lunedì 23 giugno 2014

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re

Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Nel terzo romanzo della trilogia di Tolkien, Aragorn e i suoi amici giungono a Gondor, relitto dell'antico Regno degli Uomini: è il mondo del Bene, in piena decadenza. Mentre Frodo e Sam riprendono il difficile cammino verso Monte Fato, nelle pianure presso la capitale di Gondor si scontrano le forze del Bene e del Male. riuscirà Frodo a distruggere l'anello del Potere? Cosa succederà al termine di quest'avventura alla Terra di Mezzo?













Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€ (per l’intera trilogia)

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

297

Capitoli precedenti:

Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello
Il Signore degli Anelli - Le due Torri

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

Come precedentemente detto per gli altri due volumi io ho comprato la trilogia completa della Bompiani, e per il numero delle pagine non ho potuto fare altro che fare una sottrazione, senza contare che dal totale ho omesso, in quanto non prettamente utili all'evoluzione della storia, le appendici, che sono poste alla fine del libro e contano un totale di 122 pagine e delle quali parleremo in seguito.

Nel terzo ed ultimo capitolo della trilogia del Signore degli Anelli, i personaggi non cambiano, entrano in sena praticamente tutti contemporaneamente quelli già presentati nei due volumi precedenti: Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello e Il Signore degli Anelli - Le due Torri; ed è per questo che io consiglio di leggere questa trilogia per intero e in ordine al fine di capire al meglio chi fa cosa.
Questo è il libro che tra i tre mi è piaciuto di meno. Lo sviluppo in certi momenti della guerra si fa troppo lento e pesante, mi è spesso sparito quel piacere nella lettura che mi faceva pensare "ma sì dai, una pagina ancora e poi chiudo", che, nei precedenti, si ripeteva svariate volte facendomi leggere interi capitoli prima di posare davvero il libro.

Aldilà della guerra vera e propria che, appunto per alcuni momenti lenti non mi è piaciuta, non ho amato particolarmente nemmeno il peso che si da alle varie storie dei personaggi sopravvissuti dopo la guerra, agli amori che sbocciano e a quelli che si infrangono, alla storia della contea e di Saruman accompagnato dal fido Vermilinguo..
Diciamo che, personalmente, avrei preferito si fosse fermato alla fine della guerra e incoronazione del nuovo Re, accennando solo brevemente a cosa è successo nel resto delle terre e lasciando un po' all'immaginazione del lettore un eventuale proseguo delle vite di chi è rimasto.
Nonostante le mille critiche sopra riportate ci tengo a precisare che non è assolutamente un brutto libro, ma che complessivamente ha uno sviluppo diverso, meno descrittivo circa paesaggi e razze ormai ben noti, ma più prolisso per quanto riguarda l'evoluzione della guerra che si svolge praticamente solo davanti a Gondor e la posizione di ogni personaggio importante durante i vari attacchi. Certo non è facile gestire una così ampia quantità di figure contemporaneamente senza tralasciare nulla, e in questo Tolkien è stato un vero maestro, capace di mantenere l'attenzione anche quando ormai la situazione è già stata vista dagli occhi di tutti..

Tornando invece, come prima accennato, alle appendici, io vi sconsiglio di leggerle prima della fine del libro. Per avere un quadro completo andrebbero lette dopo la prima lettura della trilogia, e prima della seconda in modo da avere un idea generalmente più chiara di tutti gli avvenimenti, nomi di personaggi e di luoghi che verranno in esse proposti. Sconsiglio di leggerle prima di aver terminato il libro in quanto rischiano di bruciarvi il finale, e sarebbe davvero un peccato.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice ed è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento

giovedì 19 giugno 2014

Il Signore degli Anelli - Le due Torri

Il Signore degli Anelli – Le due Torri, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

In questo secondo romanzo della trilogia di Tolkien, gli amici della Compagnia dell'Anello lottano separati. Merry e Pipino sono fatti prigionieri dalle forze del Male, ma riescono a fuggire e trovano soccorso in uno strano mondo di esseri giganteschi, mezzo vegetali e mezzo umani. Aragorn, un enigmatico personaggio che si era unito alla Compagnia all'inizio dell'impresa, stringe alleanza con i guerrieri di Rohan, un popolo fiero che per secoli ha resistito all'assalto delle tenebre. Frattanto Frodo e il devoto Sam si imbattono in Gollum, un viscido essere che era stato l'antico possessore dell'Anello, e lo costringono a condurli verso Monte Fato. Ma spaventose creature li attendono al varco e il loro cammino si interrompe tragicamente.






Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€ (per l’intera trilogia)

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

348

Capitoli precedenti:

Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

I personaggi principali del secondo volume de Il signore degli anelli sono essenzialmente quelli elencati per “Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'Anello”, ai quali vanno ad aggiungersi dei personaggi secondari tuttavia molto importanti, come:
Saruman: il bianco stregone alleatosi ormai con le forse del male, e che minaccia di fare vincere Sauron intromettendosi nella guerra ed attaccando il fosso di Helm
Re Theoden: Re dei Signori dei Cavalli di Rhoan che sarà sottoposto ad una dura sfida dalla quale dipenderanno le sorti del suo popolo, ma anche della guerra stessa.

Come precedentemente detto per il primo volume (La compagnia dell'anello) io ho comprato la trilogia completa della Bompiani, e per il numero delle pagine non ho potuto fare altro che fare una sottrazione.

Tralasciando i dati tecnici per tornare alla recensione del libro possiamo dire che, seguendo la solida base nozionistica relativa all'ambientazione data da "La Compagnia dell'anello", ne "Le due torri" troviamo una riduzione piuttosto importante delle descrizioni puramente ambientali che viene sostituita da un aumento delle descrizioni inerenti lo stato politico delle varie fazioni e la guerra imminente. La divisione dei personaggi permette infatti di comprendere a pieno lo stato in tutti i regni si trovano, da Gondor, che subisce la minaccia da vicino, a Rhoan, che crede di essere quasi al sicuro. Questa suddivisione mantiene anche alto uno stato di allerta nel lettore che si trova a veder accadere un gran numero di eventi contemporaneamente permettendo una maggiore percezione del rapido degenero della situazione e l'imminente arrivo della Guerra

A differenza della Compagnia dell'Anello, per fortuna, qui diminuiscono sensibilmente sia per numero che per lunghezza le canzoni e poesie inutili ai fini della storia che mi hanno infastidita nella lettura del primo volume, dando più spazio all'azione e all'evoluzione dei fatti .
In questo libro oltre ai personaggi della compagnia, già presentati, vengono introdotte una serie di altre figure decisive alla riuscita della storia che mantengono lo stesso spessore e la stessa quantità di dettagli che Tolkien concede ai protagonisti, rendendo veri anche questi ultimi a tal punto da poter immaginare cosa stiano pensando o intendano fare.

Io credo che Le due Torri non sia un libro da leggere a se stante. Sebbene abbia un inizio e una fine ben chiari non è possibile leggerlo e capirlo a fondo in tutta la sua bellezza senza aver prima letto la Compagnia dell'Anello e possibilmente anche Lo Hobbit.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice ed è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento che la padronanza della lingua dovrebbe essere a un livello ormai sufficiente.

sabato 14 giugno 2014

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Nella Terra di Mezzo il potere di Sauron si è risvegliato e sta raccogliendo molte legioni di Orchi per sferrare un attacco alle razze che popolano la regione. Per riavere la potenza persa millenni prima, il Male ha però bisogno dell'Unico Anello, un anello magico in grado di controllare la volontà degli altri anelli magici e di chi li porta, ed esso è stato smarrito molto tempo prima per finire poi nelle mani del pacifico avventuriero hobbit Bilbo Baggins. L'Anello racchiude in sè un forte potere di corruzione, portando il proprio possessore al Male e, infine, a tornare al dito del suo malvagio creatore: per impedire che ciò accada, lo stregone Gandalf convince Bilbo a consegnare l'Anello al nipote Frodo, che si incamminerà in una lunga e pericolosa marcia per portare l'oscuro oggetto alla distruzione.






Casa editrice:

Bompiani

Collana:

Vintage

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

V. Alliata di Villafranca

Prezzo di Copertina:

19,00€

ISBN:

978-88-452-6970-7

Numero di Pagine:

456 (La trilogia completa 1108)

Capitoli precedenti:

Primo volume della Saga. Eventualmente è possibile leggere prima Lo Hobbit e Il Silmarillion, dello stesso autore

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

Premio Prometheus

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III Era della terra di mezzo)


Recensione:

Come noterete dalla copertina in alto a sinistra, io non ho propriamente letto La Compagnia dell’Anello, ma mi sono comprata la trilogia completa sia per una questione di comodità che di prezzo. Per una serie di motivi con i quali non starò a tediarvi ho deciso di recensire singolarmente ogni volume, anche se alla fine fra le tre ci sarà ben poca differenza.

I personaggi principali di questo libro sono sostanzialmente:
Frodo Baggins: uno hobbit che come tutti non ha mai visto molto fuori della Contea, ma ne ha tanto sentito parlare dallo zio Bilbo Baggins, e da esso erediterà l’anello e il fardello di portare a termine un’importante missione destinata a cambiare le sorti della terra di mezzo.
Sam:hobbit figlio del gaffiere ed affezionatissimo amico di Frodo, che lo seguirebbe ovunque e per il quale darebbe la vita senza pensarci due volte (spesso viene quasi il dubbio sia omosessuale, che, per l’epoca in cui è stato scritto il libro, è decisamente innovativo).
Marry e Pipino: ultimi due hobbit che, ad ogni costo, seguiranno l’amico Frodo in quest’ importante viaggio, sono decisamente meno pesanti e più interessanti e coraggiosi di Sam, anche se decisamente più combina guai, e, in certe occasioni, quasi pericolosi (ovviamente per la riuscita della missione). Anche loro non hanno mai visto fuori della contea, ma a questa condizione sembrano adeguarsi molto prima degli altri dimostrando un certo spirito di adattamento.
Gandalf: stregone, storico amico di famiglia dei Baggins, che partecipò già a suo tempo all’avventura di Bilbo ne Lo hobbit, e che non è ben visto nella contea e nella maggior parte dei luoghi dove si reca. Si tratta di una figura particolare e piuttosto evanescente, si sa che c’è ma non si sa mai se e come interverrà lasciando spesso il dubbio su da che parte stia.
Legolas e Gimli: esponenti rispettivamente della razza degli elfi e dei nani, in contrasto perlopiù per ragioni che vengono rispiegate ma sono state esplicate molto meglio ne Lo Hobbit, che parteciperanno alla missione con un certo astio razziale tra loro, uniti solo per il bene comune.
Aragorn: discendente di re Elessar, e quindi erede al trono di Gondor tiene però un basso profilo in tutta l’avventura, pur palesando sovente l’animo nobile e deciso di un vero re.
Boromir: discendente dei sovrintendenti di Gondor, è un uomo altrettanto deciso e fiero, a volte un po’ rude, che vuole a tutti i costi mettere fine alla guerra. D’animo nobile, man on abbastanza forte rischierà di porre fine alla missione, pur non volendolo veramente.

La Compagnia dell’Anello è, secondo me, il volume migliore di tutta la trilogia (prima di sottoporvi una recensione ho infatti deciso di leggerli tutti e tre), ed è anche il più collegato a “Lo Hobbit”, sono infatti stata molto contenta, leggendolo, di essermi dedicata prima a quest’ultimo, perché vengono citati moltissimi personaggi (come ad esempio Gloin o il re di Bosco Atro), fatti e ricordi dei quali, altrimenti, non si coglierebbe il significato/l’ironia.

A differenza di ciò che pensano molti con i quali mi sono confrontata in merito, io non trovo questo libro eccessivamente descrittivo, certo non ci si può aspettare che Tolkien non spenda due parole per raccontarci quella magnifica e dettagliatissima ambientazione che ha creato con incredibile maestria, senza contare che non si perde per capitoli interi a descrivere e basta. Trovo difficile spiegarlo se non con un paragone, diciamo che leggendo sembrava di essere su un treno a guardare dal finestrino, e, mentre i fatti accadono un po’ di sfondo e un po’ in primo piano, avevo la possibilità di ammirare quel magnifico e vario panorama che propone un viaggio nella Terra di Mezzo.
Anche i personaggi, che io trovo fondamentali per la riuscita di un bel libro, sono molto dettagliati e precisi, ognuno con il proprio carattere, le proprie abitudini, conoscenze e lacune. Così come i protagonisti, i personaggi secondari, hanno la loro collocazione precisa e fondamentale nella storia, il che aiuta notevolmente a fare immergere il lettore in quello che sembra quasi un mondo parallelo.

Solo una pecca trovo in questo libro come nel suo “predecessore” Lo Hobbit: i canti e le poesie. A parer mio ci sono troppe di queste interruzioni che non hanno una reale utilità nella riuscita dell’avventura e della storia in se e per certi versi risultano piuttosto pesanti. Non escludo che a me possano aver dato quest’impressione perché ho letto un traduzione, mentre in lingua originale magari suonano meglio.

Lettori ai quali si rivolge:

Il libro non è scritto proprio con un linguaggio semplice e è ricco di subordinate e coordinate, il che lo rende piuttosto difficile, io, personalmente, mi sento di consigliarlo dai 15/16 anni in su, dal momento che la padronanza della lingua dovrebbe essere a un livello orami sufficiente.

mercoledì 9 aprile 2014

Lo Hobbit

Lo Hobbit, di J.R.R. Tolkien

Sinossi:

Questa è la storia di come un piccolo Hobbit ebbe una grande avventura, prima abitudinario si trovò improvvisamente imbarcato in un impresa che lo vede attraversare la terra di mezzo con tredici improbabili compagni di viaggio, alla riconquista di un famoso tesoro protetto da un ferocissimo drago. Nel suo viaggio avrà la possibilità di ravvedersi circa i suoi pregiudizi verso se stesso e verso ciò che vive fuori dalla sua amata Contea e dimostrare tutto il coraggio di cui la gente piccola sa essere capace.









Casa editrice:

Bompiani

Collana:

I grandi tascabili

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1937

Traduttore:

Ciuferri C., Paron P.

Prezzo di Copertina:

11,00€

ISBN:

9788845268342

Numero di Pagine:

410

Capitoli precedenti:

Volume unico (eventualmente considerabile prequel de “il signore degli anelli”)

Informazioni sull'autore:

John Ronald Reuel Tolkien nato il 3 gennaio 1892 e morto il 2 settembre 1973, è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico, spesso abbreviato in J. R. R. Tolkien. Importante studioso della lingua anglosassone, è l'autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Premi importanti vinti dall'autore:

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico «Per i servizi resi alla letteratura inglese» — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
Premio Locus al miglior romanzo fantasy – 1978 – Il Silmariollion
Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica – 2002 – Il signore degli anelli, la compagnia dell’anello.
Nebula Award alla miglior sceneggiatura – 2003- Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello
Premio Prometheus – 2009 – Il signore degli Anelli

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti.

Tempo:

Medievale/Fantasy (III era della terra di mezzo)


Recensione:

Lo Hobbit è un classico che ho letto troppo tardi nella mia vita. Sfogliando queste pagine (tutto sommato poche) ci si immerge immediatamente in un’ambientazione talmente curata e precisa da sembrare quasi reale, dove nulla è lasciato al caso.

Non è una novità che l’ambientazione tolkeniana sia completa e precisa, tanto che lo stesso autore ha scritto anche altri libri su di essa in varie ere della sua storia, e ovviamente non delude nemmeno ne Lo Hobbit; ma onestamente dal libro che ha ispirato tre film e viene automaticamente associato alla Trilogia del Signore degli Anelli mi aspettavo di più, o meglio, mi aspettavo una maggiore descrizione dei Nani non intesi come razza, ma come singoli personaggi della soria. Sono 13 e tra tutti viene data un po’ di personalità forse solo a due: Torin e Balin il che mi ha lasciato perplessa.

Tutti gli altri vengono descritti sempre come un elenco di nomi, il che mi ha fatto più volte pensare perché tredici e non, per dire, cinque o otto o quaranta. Altra pecca sono le continue Canzoni (che in italiano, forse, rendono molto meno che in lingua originale l’idea del ritmo che possono avere) che spezzano l’azione e spesso non hanno alcun ruolo utile e reale nella storia. Le uniche che possono essere ritenute “utili” e quindi risultano escluse da questo errore sono la prima dei nani, atta a raccontare il loro passato, e quella che Bilbo canta per istigare i ragni e attirarli.


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti

domenica 2 marzo 2014

La Maschera e la Spada

La maschera e la spada, di Alberto de Stefano

Sinossi:

Tre ragazzi, Argail il guerriero, Shivan il ladro e Dharalin la druida, saranno coinvolti in un intreccio di forze che sfocerà in uno scontro tra divinità. Attraverso i poteri del dio oscuro , il mago Wastaran Augustin vuole per se il dominio assoluto sul regno di Falastur, e i tre protagonisti si scaglieranno contro di lui aiutati dalla spada rossa Kastaran. La sua lama è un onda di sangue pulsante, è maledetta e può essere brandita solo da chi indossa la Maschera degli Inganni, un antico e potente manufatto. Ad aiutare o sviare, con false profezie, i tre giovani eroi saranno le Norne, vecchie megere custodi del grande telaio in cui si intrecciano i fili della vita di mortali e dei.








Casa editrice:

Armando Curcio

Collana:

Electi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2013

Traduttore:

Autore Italiano

Prezzo di Copertina:

15,90€

ISBN:

9788897508489

Numero di Pagine:

318

Capitoli precedenti:

Volume unico

Informazioni sull'autore:

Alberto De Stefano nasce a Gallarate nel 1984: grande appassionato di mitologia norrena e di libri fantasy, il suo scrittore preferito è Michael Moorcock, autore della saga di Elric di Melnibonè. Prima di “La Maschera e la Spada”, ha pubblicato “L’ultimo eroe del Klaidmark”, opera scritta all’età di 16 anni con la quale nel 2011 è arrivato finalista al “Premio letterario nazionale Cittadella”, e il suo seguito “Il ritorno degli dei”. Prima di portare a termine queste opere si è dedicato alla scrittura di vari racconti, tra cui “Nolatar e Ilentar”, che è stato pubblicato dalle Edizioni Scudo sulla rivista “Short Stories” nel 2008.

Premi importanti vinti dall'autore:

Finalista al Premio letterario nazionale Cittadella con il romanzo “L’ultimo eroe del Klaidmark”

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

La fantastica regione di Falastur in cui compaiono sette città-stato chiamate “Le sette gemme” per la loro straordinaria magnificenza.

Tempo:

Medievale/fantasy


Recensione:

Leggendo questo libro che, personalmente, ho acquistato a una fiera, la prima cosa che mi è saltata all'occhio è l’attenzione per l’ambientazione, creata in toto dall'autore, sulla base del fantasy classico e i miti nordici. Ho apprezzato molto la strutturazione dei mesi, e dell’anno, con la creazione di alcune feste e dell’ambiente temporale che cambia durante tutto il racconto, altrettanto con piacere ho scoperto che anche la struttura geografica base del “mondo” nel quale si svolge l’avventura è stata studiata prima, generando così un ambiente che accoglie il lettore e lo integra con la storia, dando riferimenti chiari e precisi sui movimenti dei personaggi.

Sono presenti anche svariate note dolenti in questo romanzo che è stato scritto con una terminologia e determinate scene (come ad esempio quella dove viene ritrovata una donna uccisa dopo lo stupro da parte di alcuni soldati) destinate, per la loro durezza, evidentemente ad un pubblico adulto, almeno dai 18 anni in su, mentre il resto della storia, carico di lacune (come ad esempio il motivo per cui dei grifoni che vivono in pace per conto loro dovrebbero ascoltare una ragazzina e fare da taxi a un esercito verso una guerra non loro) lo rendono un libro più adatto ad un pubblico più giovane, che nota meno determinate e ridondanti mancanze di “motivazioni” nella storia.

Altra nota dolente sono i tre personaggi principali che alla fine sembrano un po’ vuoti. Sono facilmente associabili, per i veterani del genere, ad un avventura di D&D dove incarnano gli stereotipi delle loro classi senza un reale approfondimento del carattere.
Certo viene descritto che hanno passato e cultura diversa, ma ci sono degli atteggiamenti che stridono un po’ facendoli apparire poco profondi ad esempio Dharalin che appena combatte ammazza cani e cavalli dei nemici con la giustificazione “la druida non fu felice…ma questi erano gli inconvenienti dell’uso affrettato dei propri poteri” senza poi nemmeno un vago accenno a una degna sepoltura o a una preghiera o a delle scuse per aver mietuto vittime innocenti per nulla.
Sono dell’idea che il carattere, almeno dei protagonisti, debba essere ben delineato per renderli più vivi e quindi permettere al lettore di affezionarsi ed essere coinvolto in ciò che accade loro.

Nonostante queste note dolenti è evidente che l’autore ha del potenziale, basti vedere come ha curato l’ambientazione; se la stessa attenzione venisse donata ai personaggi che animano la sua storia sarebbe certo un libro migliore. Ovviamente curare più dettagli implica un lavoro maggiore e un tempo maggiore, quindi, a parità di prezzo, il rischio di avere entrate proporzionalmente minori.



Lettori ai quali si rivolge:

Dovrebbe essere un libro per ragazzi tra i 12 e i 18 anni, credo, ma a causa di alcune scene molto cruente lo sconsiglierei.

venerdì 28 febbraio 2014

Altèra

Altèra, di Elvio Ravasio

Sinossi:

Continuano le avventure di Elamar, Nayla e Gotland nelle Lande di Arìshtar, che dopo l’ultima guerra sembrano aver riacquistato la pace. I nostri amici si troveranno ad affrontare un male oscuro e potente che si annida nella città di Altèra, esiliata in un'altra dimensione da uno dei più antichi e potenti incantesimi esistenti. Questa volta anche il loro saldo legame d’amicizia verrà messo in discussione e verranno divisi tra loro. Dovranno combattere per ritrovarsi, imparare a dominarsi e cercare di non varcare il sottile confine tra ragione e follia. Anche questa volta poteri devastanti entreranno in gioco minacciando di distruggere ogni cosa. Riusciranno ancora a debellare il male e a restare uniti?





Casa editrice:

GDS

Collana:

Aktrois

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2012

Traduttore:

Autore italiano

Prezzo di Copertina:

13,50€

ISBN:

9788897587958

Numero di Pagine:

223

Capitoli precedenti:

I Guerrieri d'Argento

Informazioni sull'autore:

L’autore è un esordiente che ha pubblicato come primo libro “I Guerrieri d’Argento”, precedente volume di questa saga, edito dalla stessa GDS

Premi importanti vinti dall'autore:

///

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Lande di Arìshtar, un ambientazione di totale invenzione dell’autore .

Tempo: 

Medievale/Fantasy


Recensione:

Così come il suo predecessore, I Guerrieri d’Argento, il libro è breve e scritto relativamente in grande dando origine ad una lettura piuttosto svelta. Purtroppo non ho trovato molto coinvolgente nemmeno questo volume che, tuttavia, in rapporto al primo della trilogia migliora incredibilmente.
Ho notato molti errori in meno nella sintassi delle frasi e in generale non si presenta più il problema delle continue ripetizioni che mi aveva tanto disturbata; anche le descrizioni sia dei personaggi che dell’ambientazione sono migliorate; leggermente più complesse aiutano a dare un idea migliore e più ampia dell’ambientazione in cui ci si muove, della sua storia e della temporalità degli avvenimenti. Il fatto che finalmente venga descritto il passato di alcuni dei personaggi aiuta, inoltre a renderli più vivi e a fare in modo che il lettore abbia, quasi, modo di affezionarsi agli stessi.

Ci sono dei tasti dolenti anche in questo libro, come ad esempio il continuo aumento smisurato e scarsamente motivato della forza di Elamar, colui che oserei definire unico vero protagonista della vicenda. Forse è una mia incomprensione, ma il fatto che ogni volta che Elamar si arrabbia si “evolve” e accresce a dismisura il suo potere a seconda dell’aumento di difficoltà del nemico, mi ricorda un po’ DragonBall, soprattutto nello scontro con Gotland dove la descrizione cita: ”Ora brillava a giorno, i capelli ondeggiavano verso l’alto cullati dal vento, una colonna d’aria soffiava dal suolo investendolo di pura energia”, che ricorda molto la trasformazione in Super Sayan, come da fumetto/anime sopra citato.

In definitiva, secondo me, in questo autore potrebbe esserci del potenziale, c’è una buona ambientazione di fondo che, probabilmente è ben chiara nella mente di Elvio Ravasio, ma non viene mai riportata completamente nei suoi libri, c'è una storia che potrebbe essere ampliata e resa un po’ più concreta e intensa, e ci sono dei personaggi che potrebbero essere caratterizzati e migliorati. Il mio parere è che un libro potrebbe essere bello anche senza eroi invincibili, magari più caratterizzati ma meno potenti e quindi più facilmente gestibili, che facciano innamorare il lettore e lo trascinino nel loro mondo, e permettano di condividere emozioni vivide e forti.
Ancora una volta sembra di leggere una bozza,  e, se la bozza venisse rivista e corretta e perfezionata non è detto che il risultato non sia gradevole

Lettori ai quali si rivolge:

Si tratta indubbiamente di un libro per ragazzi in età preadolescenziale.

mercoledì 26 febbraio 2014

I Guerrieri d'Argento

I Guerrieri d'Argento, di Elvio Ravasio

Sinossi:

Un nemico da anni celato riappare dalle tenebre, impossessatosi di un oscuro libro di incantesimi tramite il quale riesce a soggiogare le menti ed indurre il lato oscuro di ogni individuo a riemergere. Crea così un esercito tramite il quale è intenzionato a distruggere le Lande di Arìshtar ed ogni suo abitante. A Confrontarsi con lui saranno tre ragazzi: Nayla, Elamar e Gotland, inizialmente sconosciuti ma tutti dotati di incredibili poteri che dovranno imparare a dominare. Si troveranno a dover convincere tutte le popolazioni ad unirsi e cooperare per contrastare il male in avvicinamento. Cresceranno ed impareranno ad utilizzare le loro capacità? Riusciranno a formare una solida amicizia e a unirsi a sconfiggere il malvagio Merja Norim prima che distrugga tutto ciò che è a loro caro?




Casa editrice:

GDS

Collana:

Aktoris

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2012

Traduttore:

Autore Italiano

Prezzo di Copertina:

12;00€

ISBN:

987779758792

Numero di Pagine:

159

Capitoli precedenti:

Primo volume della serie.

Informazioni sull'autore:

L’autore è un esordiente del quale questo è il primo libro (prima di una trilogia).

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Lande di Arìshtar, un ambientazione di totale invenzione dell’autore.

Tempo:

Medievale/Fantasy


Recensione:

Ho acquistato il libro ad una fiera perché sono convinta che l'Italia possa produrre ancora ottimi autori e questi vadano supportati. Il libro è certamente breve e scritto anche piuttosto in grande quindi la lettura è veloce, anche se non coinvolgente. Non si tratta certo di un volume che inizi a leggere e non puoi smettere perché vuoi sapere come vada a finire. In realtà ammetto di averlo sospeso più volte in favore di altre attività più entusiasmanti, ma non sono il tipo di persona che critica un libro che non ha finito (potrebbe sempre migliorare) e non sono nemmeno il tipo di persona che lascia un libro a metà, quindi, un po’ forzatamente, l’ho finito.

La storia non mi ha entusiasmata particolarmente, probabilmente perché sembra più che altro fare da sfondo alle descrizioni dei personaggi e delle razze incontrate che, tuttavia, risultano un po’ blande ed incomplete, come se fosse solo un infarinatura di quella che sarebbe dovuta essere l’ambientazione definitiva.
Si parte con un calendario non spiegato e piuttosto complesso, si parla di cicli e di ere, ma non sono mai ribaditi i reali concetti temporali ed è quindi difficile scandire la successione degli eventi . Si parla poi di regioni che vengono sommariamente descritte e poi abbandonate, sembra che non abbiano un passato ne un futuro, come se si descrivesse un dipinto più che una vera e propria zona geografica. Anche le razze incontrate, non convenzionali (immortali, e omini) non sono molto chiare e non essendo frutto di una leggenda andare a inquadrarle ed immaginarle è difficoltoso.
Essendo il primo libro di una serie, probabilmente dovrebbe fare da base per i successivi, ma è una base piuttosto blanda e sulla quale è improbabile riuscire a costruire una storia interessante.

Non sono una scrittrice e non credo sia un lavoro facile, non sono nemmeno una critica letteraria o una professoressa di lettere, ma in più punti mi sono trovata a pensare che ci fosse un errore di fondo e quella pubblicata fosse solo una bozza.
Dato questo effetto del libro (appunto sembra quasi una bozza) ho contattato l'autore che mi comunica averlo creato come storia per la figlia e che in origine non era destinato nemmeno ad essere pubblicato. Sotto questo aspetto la storia ha più senso, veloce, poco complessa e dai personaggi unicamente buoni e immacolati che riescono sempre a fare tutto e ad essere i migliori, ma questo comunque non giustifica, secondo me, l'incompletezza dell'opera.

Detesto fare paragoni, ma lessi Harry Potter a 11 anni, ed ero quindi una bambina, rileggendolo ora (la stessa edizione) non mi trovo spaesata in un ambientazione vaga con una storia ancora più vaga. Mi è stato detto che il libro è anche stato corretto e ri-editato, e spero sia migliorato nel complesso, ma non mi sono munita della nuova copia (troppo dispendiosa in rapporto alla qualità della lettura). Personalmente nell'edizione da me letta sono presenti anche errori di stesura, come ad esempio ripetizioni di parole riportate due o tre volte in una frase, che chiaramente stonano. Sono convinta che il compito di un autore sia anche insegnare la propria lingua, e questo volume, per quanto possibile, fa il contrario.

Lettori ai quali si rivolge:

Adolescenti tra i 10 e i 14 anni