse passioni, l’eroe misconosciuto. Con ciò Horace ha introdotto l’irrazionale nella raisonnable narrativa del Settecento e, nello stesso tempo, ha fissato i caratteri di una precisa tipologia letteraria.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Romanzo Gotico/Fantastico

Ambiente:

Il castello di Otranto

Tempo:

Periodo successivo alle Crociate


Recensione:

Il castello di Otranto, scritto da Walpole nel 1764 è considerato il primo romanzo Gotico.
Come scrive anche l’autore nella seconda prefazione della copia da me letta, lui inizialmente si vergognava della pubblicazione di questo manoscritto, tanto da dichiarare di aver effettuato solo una traduzione dello stesso e aver trovato la copia originaria in italiano.
In merito a ciò io ho trovato piuttosto patetiche entrambe le prefazioni. La prima perché è evidente che non si sia limitato ad una traduzione perché impiantata su una totale difensiva he sembra quasi infantile, la seconda perché sembra sempre un bambino che cerca di rimediare ad una gaffe assoluta. Avrebbe fatto certamente più bella figura a starsene zitto e lasciare la gloria perduta ad abbracciarsi ai timori della prima pubblicazione.

Detto questo, i personaggi in questo romanzo sono praticamente tutti principali, almeno quelli che hanno un nome e tutti fortemente caratterizzati ma decisamente statici e poco completi; nessuno di essi subisce alcun tipo di evoluzione durante il racconto, ma si può soprassedere al problema considerato che il racconto si svolge in un lasso di tempo relativamente breve.
Porto ad esempio Manfredi che fin da quando viene presentato si mostra come un personaggio ostinato e particolarmente stupido, tanto da permettere al lettore di chiedersi come possa ricoprire una posizione rilevante nella società nella quale vive. Manfredi vive in balia delle passioni e sembra pensare letteralmente con i genitali, come mostra il comportamento nei confronti di Isabella. Durante tutto il romanzo, nonostante la gran quantità di eventi ed interventi più o meno divini lui non cambia di una virgola e non apprende nulla, il che è poco realistico ed “umano”.
Così come Manfredi anche tutti gli altri personaggi non variano minimamente ed è credo la peggiore pecca del racconto.

Un’altra caratteristica da me notata, che si evince già a tenere in mano il volume che conta davvero poche pagine, è la brevità del romanzo stesso. Walpole non si lascia mai andare in nessuna descrizione superflua. Inquadra rapidamente la locazione dove si svolgono i fatti e delinea i suoi personaggi senza mai essere prolisso, così come non si lascia andare nel descrivere gestualità o eventi che non fanno parte della storia, dando al romando un ritmo veloce ed incalzante che non permette quasi di far prendere fiato chi si cimenta nella lettura.

Tutto il romanzo è carico di input che stimolano la curiosità del lettore, invitandolo a non abbandonare mai il volume che tutto sommato è piacevole alla lettura, considerato soprattutto il contesto storico durante il quale è stato scritto. Essendo inoltre uno tra i primi romanzi del Genere merita certamente la sua attenzione.

Una lode va al traduttore che ha riportato dalla lingua inglese il testo utilizzando un italiano pulito e corretto. Sembra quasi ridicolo, in un’ Italia del 2016 dove l’analfabetismo (nel senso stretto del termine) dovrebbe essere praticamente debellato, trovarsi a lodare una persona che non ha fatto né più né meno che il suo lavoro, ma sono costretta a sottolineare il piacere che si prova nel leggere un romanzo tradotto correttamente e non letteralmente (ossia debellando ogni congiuntivo presente), come avviene per praticamente tutti i nuovi libri ormai in circolazione.


Lettori ai quali si rivolge:

Il libro si rivolge un po’ a tutti. Io ne consiglio la lettura principalmente per una questione storica di importanza dello stesso nella letteratura europea.

martedì 13 dicembre 2016

Il saccheggiatore di relitti

Il saccheggiatore di relitti, di Robert Louis Stevenson

Sinossi:

Il saccheggiatore di relitti (The Wrecker), edito anche come Il relitto, è un romanzo del 1892 di Robert Louis Stevenson scritto in collaborazione con il figliastro Lloyd Osbourne. La storia è ambientata alle Isole Marchesi e si sviluppa intorno al relitto abbandonato della Flying Scud.













Casa editrice:

Newton & Compton

Collana:

I classici

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1993

Traduttore:

Gian Dàuli

Prezzo di Copertina:

2000 Lire

ISBN:

88-7983-303-0

Numero di Pagine:

256

Capitoli precedenti:

Nessuno

Informazioni sull'autore:

Robert Louis Balfour Stevenson nato ad Edimburgo il 13 novembre 1850 e morto a Vailima il 3 dicembre 1894 è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta scozzese

Premi importanti vinti dall'autore:

Premio Retro Hugo alla migliore rappresentazione drammatica

Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Avventura

Ambiente:

Isole Marchesi

Tempo:

Anno 1892


Recensione:

Trattandosi di un romanzo più complesso, prima di presentare i personaggi vorrei dare due indicazioni: una sulla copia da me letta e una in generale sul romanzo.
Parto da quest’ultima segnalando che questo scritto è stato pubblicato anche come “Il relitto”e per scriverlo Stevenson prese spunto da un episodio realmente accaduto e del quale sentì parlare nel 1888.
Il primo appunto, invece, è riguardo l’edizione che ho preso in considerazione (ad un mercatino dell’usato ho preso a caso un classico, perché mi ero svegliata con il pallino di voler avere per le mani un classico e il fato ha condotto bene la mia mano). Io ho scelto un tascabile vecchissimo, con le pagine ora ingiallite con il prezzo ancora in Lire (2000) e sono molto contenta di questa decisione in quanto, quando è stato tradotto, fortunatamente, il traduttore faceva ancora parte di quella scuola erudita a tal punto da conoscere le corrette coniugazioni verbali, oltre ad un lessico discretamente forbito; questa comunione di fattori ha dato origine ad un volume che ti obbliga a rileggere le prime pagine almeno due o tre volte prima di comprenderne il senso. Un intreccio di subordinate e coordinate genera periodi molto lunghi e complessi che devono quindi essere sgarbugliati. Prego quindi chi leggerà la mia medesima edizione di non abbandonare il libro, ma impegnarsi, perché il cervello umano è fenomenale, e dopo poche pagine questo lavoro verrà effettuato in automatico senza più bisogno di rileggere alcunché. A mio parere un testo così complesso è solo una ventata d’aria fresca per il cervello. Una spazzata che toglie le ragnatele e rimette in funzione il tutto.

Detto questo possiamo tornare a parlare più schiettamente del romanzo partendo, come sempre, dai personaggi principali:
Loudon Dodd: Dodd è un personaggio decisamente in evoluzione durante tutto il romanzo. Inizia come “figlio di papà”, dove può permettersi di godersi la vita e sperimentare ciò che desidera, fingendosi un ragazzo mediamente povero nel quartiere latino di Parigi, per poi finire a raccontare ,da narratore e protagonista del libro, delle sue avventure e disavventure da uomo vissuto.
Jim Pinkerton: Non è altri che un amico di Loudon, con il quale questi è in affari fin dal periodo universitario. Un animo tutto sommato buono ma totalmente votato al denaro. Jim aiuta ingenuamente Loudon nelle sue disavventure vivendone quasi all’ombra, sebbene la sua importanza nel romanzo non sia contestabile.

Il romanzo viene raccontato in prima persona da Loudon, parlando con un amico, e si svolge in un intricato intreccio di avventure e disavventure che coinvolgeranno il lettore in ogni momento. Il libro è piuttosto breve, non da quindi spazio a tempi morti o a descrizioni prolisse che tendono solvente ad annoiare. Ogni evento sembra inseguire il precedente in una corsa che terrà il lettore incollato alle pagine del volume.
Solo l’inizio è forse contestabile. Sembra non avere ne capo ne coda e non dover portare a nulla e un paio di volte mi sono chiesta che cosa stessi leggendo, ma il dover calare il lettore in un determinato contesto storico e sociale richiede il sue tempo, tempo che, se non a inizio romanzo, lo scrittore non avrebbe potuto trovare più avanti senza spezzare il senso e il ritmo del racconto per intero.

Che dire se non che alla fine, sebbene non sia il mio genere e nonostante le difficoltà iniziali a leggere scorrevolmente le pagine del “Saccheggiatore di Relitti”, questo libro mi è piaciuto e anche molto. Nella sua complessità affascina, come affascina il non riuscire a comprendere l’assurdità della vicenda fino all’ultimo istante.
Oltre che un libro piacevole da leggere credo sia proprio un libro da leggere a prescindere

Per quanto riguarda i personaggi, però, non ci si affeziona particolarmente. Finirlo non è come perdere un caro amico e durante la lettura non si rimane con il cuore in gola o le lacrime agli occhi nel timore che il nostro personaggio preferito possa subire un torto o morire..

Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adulto data la complessità del linguaggio utilizzato

martedì 30 agosto 2016

Alba d'Inchiostro

Alba d’inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

553

Capitoli precedenti:

Cuore d'inchiostro
Veleno d'inchiostro


Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Mondo d’Inchiostro (ambientazione d’invenzione dell’autrice)

Tempo:

Medioevo Fantasy


Recensione:

Sebbene anche in quest’ultimo capitolo della saga i protagonisti rimangano gli stessi dei romanzi precedenti, li troviamo molto cambiati secondo una linea evolutiva obbligata dalle situazioni che ad essi si presentano.
Maggie rimane più o meno sempre la stessa, gentile e premurosa, oltre che esuberante e impaziente; si trova questa volta ad affrontare i primi problemi di cuore adolescenziali. Sebbene io non ami molto le storie d’amore infilate quasi a forza nei fantasy, devo ammettere che questa volta, quella inserita da Cornelia Funke, ha il su perché. Aiuta a caratterizzare una ragazza in crescita che si stupisce dei nuovi problemi che porta l’età e, considerato che all’inizio di Cuore d’Inchiostro era poco più che una bambina, ora viene correttamente mostrata come un’adolescente, rendendola decisamente più realistica.
Mo (Mortimer) ha ormai praticamente perso ogni tipo di collegamento con il rilegatore che era, lasciando spazio solo a Glandarius, e la vicenda ora si svolge principalmente attorno a lui, che crea scompiglio tra i potenti.
Orfeo in questo volume da assolutamente il meglio del suo viscidume e della sua cattiveria, mostrando un personaggio che, secondo me, fa un po’ pena. Viene descritto come in cerca di ricchezza e potere, ma leggendo tra le righe sembra voler più che altro attenzioni. È evidentemente geloso di Glandarius per le attenzioni che riceve da tutti (Dita di Polvere in primis), più che da una ricchezza che evidentemente non ha. Si comporta un po’ come un bulletto che fa il cattivo solo nella speranza che qualcuno lo noti. Nell’intreccio he si va a sviluppare risulterà però essere lui il vero cattivo del momento e non Tsta di Serpente che si trova a svolgere un ruolo del tutto secondario.
I briganti in generale vengono tutti meglio descritti e dettagliati, dando spazio ad alcune delle loro storie e a collegamenti tra le loro vicende.

Evoluzione dei personaggi a parte questo romanzo è, secondo me, il peggiore della saga. Sembra aggiunto a forza con uuna serie di avvenimenti “casuali” che sono spiegati solo dal fatto che ci sono ormai decisamente troppi lettori e troppi scrittori in un romanzo solo. Mi sembra assurdo che a seguito dell’arrivo e dei primi danni causati da Orfeo, e a seguito ripresa a scrivere di Fenoglio la prima azione compiuta non sia stata rimandare il lettore (Orfeo) a casa, o togliergli la voce, o comunque renderlo innocuo con uno dei mille modi che la fantasia suggerisca.
Sembra che questo personaggio venga sfruttato per creare eventi inutili giusto per riempire delle pagine ed evitare che il libro che conti meno di un centinaio.
Questo dilungamento rende il libro dispersivo ed incoerente, ed è un vero peccato, ma non è illeggibile, anzi, vengono introdotte nuove location sempre molto ben descritte. Ho apprezzato molto la descrizione del passato della Brutta, visto da lei, e poi rispiegatole da Testa di Serpente. Ho apprezzato molto anche la visione del castello nel lago da parte di Mo e Dita di polvere che vanno per primi a sottolineare le differenze di punti di vista che, fortunatamente, caratterizzano i personaggi.


Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adolescenziale o come lettura leggera anche agli adulti. Scorre piacevolmente e aiuta a passare un po’ di tempo

martedì 3 novembre 2015

Veleno d'Inchiostro

Veleno d’Inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I Grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

430 (Di 1502)

Capitoli precedenti:

Cuore d'inchiostro

Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award

Eventuali premi vinti dal libro:

Book Sense Children's Literature Award

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Liguria

Tempo:

I giorni nostri

Recensione:

In questo capitolo della trilogia del mondo d’inchiostro troviamo i medesimi protagonisti del precedente:
Maggie, la figlia di Mortimer, che come lui riesce leggendo ad evocare ciò che legge ad alta voce nei libri. Si tratta di una ragazzina esuberante e gentile incuriosita, dopo l’avventura di sua madre nel libro “Cuore d’inchiostro” da quel mondo fantastico descritto dallo scrittore Fenoglio
Farid, un personaggio estratto da Le mille e una notte da Mortimer nel capitolo precedente, che si scopre avere una cotta per Maggie. Vuole a tutti i costi salvaguardare la vita del suo amico Dita di Polvere, il cui destino è già stato scritto.
Dita di Polvere, un mangiafuoco che nel primo volume era stato strappato al suo mondo da Mortimer, e in questo vi rientra trovandolo però molto cambiato da quando dieci anni prima sene era andato..


Ho trovato questo libro un po’ lento nel suo complesso (forse non solo a causa della narrazione ma del fatto che anche io ho avuto meno tempo per dedicarmici a causa di problemi esterni), ma c’è da dire che questa volta la Cornelia Funke si è dovuta molto dilungare anche nel raccontare una nuova ambientazione, necessaria per fare vivere al lettore ogni avvenimento e l’evoluzione della storia, con i suoi intrighi politici e personaggi peculiari.
Ho apprezzato davvero molto come sia stata inserita la relazione in evoluzione tra Meggie e Farid nella storia. È di sfondo e la si percepisce appena nella sua evoluzione. Non è mai volgare la descrizione che viene fatta delle loro effusioni, ma, anzi, a volte c’è dell’ironia che rende tutto più tenero, senza mai snaturare la vera storia principale.
Non mi è, invece, piaciuta particolarmente la parte di Fenoglio e il suo poter modificare la storia a piacimento. Prima doveva essere letta una copia di un libro ad alta voce in un certo clima con una data concentrazione e l’”evocazione” era uno scambio equivalente (come in alchimia) poi durante questo volume questa “sacralità” viene snaturata e alla fine quasi non mi sarei stupita se qualcuno avesse scritto con un dito nella sabbia “la storia finisce bene” e semplicemente facendolo leggere a Maggie ad alta voce si sarebbe risolto tutto in un istante.

Notevole, invece, e credo mi stupirà sempre, è la caratterizzazione dei personaggi, dai più importanti alle comparse, come Due Dita o la donna incinta che conosce Resa.
In definitiva sono convinta che la figura che ami di più sia assolutamente quella del Principe Nero


Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adolescenziale o come lettura leggera anche agli adulti. Scorre piacevolmente e aiuta a passare un po’ di tempo

venerdì 21 agosto 2015

Cuore d'Inchiostro

Cuore d’Inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I Grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

430 (Di 1502)

Capitoli precedenti:

///

Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Eventuali premi vinti dal libro:

Preis der Jury der jungen Leser per Tintenherz
Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Liguria

Tempo:

I giorni nostri


Recensione:

Come promesso ecco la recensione di Cuore d’inchiostro, e comincio subito con il dirvi che avendo trovato il volume che racchiude tutti e tre i libri l’ho preferito ai singoli divisi. Scelta dovuta tanto alla comodità quanto all’economicità di questi megalibri.
Per questo libro, a differenza della solita prassi, io ho visto prima il film (Inkheart, La leggenda di cuore d’inchiostro di Iain Softley), quindi qualche personaggio potrei averlo un poco storpiato a causa delle immagini del film che mi si riproponevano durante la lettura.

Detto questo possiamo passare all’effettiva descrizione di questi personaggi, base di ogni recensione:
Meggie è l’assoluta protagonista del libro. È una ragazzina esuberante di 12 anni, che ama molto leggere. Vive da sola con il padre che è costretto per lavoro a spostarsi spesso e, non riuscendo ad avere amici stabili si immerge sempre nel mondo della lettura che la accoglie e le fa vivere incredibili avventure.
Mortimer è il padre di Meggie, è un assiduo lettore e sprona, n evidente successo, la figlia a condividere la stessa passione. Di lavoro fa il restauratore di libri e questo lo porta a spostarsi e trasferirsi spesso per lavoro, e anche per un segreto che nasconde a tutti gelosamente.
Elinor è la ricchissima zia di Meggie, sorella di sua madre Teresa. È una collezionista di libri dal carattere piuttosto piccante. I libri per lei sono un’ossessione e per essi praticamente vive e li venera .
Dita di polvere è un vecchio conoscente di Mortimer. Ha tre cicatrici sul volto fattegli da Basta anni or sono ed un carattere esuberante. È un abile doppiogiochista e pensa sempre solo a se stesso, nonostante tutto non è facile detestare questo personaggio.
Capricorno è un uomo spregevole, un cattivo vero di quelli senza morale che fanno del male al prossimo per puro piacere. È un uomo robusto e dall’incarnato diafano, a capo di una banda di farabutti di ogni provenienza, che metterà in crisi la vita dei protagonisti.
I personaggi, che io ho molto sintetizzato, nel libro invece sono molto ben caratterizzati. Vengono introdotti con gradualità e presentati sotto ogni punto di vista. I principali sopra elencati li vediamo, durante il libro, affrontare una lunga serie di stati d’animo e di prove che faranno risaltare tutte le loro sfumature più nascoste. Anche la descrizione fisica molto accurata e il continuo ribadire alcuni dettagli di questi personaggi, permettono al lettore di avere un’idea chiara di quali sono i caratteri in gioco.

A differenza dei personaggi, ai quali la Funke deve aver dedicato molta attenzione, il paesaggio non viene particolarmente descritto. Viene data un’ immagine di com’è l’ambiente secondo, perlopiù, le sensazioni dei personaggi che con esso interagiscono, mentre una descrizione dettagliata di ciò che si vede viene fatta solo per la casa di Elinor, e per il villaggio di capricorno, almeno nella sua struttura generale.
La trama, nel complesso, è comunque molto bella, non ha sbavature ed i dialoghi sono molto realistici, nonostante l’assurdità di ciò che accade attorno ai protagonisti.
libro parla di un uomo che riesce a estrarre dalle storie legge a voce alta, dei personaggi e degli oggetti, ma questo scambio prevede qualche cosa in cambio…. Vi invito a leggere il libro per scoprire cosa e come si ingegneranno i protagonisti a risolvere il problema. Con questo invito intendo, ovviamente, che si tratta di un libro che consiglio.

Vorrei sottolineare che i tratta di un libro scritto abbastanza in grande e con un lessico decisamente scorrevole e semplice, adatto anche come lettura alla sera prima di andare a letto o in spiaggia, anche se le vacanze sono ormai quasi finite.

Mi accingo ora a leggere il seguito :”Veleno d’inchiostro”, sperando che mantenga gli stessi elevati standard


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti

mercoledì 5 agosto 2015

Orgoglio e Pregiudizio

Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen

Sinossi:

Orgoglio e pregiudizio è il primo romanzo, e insieme il capolavoro, di Jane Austen, “l’artista più perfetta tra le donne” secondo Virginia Woolf. Fu pubblicato nel 1813, ma quando ne iniziò la stesura, la Austen aveva ventun anni e un’amica di famiglia che l’aveva definita “la più graziosa, sciocca, leziosa farfalla in cerca di marito che sia dato incontrare”. Frivola e ironica, immersa nel mondo campagnolo e borghese cui apparteneva fatto di tè, balli, flirt della buona società e ridicoli incidenti della vita quotidiana, sapeva giocare su questi tenui motivi con una grazia e una profondità uniche. In Orgoglio e pregiudizio, raccontando la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, evoca con tocchi sobri e precisi, un incantevole e penetrante quadro della provincia inglese alla fine del Settecento




Casa editrice:

Mondadori

Collana:

Oscar Scuola

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014 – Prima pubblicazione 1813

Traduttore:

Caprin G.

Prezzo di Copertina:

6,00 €

ISBN:

978-88-04-64513-9

Numero di Pagine:

390

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Scrittrice inglese. Compì la sua educazione quasi interamente in casa, sotto la guida del padre ecclesiastico. Nel 1801 si trasferì con la famiglia a Bath; nel 1805 a Southampton ed infine, nel 1809, a Chawton, Hampshire, dove scrisse quasi tutti i suoi romanzi.
Profondamente attaccata alla famiglia, in particolare alla sorella Cassandra, la Austen non si sposò mai e trascorse un’esistenza raccolta e casalinga, interrotta solo da brevi visite a Londra e ai luoghi di villeggiatura sulla costa meridionale inglese.
Il mondo descritto nei suoi romanzi non si estende mai al di là dei limiti della vita e degli ambienti da lei direttamente conosciuti; ma il suo fine tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la sottigliezza con cui analizza e descrive il conflitto tra esigenze psicologiche e morali di varia natura conferiscono a questa narrativa una non comune complessità e collocano la Austen tra i più grandi nomi del romanzo inglese.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Romanzo Rosa/Satira

Ambiente:

Inghilterra

Tempo:

Fine Settecento


Recensione:

Avevo indicato di stare leggendo la saga del mondo d’Inchiostro, ma per vari motivi mi sono trovata ad interrompere quella lettura per riprendere il già letto Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen che ora mi accingo a recensire.
Mi rincresce per chi era in attesa dell’altra recensione, rimandarla di qualche giorno rispetto alla precedente previsione. Per questo mi scuso.

Partiamo come sempre dai personaggi principali che per comodità dividerò per famiglie:
Famiglia Bennet:
Signor Bennet è il padre delle sorelle Bennet, un gentiluomo flemmatico ed indolente. Spesso simpatico e molto ironico. Come dice Elizabeth si è sposato per amore della bellezza della moglie non badando particolarmente che fosse educata e intelligente, ciò ha portato ad una certa insofferenza nei suoi confronti in età più matura. Ama stare chiuso in biblioteca ed essere disturbato il meno possibile, ammette di aver dedicato meno tempo di quanto avrebbe dovuto alle figlie ed è legato in particolar modo ad Elizabeth, ritendendo, invece le due minori estremamente sciocche e civette.
Signora Bennet è la madre delle sorelle Bennet ed è uno dei personaggi più sciocchi ed ignoranti di tutto il libro. Fa spesso vergognare incredibilmente le figlie maggiori con il suo comportamento invadente oltre che il suo parlare troppo e a sproposito nelle situazioni meno indicate. I suoi interessi principali sono trovare un marito ricco alle figlie (utilizzando però atteggiamenti che più che altro li fanno scappare) e spettegolare di tutto e di tutti o vantarsi con i vicini di qualunque cosa le sembri interessante. La figlia preferita è Lydia, che è sciocca e ignorante quanto lei.
Jane Bennet è la sorella maggiore. Ha un carattere dolce e gentile ed è bendisposta verso chiunque. È sempre disposta a perdonare e giustificare chiunque faccia un torto a qualcun altro. Viene definita la più bella delle sorelle Bennet, è anche una delle più sagge ed eleganti, ma non manivesta mai alcun tipo di vanità per questo.
Elizabeth Bennet, abbreviato Lizzy o Eliza, è la secondogenita dei Bennet nonché la vera protagonista del libro. È una ragazza orgogliosa della sua intelligenza e, tra tutte le sorelle è anche la più acuta e sveglia, per queste qualità prediletta dal padre. Ha una visione più oggettiva delle situazioni ma si lascia andare troppo al pregiudizio che nasce dalle prime impressioni, e di questo si troverà a rammaricarsi durante la storia. Ha un carattere piuttosto forte e per questo si trova in più momenti ad essere tagliente con personaggi di un certo lignaggio causando qualche attrito nei rapporti con loro.
Mary Bennet è la terza delle sorelle. A differenza delle altre non brilla per bellezza ne per doti intellettuali e cerca quindi di mitigare queste mancanze con lo studio risultando però pedante e saccente
Catherine Bennet ha due anni più di Lydia ed è frivola quasi come quest’ultima, subisce purtroppo la sua influenza e, solo verso la fine del libro riesce in parte a redimersi.
Lydia Bennet è la più piccola delle sorelle Bennet, è stata viziata dalla madre che la ha permesso di crescere ignorante vanitosa e civetta. Con il suo atteggiamento frivolo metterà in imbarazzo più volte le sorelle maggiori e la famiglia in generale causando svariati problemi a tutti senza nemmeno rendersene conto.
Signore e Signora Gardiner sono il fratello della Signora Bennet e sua moglie. Sono molto sensibili e ben educati nonostante siano di umili origini. Molto legati a Elizabeth e Jane, trascorreranno una vacanza con la prima nelle contee del nord e ospiteranno la seconda a Londra nella loro casa di Cheapside. Sono gli unici parenti che non mettono continuamente in imbarazzo le sorelle maggiori.

Famiglia Darcy/De Bourgh:
Fitzwilliam Darcy è un ricchissimo gentiluomo del Derbyshire, amico intimo del Sig. Bingley è astuto ed intelligente e su quest’ultimo ha un particolare ascendente. Viene presentato inizialmente come un uomo orgoglioso ed arrogante, oltre che altezzoso e sprezzante. Leggendo il romanzo ci si trova a scoprirlo meglio tramite una lunga serie di avvenimenti che porteranno a spiegare in parte i suoi atteggiamenti e a scoprirne altri ben diversi.
Georgiana Darcy è la sorella minore di circa dieci anni del Sig Darcy, viene presentata da Wickham come una ragazza arrogante e sfacciata come il fratello. Quando la si incontrerà direttamente nella lettura la si scoprirà essere solo una ragazza timida e un poco impacciata, ma dal carattere buono e dolce.
Catheryne de Bourgh è una donna altera ed autoritaria, è la zia di Darcy. È abituata a farsi ubbidire e venerare da tutti e si sente sempre in dovere di dispensare consigli circa ogni cosa, da come mungere e gestire le vacche, a fare una valigia, ad amministrare una casa o arredarla. Inutile dire che spesso questi consigli non sono necessari o richiesti, ma solo tollerati. Il suo massimo ammiratore è il sig Collins che la vede come sua incredibile benefattrice e per la quale farebbe qualunque cosa.
Anne de Bourgh è la figlia di Lady Catheryne, è una ragazza insignificante e dall’aspetto malaticcio. Da un accordo tra lady Catheryne e la madre di Darcy dovrebbe sposarsi con quest’ultimo ed ereditare la proprietà di Pemberley della quale lui è proprietario.

Famiglia Bingley:
Charles Bingley è un ricco gentiluomo che si trasferisce in una tenuta non lontano da Longbourn (dove vive la famiglia Bennet), possiede una rendita molto alta il che lo rende un uomo molto ammirato e rispettato. Nonostante la ricchezza è gentile nei modi e molto affabile, l’unico difetto che gli si può attribuire è essere succube del Sig Darcy e delle proprie sorelle.
Caroline Bingley è la sorella di Charles, ha un carattere snob e venera completamente Darcy, che spera di sposare. All'inizio del volume si comporta come se fosse la sua ombra e non fa che adorarlo ogni volta che gli sia possibile. Notando un certo interesse da parte di quest’ultimo per Elizabeth inizia a fare la gelosa mettendosi anche spesso in ridicolo. Vorrebbe combinare le nozze tra Charles e Georgiana in modo da avvicinarsi maggiormente a Darcy e alle sue proprietà.
Louisa Hurst: sorella di Charles Bingley, altezzosa quanto la sorella Caroline, è sposata con il Signor Hurst.
Ci sono però ancora una serie di personaggi secondari che non starò a nominare se non per nome quali: il sig Collins, la famiglia Lucas, George Wickham e gli ufficiali del reggimento, il signor Hurst, il Colonnello Fitzwilliam, i signori Philips e i signori Forster

La trama del libro è piuttosto semplice ed al tempo stesso articolata a causa della quantità di personaggi che vengono proposti, ognuno con la sua storia passata e futura dipendente, ma solo in parte da quella degli altri. Si parla perlopiù della vita delle sorelle Bennet, la cui principale protagonista è Elizabeth, e dei sentimenti che questa prova per Darcy, dell’evoluzione dei loro comportamenti in funzione alle avventure e disavventure che entrambi si trovano ad affrontare.
Non mi è possibile riassumerla perché il fitto collegamento tra i personaggi andrebbe a rivelare anche il finale che io consiglio di scoprire leggendo direttamente il libro.

Jane Austen scrive in modo scorrevole (o almeno scorrevole è la traduzione che ho letto io) e semplice, la lettura del libro è quindi veloce e leggera e lo si potrebbe facilmente definire un libro “da spiaggia”, anche se ultimamente in spiaggia ho visto libri di qualità decisamente inferiore a questo. Nel suo modo di raccontare c’è un implicita accusa di alcuni atteggiamenti frivoli del ceto borghese che vive nell’epoca dell’autrice, portata avanti però in maniera ironica ed irriverente, che aiuta a non fare divenire pedante il volume.
Pur essendo un romanzo rosa (assolutamente fuori dal mio genere) è in grado di strappare un sorriso in molte scene quasi comiche che vengono presentate al lettore.

Trattandosi di un ambiente storicamente noto e di un epoca conosciuta non è difficile inquadrare i personaggi e i loro modi.
Di questo libro sono stati girati anche molti film. Io ho visto la miniserie televisiva Orgoglio e pregiudizio (Pride and Prejudice) del 1995, prodotta da Sue Birtwistle e diretta da Simon Langton che è piuttosto fedele al testo originale.

La copertina non corrisponde esattamente alle caratteristiche del libro presentato perchè è l'ultima versione che ho letto.


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti, principalmente ragazze

giovedì 23 luglio 2015

La regina dei Dannati

La regina dei Dannati, di Anne Rice

Sinossi:

Dopo seimila anni di tenebrosa immobilità, Akasha, già sovrana della valle del sacro Nilo, madre di tutti i vampiri e Regina dei Dannati, si è destata dal suo sonno, liberando le più oscure forze del male sulla Terra. Il suo mostruoso disegno di dominio del mondo dei vivi e dei non-morti deve essere fermato o l’intera umanità sarà distrutta. Toccherà al vampiro Lestat, demone senza età che ammalia i mortali sotto le spoglie di una rock star, contrastare i poteri innominabili che obbediscono ad Akasha. Lui ha osato sfidarla, risvegliandola da un sonno immemore e svelandone il segreto nelle sue canzoni, lui dovrà sconfiggerla, prima che sia troppo tardi.







Casa editrice:

TEA

Collana:

Best Tea

Reparto:

Narrativa

Anno di prima Pubblicazione:

1988

Traduttore:

Rambelli R.

Prezzo di Copertina:

6,90 €

ISBN:

9788850236367

Numero di Pagine:

510

Capitoli precedenti:

Intervista col vampiro.
Scelti dalle Tenebre.



Informazioni sull'autore:

Anne Rice, nata Howard Allen O'Brien è nota come autrice di romanzi gotici, horror e fantasy i cui protagonisti sono vampiri e streghe. Complessivamente ha venduto 100 milioni di copie divenendo una delle autrici horror di maggior successo della storia moderna.

Premi importanti vinti dall'autore:

Premio Bram Stoker alla carriera

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Horror

Ambiente:

Principalmente Stati uniti d’America

Tempo:

Attuale


Recensione:

La Regina dei Dannati è la conclusione e il riassunto, si può dire, della vita di tutti i personaggi incontrati nei due capitoli precedenti.
Il protagonista principale è essenzialmente Lestat, che dopo il suo concerto Rock è riuscito a risvegliare la sua amata Akasha dal suo sonno millenario. Lestat è sempre lo stesso ragazzo arrogante che troviamo già nei volumi precedenti, ma vivrà un’esperienza particolare che andrà a formarlo nel corso di questa storia.
Gli altri personaggi principali sono quelli che già abbiamo visto, cari a Lestat, ossia: Marius, Armand, Louis, e Gabrielle. In questo volume vengono inoltre presentati anche altri personaggi:
Jesse, una studiosa del Talamasca e del paranormale che ha la straordinaria capacità di vedere i fantasmi e gli spettri e di questo ha fatto il suo lavoro. Si trova invischiata in tutta la storia sia perché sua zia è Maharet, sia perché il Talamasca stesso la manda a indagare su Lestat e tutti i personaggi presentati nei precedenti libri.

Maharet si scopre essere uno dei più antichi vampiri esistenti, diretta discendente di Akasha fa parte dei primordiali esseri dell’oscurità e racconterà la verità su ciò che è accaduto all’origine di tutto, andando a scontrarsi con Akasha per vendicare un antico torto.

Mekare è la sorella si Maharet e viene presentata indirettamente dai racconti di quest’ultima in quanto sono state separate millenni prima e non sono mai riuscite a ritrovarsi.

Khayman è il servitore di Akasha, si è risvegliato in quest’epca dopo un lungo sonno e ha portato con se particolari desideri. Un po’ come un bambino non è sempre in grado di gestire la propria forza e dovrà fare i conti con questo problema nel corso della storia.

Infine Akasha, che da quando si sveglia si rivela essere molto meno buona e dolce di quanto si immaginasse: egoista ed avida vuole divenire la regina del mondo, vista dai mortali come una splendida divinità. In realtà la regina non è puramente malvagia, infatti vuole epurare il mondo dai maschi, tenendone solo alcuni per la riproduzione, appunto per fare cessare guerre abusi e stupri. Akasha sostiene di aver studiato questa teoria nei millenni nei quali è rimasta immobile sul trono sotto le cure di Marius e dei suoi predecessori e che ora sia giunto il momento di attuare il suo piano in quanto siamo nell’epoca giusta.

Come nei volumi precedenti, nel raccontare gli avvenimenti, Anne Rice fa molto “brodo” ma questa volta risulta meno pesante che nei sue precedenti capitoli, infatti i dettagli che riporta sono più utili al lettore per inquadrare esattamente cosa sta avvenendo.

Il metodo di divisione dei capitoli è molto interessante, perché mantiene vivo nella memoria tutto ciò che sta accadendo nelle varie fazioni che vengono presentate e seguite che intrecciandosi creano la storia stessa.

Adoro la teoria per la quale, secondo a storia di Maharet, sono nati i vampiri e il modo in cui si sono evoluti nel tempo. Non è facile inventare la genesi di una razza e non è facile darle un senso in un lasso di tempo così lungo e in questo Anne ha colpito nel segno, non limitandosi a dire “è una maledizione” o “è stato un incidente” o “non si sa”. Certo io sono una cultista del vampiro originale, ma ammetto che la storia proposta è molto interessante.

Io consiglio questo libro un po’ a chiunque perché tra tutte le porcate sui vampiri che escono ultimamente è decisamente al di sopra.

Di questo libro hanno fatto anche il film “la regina dei dannati” di Michael Rymer, ma sostanzialmente non racconta la stessa storia che troviamo nel libro, inoltre include una specie di riassunto anche del secondo: Scelti dalle Tenebre. Non per questo lo reputo un brutto film, ma guardarlo al posto di leggere il libro non è una soluzione fattibile.

Lettori ai quali si rivolge:

Dall’adolescenza in su.