giovedì 20 aprile 2017

Sesso di qua, sesso di là...

Da tempo rifletto su questo post, su se valga la pena scriverlo o meno, e sul tema che intendo affrontare.
Come si può immaginare dal titolo intendo parlare di Sesso.
Non essendo una filosofa, sessuologa, psicologa o detentrice di altro titolo che mi qualifichi a trattare scientificamente l'argomento, mi sono innanzitutto posta il dubbio circa il fatto che probabilmente scriverò delle castronerie incredibili, ma sono giunta alla conclusione che ho anche il diritto di esporre la mia idea da donna libera quale sono. Proprio dal diritto di esporre la mia idea è nato il secondo dubbio, ossia che il mio disappunto non provenga da semplice bigottismo; dopo una lunga riflessione, mi sono risposta che no, non credo di essere bigotta e, anche se lo fossi, sono sicura del mio pensiero che quindi condividerò con voi(rimanendo tuttavia aperta ad eventuali commenti e tesi che mi possano fare rivalutare la questione).

Dopo questa premessa possiamo iniziare.

Il punto della questione è il Sesso e l'Eros nella letteratura moderna.
Da sempre gli scrittori affrontano tematiche erotiche nei loro romanzi e non credo ci sia nulla di sbagliato in questo. C'è chi è più o meno esplicito, chi più o meno rude e chi più ne ha più ne metta.
Non ho problemi ad accettare ed apprezzare racconti di amore, sesso, prostituzione e/o di violenza, eccetera, tuttavia credo che il contesto sia fondamentale, così come è fondamentale valutare a che pubblico un romanzo si rivolga.

Amo leggere e l'ho sempre amato quindi, come potrete immaginare, le mie letture non si limitano a quello che ho recensito in questo blog, e mi sono trovata ad affrontare libri e romanzi relativi a varie epoche e diretti a vari generi. Ho notato con un certo rammarico che i romanzi più recenti tendono ad essere non solo più espliciti ma anche più volgari, seppur rivolti ad un pubblico piuttosto giovane.
Il problema, sia chiaro, non è il linguaggio né la tematica, bensì l'inserimento di scene piuttosto esplicite e spesso anche fin troppo ricorrenti, in romanzi che parlano di ALTRO.

Per essere più chiara mi trovo costretta a fare degli esempi:
50 Sfumature - Sono libri che io non ho letto ma che so parlare prevalentemente di sesso, e dove comunque la tematica principale è l'eros e quanto esso concerne. Va da se che se non ho interesse nel leggere un libro che parla di sesso non leggo nessuno di questi e risolvo il problema alla radice, allo stesso modo qualora decidessi di dedicarmi ad esempio a 50 sfumature di grigio, non posso poi lamentarmi del trovarci scene tendenti al porno/soft porno e simili.
Per non parlare poi del fatto che, se non erro, comunque non si tratta di libri scritti principalmente per ragazzine/i, ma si rivolgono ad un pubblico più adulto (nonostante nulla vieti, ovviamente, ai ragazzi di acquistarlo o leggerlo).

L'amore non è mai una cosa semplice (del quale potete trovare la recensione qui) è un libro che parla sì di amore, ma in maniera totalmente semplice e decisamente più psicologica. Un classico young adult con vari episodi ironici e divertenti, altri momenti più seri dove vengono affrontate che di punto in bianco ti piazza lì una serie di pagine soft porno dove c'è una ragazzina che viene in maniera inconsulta e casuale, per poi tornare ad una narrazione normale dopo 10/15 pagine.
In questo caso io sono decisamente contro. La scena di sesso presentata non ha alcun senso e alcun nesso con lo sviluppo della narrazione ed è, inoltre, palesemente forzata, per non parlare del fatto che il volume, come detto prima, si rivolge ad un pubblico molto giovane.

Fatti questi due esempi vorrei approfondire il secondo caso, precisando che come il romanzo precedentemente citato, ce ne sono mille altri che tra le loro righe riportano la medesima situazione.
Su questa tematica mi sono confrontata con una cara amica e ne è emerso che, probabilmente, le scene di sesso vengono ultimamente inserite unicamente per una questione commerciale e non sempre sono farina diretta del sacco dell'autore.
Provo una profonda tristezza nel giungere a questa conclusione e nel vedere, ancora una volta, come la moralità e il buon gusto sian sempre più in svendita. Ho sempre visto i libri come una fuga dalla banalità e dall'ignoranza che ormai regna sovrana quasi ovunque, ma ormai anche questo mondo sta venendo contaminato.

Non capisco perché mai un lettore debba voler trovare una scena di sesso i un libro non esplicitamente erotico. La letteratura erotica, oltre ad essere molto più interessante e meglio descritta dei vari spot porno accozzati in libri "normali"(ossia relativi ad altre tematiche), è assolutamente semplice da reperire. Non mi riferisco solo a libri, ma anche a racconti che si trovano ovunque in rete. Insomma: se volessi leggere qualche cosa di erotico mi butterei direttamente sul genere, non vedo perché debba invece trovarne anche in altri ambiti.
Non vieto ai personaggi dei romanzi di accoppiarsi, ma è bello anche immaginare la scena come da dietro una porta, sapere che sta succedendo senza essere necessariamente spettatori e sentirsi quasi dei guardoni.

domenica 2 aprile 2017

L'amore non è mai una cosa semplice

L’amore non è mai una cosa semplice, di Anna Premoli

Sinossi:


Lavinia desiderava tanto insegnare, ma dopo la maturità si è lasciata convincere dai genitori e si è iscritta a Economia. Ormai al suo quinto anno alla Bocconi, si trova coinvolta in un insolito progetto: uno scambio con degli ingegneri informatici del Politecnico. Lo scopo? Creare una squadra con uno studente mai visto prima, proprio come potrebbe capitare in un ambiente di lavoro. Peccato che Lavinia non abbia alcun interesse per il progetto. E che, per sua sfortuna, si trovi a far coppia con un certo Sebastiano, ancor meno intenzionato di lei a collaborare. E così, quando la fase operativa ha inizio e le sue amiche cominciano a lavorare in tandem, Lavinia è sola. Ma come si permette quel tipo assurdo – a detta di tutti un fuoriclasse dell’informatica – di piantarla in asso, per giunta senza spiegazioni? Lavinia non ha scelta: non lo sopporta proprio, ma se vuole ottenere i suoi crediti all’esame, dovrà inventarsi un modo per convincerlo a collaborare… Ma quale?

Casa editrice:

Newton Compton

Collana:

Gli insuperabili Gold

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2015

Traduttore:

Autrice Italiana

Prezzo di Copertina:

4.99€ Ebook – 9.90€ Copertina Rigida

ISBN:

978-88-541-9148-8

Numero di Pagine:

320

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca d’affari. La scrittura è arrivata in seguito, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi.

Premi importanti vinti dall'autore:

Vincitrice del Premio Bancarella

Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Romantico

Ambiente:

Milano

Tempo:

Contemporaneo


Recensione:

Premetto che non è affatto il mio genere, ma mi è stato caldamente consigliato ed ho deciso di leggere questo libro giusto per riempire il tempo che passo, da pendolare, in treno.

Da buon libro romantico, non ci si può aspettare chissà quale spessore o suspance, ma certo è un libro in grado di fare sorridere (e anche tante volte). È uno di quei volumi che io definirei “da spiaggia”.

Passando a cose serie io credo di non aver mai sentito empatia verso un personaggio di un libro come quella che ho sentito per Sebastiano, sarà che sono anche io una nerd della peggiore specie, sarà che gioco ad Ingress, che ho giocato di ruolo live ecc..
Trovo quindi ammirabile che un’autrice si sia impegnata a creare Seb (non propriamente comune dati i suoi interessi decisamente di nicchia e il modo di fare piuttosto strano) e, quindi, ad effettuare delle ricerche e capire un mondo decisamente distante da quello canonico.

Più banale è invece Lavinia, che rappresenta il più forte contrasto possibile e difficilmente conciliabile con il primo. Lavinia è anche la narratrice del romanzo, che in prima persona racconta ciò che accade, e colei della quale sappiamo quindi di più. È interessante la sua evoluzione nel corso della storia, che è anche una regressione per certi versi. È la prima che si pone delle domande su che senso abbia una vita così frivola e, appunto, banale e l’unica che cerca di cambiarla in meglio in maniera consistente.

La cosa che ho apprezzato meno, anzi per essere sinceri dovrei dire “la parte che non mi è piaciuta affatto” è quella del “sesso”, che non è vero e proprio sesso, ma sono una quindicina, forse ventina di pagine soft porno che non c’entrano assolutamente nulla con l’evoluzione del racconto, che potevano essere tranquillamente omesse e sottintese e che invece generano una parentesi tediante e imbarazzante che, leggendola, non si può fare altro che finisca presto.
Personalmente, esseno verso la fine, ho pensato, non senza un certo panico “Speriamo non continui così fino alla fine”, perché, parlandoci chiaro, se volessi leggere dei racconti erotici li cercherei su internet, o comprerei dei libri erotici, non romantici/young adult. Non voglio poi essere polemica e continuare i collegamenti che potrebbe dare questi insegnamenti alle ragazzine che potrebbero leggere questo genere di soft porno.

In linea generale però il libro è molto bello ed intrigante, i personaggi sono decisamente fantastici e vale la pena perdere qualche ora per queste 300 pagine. Il volume non ha molti momenti di vuoto e tende a tenere il lettore incollato a se stesso per procedere nella storia. Anna Premoli ha, inoltre, una scrittura molto fluida e lineare, decisamente piacevole e rilassante. Manca di paroloni improbabili eccessive subordinazioni dei periodi.

Lettori ai quali si rivolge:

Ragazze, perché dubito che ad un ragazzo possa interessare il genere e over 18 giusto per le scene spinte

lunedì 20 marzo 2017

Cuore Nero

Cuore Nero, di Amabile Giusti

Sinossi:

A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di sé, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia.
Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall'accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell'Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondono entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere.

Casa editrice:

Dalai Editore

Collana:

Romanzi e racconti

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2011

Traduttore:

Autore italiano

Prezzo di Copertina:

11

ISBN:

8866200751

Numero di Pagine:

523

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Amabile Giusti è nata in Calabria ed è lì che vive ancor oggi: proprio sulla punta dello stivale, fra il mare e la montagna, vicino a una distesa di verde che, vista dall’alto, sembra la sagoma di un cavalluccio marino.
Ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Giurisprudenza. Fa l’avvocato ma non si sente avvocato. Scrivere è la sua vita vera, al di fuori degli schemi imposti dal linguaggio secco e avaro del diritto. Si addormenta la sera sognando di scrivere, si sveglia la mattina con lo stesso chiodo fisso in testa, non è escluso che perfino davanti a un giudice, mentre perora una causa, la sua mente divaghi pensando a come plasmare una storia o finire un capitolo.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Urban Fantasy

Ambiente:

Palmi (un piccolo paese della Calabria)

Tempo:

Attuale


Recensione:

Premetto che non è il mio genere, come sapere preferisco i generi puri, e, anzi, detesto la moda di mischiare storie d’amore e di vampiri, come accade negli ultimi tempi, tuttavia questo libro mi è piaciuto.
Partiamo dal fatto che spazia su vari temi, e profondamente nel dettaglio, suscitando le emozioni più reali e strappando tante volte un sorriso; con questo mi riferisco ad esempio alla relazione tra i genitori di Giulia (la protagonista) che sono separati e litigano continuamente, e del rapporto della madre nei confronti delle figlie, continuamente contaminato dalla separazione della quale loro non solo non sono colpevoli, ma anche vittime. La Giusti non si limita a dire “sono separati”, no, lei descrive alcuni atteggiamenti che sono molto comuni nei genitori separati ed intervengono nella vita dei figli plasmandone il carattere e le abitudini.
Un altro esempio sono le sensazioni più terrene che prova Giulia quando vede Max, e le continue rimuginazioni su ciò che avviene tra loro, tipiche dell’adolescenza e della vita di una ragazza.
Giulia non si consola dopo 10 minuti con un altro, e non è eroina di nulla.
Giulia è una ragazza normale, a volte anche un po’ fastidiosa e seccante, e questo la rende realistica.

Fino ad ora mi sono imbattuta in pochi autori che si sono soffermati sui dettagli dei personaggi fino a questo punto ed ho davvero apprezzato la cosa. È incredibile come ci si affezioni ad ognuno di loro senza eccezioni.

Personaggi a parte la storia è temporalmente piuttosto breve, si svolge infatti pressappoco nell'arco di un anno scolastico, è una vicenda piuttosto semplice e lineare abilmente intrecciata da varie piccole vicende secondarie che corrispondono ai ricordi di Max, o Victor o Giulia stessa. Il finale, inoltre non è affatto scontato e non intendo spoilerare.

in definitiva sotto tutti gli aspetti direi che questo volume è assolutamente approvato e consigliato!

Lettori ai quali si rivolge:

Tutti

martedì 7 febbraio 2017

Albion – il principe spezzato

Albion – il principe spezzato, Bianca Marconero

Sinossi:

Riccardo, 99 minuti prima della fine. Morgana, 1167 giorni prima dell’inizio. Un conto alla rovescia verso l’inevitabile. Il racconto di due vite legate per spezzarsi. Due strade che portano verso un unico istante, che è una fine e un inizio. Albion – il principe spezzatonarra l’antefatto della saga. Accanto a Riccardo e Morgana si muovono i personaggi che hanno reso unica la saga.

Casa editrice:

Limited Editions Books

Collana:

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Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2016

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

0.00

ISBN:

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Numero di Pagine:

300

Capitoli precedenti:

Albion
Albion - Ombre
Albion - Diario di un’assassina



Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy Moderno

Ambiente:

Albion College (inventata dall’autrice e sita nell’attuale Svizzera)

Tempo:

Epoca Moderna


Recensione:

Suspance

A differenza di volumi propri della Saga, questo Spin off, così come “Diario di un’assassina” è veramente bello. Anche qui vediamo dei personaggi in evoluzione, che si trasformano attraverso esperienze e ricordi, che si caratterizzano; che si avvicendano con un ritmo incalzante da far quasi trattenere il fiato.

Ho apprezzato moltissimo l’avvicendarsi dei capitoli, l’alternanza delle storie singole dei due personaggi, con le rispettive visioni di ciò che accade. Inoltre la loro visione molto infantile e sciocca della storia della Tavola Rotonda, è decisamente più coerente dell’atteggiamento proposto invece dai personaggi della saga.

Sia Morgana che Riccardo non sono, tuttavia, personaggi dei quali ci si innamora. Non sono eroi, non sono paladini buoni e non pretendono di sconfiggere il male o di esserlo. Si pizzicano come ragazzini e per questo sono reali, e soprattutto si muovono in un mondo reale. La famiglia di Morgana mi è piaciuta molto, dimostra esattamente lo schifo della società nella quale vive e che, purtroppo, esiste davvero. Anche la tossicodipendenza di Riccardo rappresenta, purtroppo, la società; il motivo per il quale inizia e l’incoscienza che lo porta a proseguire sono appassionanti.

Spero che la scrittrice si mantenga su questo genere anche per il futuro.

Lettori ai quali si rivolge:

Principalmente adolescenti, ma è piacevole anche per età più elevate. Trattando di tossicodipendenza eviterei di consigliarlo ai bambini

sabato 28 gennaio 2017

Albion – Diario di un’assassina

Albion – Diario di un’assassina, di Bianca Marconero

Sinossi:

Mi chiamano Samira, ho più o meno tredici anni e sono un'Assassina.


Casa editrice:

Limited Edition Books

Reparto:

Narrativa

Collana:

Young & Fantasy

Anno di Pubblicazione:

2013

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

7.90€ in copertina rigida



ISBN:

9788890841323

Numero di Pagine:

100

Capitoli precedenti:

Albion
Albion - Ombre


Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Principalmente all’Albion College

Tempo:

Epoca moderna


Recensione:

Finalmente Bianca Marconero ha creato una storia propria.

Purtroppo questo libro va letto dopo Albion, che non ne è assolutamente all’altezza, ma altrimenti si rende incomprensibile questo racconto che, invece, merita davvero, tanto che la peggior pecca è la durata:100 pagine sono davvero troppo poche e leggendo sentivo già il dispiacere per la fine in avvicinamento. Spero che la Marconero decida di scrivere anche la visione dei fatti di Samira per quanto riguarda gli avvenimenti successivi alle vacanze Natalizie..

Inutile dire che Samira, a differenza dei personaggi di Albion, è in completa evoluzione, a suo vantaggio c’è l’ampiezza di periodo ad essa dedicato: da quando ha sei a quando ha 13 anni, ma la parte che riguarda il prequel agli avvenimenti di Albion è anche raccolta in davvero poche pagine.
Samira è un personaggio al quale ci si può affezionare e per il quale si può sentire la suspense e trattenere il respiro. A modo suo fa anche ridere e sorridere e sinceramente avrebbe meritato molto più spazio.

Lettori ai quali si rivolge:

Tutti, e lo consiglio anche.

Albion - Ombre

Albion - Ombre, di Bianca Marconero

Sinossi:

Marco Cinquedraghi e i suoi amici hanno scoperto di essere portatori di una peculiarità genetica che si fonda nella leggenda. Sono le nuove incarnazioni di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Ma qual è il prezzo del loro privilegio? A cosa si deve rinunciare per guadagnarsi un destino già scritto? Marco preferisce non chiederselo. Saranno gli errori commessi e le bugie a trascinarlo in una spirale che lo obbligherà ad aprire gli occhi, mentre anche l'eredità di mago Merlino si risveglia e reclama il proprio tributo. Tra amicizie che si incrinano, amori condannati per le colpe del passato, l'ombra di una fata leggendaria e un'indagine su una morte sospetta che sembra portare a una tragica verità, i ragazzi dell'Albion College proseguono il loro cammino per diventare grandi. Ma capire cos'è la vera grandezza comporta un sacrificio che ognuno di loro dovrà affrontare da solo, per salvarsi.



Casa editrice:

Limited Edition Books

Reparto:

Narrativa

Collana:

Young & Fantasy

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

14.90€ in copertina rigida

ISBN:

9788899088057

Numero di Pagine:

500

Capitoli precedenti:

Albion


Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Un College in Svizzera, Santiago De Compostela

Tempo:

Epoca moderna


Recensione:

Non ci siamo proprio.

Sono stata gentile e mi ero ripromessa di esserlo di più con le mie letture ma direi che non ci riesco e non ci siamo proprio.
Dopo una copiatura di Harry Potter questo libro ci propina l’ennesima e decisamente peggiore, revisione del ciclo Arturiano.

Anche questo libro, preso singolarmente non sarebbe poi tanto male, ma dato il pregresso lo trovo veramente terribile. Manca di fantasia e di spessore. Oltre alla ripresa del ciclo Arturiano, che poteva essere rivista in maniera più fantasiosa, o quantomeno più distaccata e meno evidente, la cosa che trovo peggiore sono i nomi….
Quando arriva il punto in cui Marco Cinquedraghi viene chiamato “Marco Arturo Cinquedraghi” ho abbandonato il libro per una settimana, poi il mio bisogno di non lasciare le letture incompiute mi ha obbligato a riprenderlo e finirlo. Scomponiamo per valutare la fantasia?
Arturo Cinquedraghi dovrebbe essere Artù Pendragon… direi che la somiglianza è talmente palese da fare tristezza.
Deacon Emrys dovrebbe essere Merlino. Mi sono chiesta a lungo se il riferimento fosse direttamente collegato ad Emrys della serie TV Merlin, uscita nel 2008, o se quantomeno derivi da una solida cultura del ciclo originale.
Lance Chevalier Du Lac ovviamente corrisponderebbe a Lancillotto, e dire che non c’è nemmeno stato uno sforzo di traduzione. In originale è Lancillotto del Lago
Anche Erec è associabile di base a Sir Erec, e Morgana che anche nel ciclo è semplicemente Morgana.
L’unica variante è Helena, che corrisponderebbe a Ginevra.

Direi che a parte questo non c’è molto da dire. I personaggi non sono in reale evoluzione ma rimangno identici dalla prima all’ultima pagina. Indecisi e spesso incoerenti, ma quantomeno a volte si rendono conto di essere incoerenti. Il problema più grande che hanno è che non ci si riesce ad affezionare a nessuno di essi se non, forse, a Samira, che poverina non c’entra nulla ma è l’unica un po’ caratterizzata o riuscita.
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Lettori ai quali si rivolge:

Come dice il nome della collana è adatto ai giovani lettori

Albion

Albion, Bianca Marconero

Sinossi:

Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore - morto in circostanze misteriose -, nel giorno del funerale dell'amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all'Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia. Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell'amicizia e capirà che l'amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio. Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell'eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all'epilogo, tra le mura di un'antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui. Il destino di un re il cui nome è leggenda.


Casa editrice:

Limited Edition Books

Reparto:

Narrativa

Collana:

Young & Fantasy

Anno di Pubblicazione:

2013

Traduttore:

Autrice italiana

Prezzo di Copertina:

14.90€ in copertina rigida

ISBN:

9788890841309

Numero di Pagine:

474

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Laureata in Lettere con una tesi su un misconosciuto poema cavalleresco in ottave, non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenagers, legate a popolari brand (Hello Kitty Magazine, Flor speciale come te, Paciocchini). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. br />

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Un College in Svizzera, poco a Roma e a Montecassino

Tempo:

Epoca moderna


Recensione:

Caro lettore di questa pagina, se arrivi dal blog in generale ti comunico che da questo post ho deciso di smettere di presentare in anteprima i personaggi perché non li ritengo sempre importanti e spesso descrivendoli rischio di cadere eccessivamente nello spoiler e non mi v; sono convinta che una descrizione obbligata dei personaggi va a creare un preconcetto errato per il libro che segue. Se invece provenissi dal menù allora questa variazione non sarà per te particolarmente significativa, e mi limito ad augurarti buona lettura

Tornando al libro invece il mio giudizio è “NON LO SO”, il che sembra quasi assurdo, perché un libro o piace o non piace, ma questo volume è complesso.
In linea di massima la storia è interessante soprattutto all’inizio, dato che non si capisce bene dove l’autrice voglia andare a parare, e questo è un bene perché invoglia nella prosecuzione della lettura al fine di scoprirlo, rende quindi le pagine cariche di pathos e non fa venire voglia di appoggiare il libro sul comodino e sostituirlo con qualche giochino su smartphone.

D’altra parte sono un’amante di Harry Potter e li ho letti tutti, riletti visti, sognati eccetera e leggendo questo spesso e volentieri mi rimbombava in testa la frase ”La rivincita di Malfoy” e questo perché obiettivamente è tutto molto simile a Harry Potter, solo che il protagonista è simpatico come un calcolo renale, e cerca di redimersi nel corso dell’opera; le similitudini più evidenti sono:
- Un castello scuola che nessuno o quasi conosce, con un grande lago nel suo parco
- Accesso al castello per élite (e in Harry Potter i maghi sono comunque una élite)
- Il protagonista non sa praticamente nulla della scuola fino a quando viene ammesso per vie traverse
- Chi studia al castello è particolare (non ho intenzione di spoilerare il dettaglio)
- Gli studenti sono divisi in camerate molti simili alle quattro case di Hogwarts, e i dormitori sono nelle torri
- Gli studenti vengono serviti e riveriti da dei servitori (in HP gli elfi domestici, qui i ragazzi dell’ala est)…
Insomma, diciamo che come mi è piaciuto Harry Potter va da se che, se non lo ritenessi molto simile a quest’ultimo (non voglio dire che è una copiatura perché sta male), non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno Albion, tuttavia la nota più negativa è che è estremamente simile al primo e questo non riesco a tollerarlo.
Il protagonista, Marco, sembra molto Draco Malfoy: proviene da una famiglia molto ricca e di gente spocchiosa che ritiene chiunque altro un suo sottoposto, e in questo volume sembra cercare la rivincita sociale che in Harry Potter, Draco, non ha mai avuto

Sorvolando sulle analogie e analizzando il libro separatamente dalla saga della Rowling direi che è piacevole, è scritto in maniera lineare ma non troppo scontata. Come dicevo all’inizio non si capisce il fine del racconto fino a quando non lo si finisce, il che lo rende incalzante e incuriosente. Solo qualche congiuntivo si è perso nel nulla ma è totalmente perdonabile, più grave è il finale che lascia presagire un sequel e che non è un vero e proprio finale. Sembra che sia stato diviso dal secondo volume solo per avere un maggior introito dalle vendite.


Lettori ai quali si rivolge:

Come dice il nome della collana è adatto ai giovani lettori

domenica 25 dicembre 2016

Il castello di Otranto

Il Castello di Otranto, di Horace Walpole

Sinossi:

Si suppone che gli avvenimenti si svolgano nel Duecento. Manfredo, signore di Otranto, nipote dell'usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il lettimo sovrano, vive sotto l'incubo di una profezia, secondo cui la stirpe dell'usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché discendenti maschi dell'usurpatore lo occupino. Quando la profezia sembra avverarsi, Manfredo atterrito confessa il modo dell'usurpazione e si ritira in un monastero con la moglie. Il romanzo fu pubblicato nel 1764 e, nella prima edizione, era descritto come una versione dall'italiano.







Casa editrice:

Newton

Collana:

Cento Pagine Mille Lire

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1992 (pubblicazione originale 1764)

Traduttore:

Riccardo Reim

Prezzo di Copertina:

1000 Lire

ISBN:

8879830058

Numero di Pagine:

100

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Horace Walpole nacque a Londra nel 1717 per poi morire nel 1797. Figlio del primo ministro Robert Walpole, studiò a Eton e a Cambridge. Acquistò nel 1747, a Twickenham una casa che trasformò in uno stravagante maniero, detto Strawberry Hill, che è forse l’esempio più famoso di architettura neogotica settecentesca. Appassionato collezionista, studioso di storia, è l’iniziatore del romanzo gotico. Nel Castello di Otranto (The castle of Otranto, 1764), che tutta l’Europa lesse e imitò in vari modi, Walpole ha creato uno scenario di innegabile suggestione, fatto di paesaggi notturni, di cieli tempestosi, di passaggi segreti e rumori misteriosi, nel quale si muovono personaggi come la fanciulla indifesa, il malvagio preda di indomabili e perverse passioni, l’eroe misconosciuto. Con ciò Horace ha introdotto l’irrazionale nella raisonnable narrativa del Settecento e, nello stesso tempo, ha fissato i caratteri di una precisa tipologia letteraria.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Romanzo Gotico/Fantastico

Ambiente:

Il castello di Otranto

Tempo:

Periodo successivo alle Crociate


Recensione:

Il castello di Otranto, scritto da Walpole nel 1764 è considerato il primo romanzo Gotico.
Come scrive anche l’autore nella seconda prefazione della copia da me letta, lui inizialmente si vergognava della pubblicazione di questo manoscritto, tanto da dichiarare di aver effettuato solo una traduzione dello stesso e aver trovato la copia originaria in italiano.
In merito a ciò io ho trovato piuttosto patetiche entrambe le prefazioni. La prima perché è evidente che non si sia limitato ad una traduzione perché impiantata su una totale difensiva he sembra quasi infantile, la seconda perché sembra sempre un bambino che cerca di rimediare ad una gaffe assoluta. Avrebbe fatto certamente più bella figura a starsene zitto e lasciare la gloria perduta ad abbracciarsi ai timori della prima pubblicazione.

Detto questo, i personaggi in questo romanzo sono praticamente tutti principali, almeno quelli che hanno un nome e tutti fortemente caratterizzati ma decisamente statici e poco completi; nessuno di essi subisce alcun tipo di evoluzione durante il racconto, ma si può soprassedere al problema considerato che il racconto si svolge in un lasso di tempo relativamente breve.
Porto ad esempio Manfredi che fin da quando viene presentato si mostra come un personaggio ostinato e particolarmente stupido, tanto da permettere al lettore di chiedersi come possa ricoprire una posizione rilevante nella società nella quale vive. Manfredi vive in balia delle passioni e sembra pensare letteralmente con i genitali, come mostra il comportamento nei confronti di Isabella. Durante tutto il romanzo, nonostante la gran quantità di eventi ed interventi più o meno divini lui non cambia di una virgola e non apprende nulla, il che è poco realistico ed “umano”.
Così come Manfredi anche tutti gli altri personaggi non variano minimamente ed è credo la peggiore pecca del racconto.

Un’altra caratteristica da me notata, che si evince già a tenere in mano il volume che conta davvero poche pagine, è la brevità del romanzo stesso. Walpole non si lascia mai andare in nessuna descrizione superflua. Inquadra rapidamente la locazione dove si svolgono i fatti e delinea i suoi personaggi senza mai essere prolisso, così come non si lascia andare nel descrivere gestualità o eventi che non fanno parte della storia, dando al romando un ritmo veloce ed incalzante che non permette quasi di far prendere fiato chi si cimenta nella lettura.

Tutto il romanzo è carico di input che stimolano la curiosità del lettore, invitandolo a non abbandonare mai il volume che tutto sommato è piacevole alla lettura, considerato soprattutto il contesto storico durante il quale è stato scritto. Essendo inoltre uno tra i primi romanzi del Genere merita certamente la sua attenzione.

Una lode va al traduttore che ha riportato dalla lingua inglese il testo utilizzando un italiano pulito e corretto. Sembra quasi ridicolo, in un’ Italia del 2016 dove l’analfabetismo (nel senso stretto del termine) dovrebbe essere praticamente debellato, trovarsi a lodare una persona che non ha fatto né più né meno che il suo lavoro, ma sono costretta a sottolineare il piacere che si prova nel leggere un romanzo tradotto correttamente e non letteralmente (ossia debellando ogni congiuntivo presente), come avviene per praticamente tutti i nuovi libri ormai in circolazione.


Lettori ai quali si rivolge:

Il libro si rivolge un po’ a tutti. Io ne consiglio la lettura principalmente per una questione storica di importanza dello stesso nella letteratura europea.

martedì 13 dicembre 2016

Il saccheggiatore di relitti

Il saccheggiatore di relitti, di Robert Louis Stevenson

Sinossi:

Il saccheggiatore di relitti (The Wrecker), edito anche come Il relitto, è un romanzo del 1892 di Robert Louis Stevenson scritto in collaborazione con il figliastro Lloyd Osbourne. La storia è ambientata alle Isole Marchesi e si sviluppa intorno al relitto abbandonato della Flying Scud.













Casa editrice:

Newton & Compton

Collana:

I classici

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

1993

Traduttore:

Gian Dàuli

Prezzo di Copertina:

2000 Lire

ISBN:

88-7983-303-0

Numero di Pagine:

256

Capitoli precedenti:

Nessuno

Informazioni sull'autore:

Robert Louis Balfour Stevenson nato ad Edimburgo il 13 novembre 1850 e morto a Vailima il 3 dicembre 1894 è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta scozzese

Premi importanti vinti dall'autore:

Premio Retro Hugo alla migliore rappresentazione drammatica

Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Avventura

Ambiente:

Isole Marchesi

Tempo:

Anno 1892


Recensione:

Trattandosi di un romanzo più complesso, prima di presentare i personaggi vorrei dare due indicazioni: una sulla copia da me letta e una in generale sul romanzo.
Parto da quest’ultima segnalando che questo scritto è stato pubblicato anche come “Il relitto”e per scriverlo Stevenson prese spunto da un episodio realmente accaduto e del quale sentì parlare nel 1888.
Il primo appunto, invece, è riguardo l’edizione che ho preso in considerazione (ad un mercatino dell’usato ho preso a caso un classico, perché mi ero svegliata con il pallino di voler avere per le mani un classico e il fato ha condotto bene la mia mano). Io ho scelto un tascabile vecchissimo, con le pagine ora ingiallite con il prezzo ancora in Lire (2000) e sono molto contenta di questa decisione in quanto, quando è stato tradotto, fortunatamente, il traduttore faceva ancora parte di quella scuola erudita a tal punto da conoscere le corrette coniugazioni verbali, oltre ad un lessico discretamente forbito; questa comunione di fattori ha dato origine ad un volume che ti obbliga a rileggere le prime pagine almeno due o tre volte prima di comprenderne il senso. Un intreccio di subordinate e coordinate genera periodi molto lunghi e complessi che devono quindi essere sgarbugliati. Prego quindi chi leggerà la mia medesima edizione di non abbandonare il libro, ma impegnarsi, perché il cervello umano è fenomenale, e dopo poche pagine questo lavoro verrà effettuato in automatico senza più bisogno di rileggere alcunché. A mio parere un testo così complesso è solo una ventata d’aria fresca per il cervello. Una spazzata che toglie le ragnatele e rimette in funzione il tutto.

Detto questo possiamo tornare a parlare più schiettamente del romanzo partendo, come sempre, dai personaggi principali:
Loudon Dodd: Dodd è un personaggio decisamente in evoluzione durante tutto il romanzo. Inizia come “figlio di papà”, dove può permettersi di godersi la vita e sperimentare ciò che desidera, fingendosi un ragazzo mediamente povero nel quartiere latino di Parigi, per poi finire a raccontare ,da narratore e protagonista del libro, delle sue avventure e disavventure da uomo vissuto.
Jim Pinkerton: Non è altri che un amico di Loudon, con il quale questi è in affari fin dal periodo universitario. Un animo tutto sommato buono ma totalmente votato al denaro. Jim aiuta ingenuamente Loudon nelle sue disavventure vivendone quasi all’ombra, sebbene la sua importanza nel romanzo non sia contestabile.

Il romanzo viene raccontato in prima persona da Loudon, parlando con un amico, e si svolge in un intricato intreccio di avventure e disavventure che coinvolgeranno il lettore in ogni momento. Il libro è piuttosto breve, non da quindi spazio a tempi morti o a descrizioni prolisse che tendono solvente ad annoiare. Ogni evento sembra inseguire il precedente in una corsa che terrà il lettore incollato alle pagine del volume.
Solo l’inizio è forse contestabile. Sembra non avere ne capo ne coda e non dover portare a nulla e un paio di volte mi sono chiesta che cosa stessi leggendo, ma il dover calare il lettore in un determinato contesto storico e sociale richiede il sue tempo, tempo che, se non a inizio romanzo, lo scrittore non avrebbe potuto trovare più avanti senza spezzare il senso e il ritmo del racconto per intero.

Che dire se non che alla fine, sebbene non sia il mio genere e nonostante le difficoltà iniziali a leggere scorrevolmente le pagine del “Saccheggiatore di Relitti”, questo libro mi è piaciuto e anche molto. Nella sua complessità affascina, come affascina il non riuscire a comprendere l’assurdità della vicenda fino all’ultimo istante.
Oltre che un libro piacevole da leggere credo sia proprio un libro da leggere a prescindere

Per quanto riguarda i personaggi, però, non ci si affeziona particolarmente. Finirlo non è come perdere un caro amico e durante la lettura non si rimane con il cuore in gola o le lacrime agli occhi nel timore che il nostro personaggio preferito possa subire un torto o morire..

Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adulto data la complessità del linguaggio utilizzato

martedì 30 agosto 2016

Alba d'Inchiostro

Alba d’inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

553

Capitoli precedenti:

Cuore d'inchiostro
Veleno d'inchiostro


Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Fantasy

Ambiente:

Mondo d’Inchiostro (ambientazione d’invenzione dell’autrice)

Tempo:

Medioevo Fantasy


Recensione:

Sebbene anche in quest’ultimo capitolo della saga i protagonisti rimangano gli stessi dei romanzi precedenti, li troviamo molto cambiati secondo una linea evolutiva obbligata dalle situazioni che ad essi si presentano.
Maggie rimane più o meno sempre la stessa, gentile e premurosa, oltre che esuberante e impaziente; si trova questa volta ad affrontare i primi problemi di cuore adolescenziali. Sebbene io non ami molto le storie d’amore infilate quasi a forza nei fantasy, devo ammettere che questa volta, quella inserita da Cornelia Funke, ha il su perché. Aiuta a caratterizzare una ragazza in crescita che si stupisce dei nuovi problemi che porta l’età e, considerato che all’inizio di Cuore d’Inchiostro era poco più che una bambina, ora viene correttamente mostrata come un’adolescente, rendendola decisamente più realistica.
Mo (Mortimer) ha ormai praticamente perso ogni tipo di collegamento con il rilegatore che era, lasciando spazio solo a Glandarius, e la vicenda ora si svolge principalmente attorno a lui, che crea scompiglio tra i potenti.
Orfeo in questo volume da assolutamente il meglio del suo viscidume e della sua cattiveria, mostrando un personaggio che, secondo me, fa un po’ pena. Viene descritto come in cerca di ricchezza e potere, ma leggendo tra le righe sembra voler più che altro attenzioni. È evidentemente geloso di Glandarius per le attenzioni che riceve da tutti (Dita di Polvere in primis), più che da una ricchezza che evidentemente non ha. Si comporta un po’ come un bulletto che fa il cattivo solo nella speranza che qualcuno lo noti. Nell’intreccio he si va a sviluppare risulterà però essere lui il vero cattivo del momento e non Tsta di Serpente che si trova a svolgere un ruolo del tutto secondario.
I briganti in generale vengono tutti meglio descritti e dettagliati, dando spazio ad alcune delle loro storie e a collegamenti tra le loro vicende.

Evoluzione dei personaggi a parte questo romanzo è, secondo me, il peggiore della saga. Sembra aggiunto a forza con uuna serie di avvenimenti “casuali” che sono spiegati solo dal fatto che ci sono ormai decisamente troppi lettori e troppi scrittori in un romanzo solo. Mi sembra assurdo che a seguito dell’arrivo e dei primi danni causati da Orfeo, e a seguito ripresa a scrivere di Fenoglio la prima azione compiuta non sia stata rimandare il lettore (Orfeo) a casa, o togliergli la voce, o comunque renderlo innocuo con uno dei mille modi che la fantasia suggerisca.
Sembra che questo personaggio venga sfruttato per creare eventi inutili giusto per riempire delle pagine ed evitare che il libro che conti meno di un centinaio.
Questo dilungamento rende il libro dispersivo ed incoerente, ed è un vero peccato, ma non è illeggibile, anzi, vengono introdotte nuove location sempre molto ben descritte. Ho apprezzato molto la descrizione del passato della Brutta, visto da lei, e poi rispiegatole da Testa di Serpente. Ho apprezzato molto anche la visione del castello nel lago da parte di Mo e Dita di polvere che vanno per primi a sottolineare le differenze di punti di vista che, fortunatamente, caratterizzano i personaggi.


Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adolescenziale o come lettura leggera anche agli adulti. Scorre piacevolmente e aiuta a passare un po’ di tempo

martedì 3 novembre 2015

Veleno d'Inchiostro

Veleno d’Inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I Grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

430 (Di 1502)

Capitoli precedenti:

Cuore d'inchiostro

Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award

Eventuali premi vinti dal libro:

Book Sense Children's Literature Award

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Liguria

Tempo:

I giorni nostri

Recensione:

In questo capitolo della trilogia del mondo d’inchiostro troviamo i medesimi protagonisti del precedente:
Maggie, la figlia di Mortimer, che come lui riesce leggendo ad evocare ciò che legge ad alta voce nei libri. Si tratta di una ragazzina esuberante e gentile incuriosita, dopo l’avventura di sua madre nel libro “Cuore d’inchiostro” da quel mondo fantastico descritto dallo scrittore Fenoglio
Farid, un personaggio estratto da Le mille e una notte da Mortimer nel capitolo precedente, che si scopre avere una cotta per Maggie. Vuole a tutti i costi salvaguardare la vita del suo amico Dita di Polvere, il cui destino è già stato scritto.
Dita di Polvere, un mangiafuoco che nel primo volume era stato strappato al suo mondo da Mortimer, e in questo vi rientra trovandolo però molto cambiato da quando dieci anni prima sene era andato..


Ho trovato questo libro un po’ lento nel suo complesso (forse non solo a causa della narrazione ma del fatto che anche io ho avuto meno tempo per dedicarmici a causa di problemi esterni), ma c’è da dire che questa volta la Cornelia Funke si è dovuta molto dilungare anche nel raccontare una nuova ambientazione, necessaria per fare vivere al lettore ogni avvenimento e l’evoluzione della storia, con i suoi intrighi politici e personaggi peculiari.
Ho apprezzato davvero molto come sia stata inserita la relazione in evoluzione tra Meggie e Farid nella storia. È di sfondo e la si percepisce appena nella sua evoluzione. Non è mai volgare la descrizione che viene fatta delle loro effusioni, ma, anzi, a volte c’è dell’ironia che rende tutto più tenero, senza mai snaturare la vera storia principale.
Non mi è, invece, piaciuta particolarmente la parte di Fenoglio e il suo poter modificare la storia a piacimento. Prima doveva essere letta una copia di un libro ad alta voce in un certo clima con una data concentrazione e l’”evocazione” era uno scambio equivalente (come in alchimia) poi durante questo volume questa “sacralità” viene snaturata e alla fine quasi non mi sarei stupita se qualcuno avesse scritto con un dito nella sabbia “la storia finisce bene” e semplicemente facendolo leggere a Maggie ad alta voce si sarebbe risolto tutto in un istante.

Notevole, invece, e credo mi stupirà sempre, è la caratterizzazione dei personaggi, dai più importanti alle comparse, come Due Dita o la donna incinta che conosce Resa.
In definitiva sono convinta che la figura che ami di più sia assolutamente quella del Principe Nero


Lettori ai quali si rivolge:

Lo consiglio ad un pubblico adolescenziale o come lettura leggera anche agli adulti. Scorre piacevolmente e aiuta a passare un po’ di tempo

venerdì 21 agosto 2015

Cuore d'Inchiostro

Cuore d’Inchiostro, di Cornelia Funke

Sinossi:

È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima — proprio a causa della sua voce — sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d'inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d'inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale?


Casa editrice:

Mondadori

Collana:

I Grandi

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014

Traduttore:

Mornaghi R.

Prezzo di Copertina:

22€

ISBN:

978-88-04-63691-5

Numero di Pagine:

430 (Di 1502)

Capitoli precedenti:

///

Informazioni sull'autore:

Cornelia Funke, nata nel 1958, si è laureata ad Amburgo in Pedagogia, specializzandosi poi nell'illustrazione per ragazzi, campo in cui ha lavorato fino a che non ha deciso di diventare una scrittrice. Vincitrice di numerosi premi, ha raggiunto la fama mondiale con Il Re dei Ladri. Per Mondadori ha pubblicato anche Cuore d'inchiostro, diventato un film, e il seguito della trilogia Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro, oltre a Il cavaliere fantasma e la saga di Reckless. Vive a Los Angeles in una casa piena di libri, con due figli e un cane di nome Luna

Premi importanti vinti dall'autore:

Cornelia Funke ha vinto molti premi per tutti i suoi libri tra cui Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Eventuali premi vinti dal libro:

Preis der Jury der jungen Leser per Tintenherz
Book Sense Children's Literature Award per Cuore d'inchiostro

Genere:

Fantasy

Ambiente:

Liguria

Tempo:

I giorni nostri


Recensione:

Come promesso ecco la recensione di Cuore d’inchiostro, e comincio subito con il dirvi che avendo trovato il volume che racchiude tutti e tre i libri l’ho preferito ai singoli divisi. Scelta dovuta tanto alla comodità quanto all’economicità di questi megalibri.
Per questo libro, a differenza della solita prassi, io ho visto prima il film (Inkheart, La leggenda di cuore d’inchiostro di Iain Softley), quindi qualche personaggio potrei averlo un poco storpiato a causa delle immagini del film che mi si riproponevano durante la lettura.

Detto questo possiamo passare all’effettiva descrizione di questi personaggi, base di ogni recensione:
Meggie è l’assoluta protagonista del libro. È una ragazzina esuberante di 12 anni, che ama molto leggere. Vive da sola con il padre che è costretto per lavoro a spostarsi spesso e, non riuscendo ad avere amici stabili si immerge sempre nel mondo della lettura che la accoglie e le fa vivere incredibili avventure.
Mortimer è il padre di Meggie, è un assiduo lettore e sprona, n evidente successo, la figlia a condividere la stessa passione. Di lavoro fa il restauratore di libri e questo lo porta a spostarsi e trasferirsi spesso per lavoro, e anche per un segreto che nasconde a tutti gelosamente.
Elinor è la ricchissima zia di Meggie, sorella di sua madre Teresa. È una collezionista di libri dal carattere piuttosto piccante. I libri per lei sono un’ossessione e per essi praticamente vive e li venera .
Dita di polvere è un vecchio conoscente di Mortimer. Ha tre cicatrici sul volto fattegli da Basta anni or sono ed un carattere esuberante. È un abile doppiogiochista e pensa sempre solo a se stesso, nonostante tutto non è facile detestare questo personaggio.
Capricorno è un uomo spregevole, un cattivo vero di quelli senza morale che fanno del male al prossimo per puro piacere. È un uomo robusto e dall’incarnato diafano, a capo di una banda di farabutti di ogni provenienza, che metterà in crisi la vita dei protagonisti.
I personaggi, che io ho molto sintetizzato, nel libro invece sono molto ben caratterizzati. Vengono introdotti con gradualità e presentati sotto ogni punto di vista. I principali sopra elencati li vediamo, durante il libro, affrontare una lunga serie di stati d’animo e di prove che faranno risaltare tutte le loro sfumature più nascoste. Anche la descrizione fisica molto accurata e il continuo ribadire alcuni dettagli di questi personaggi, permettono al lettore di avere un’idea chiara di quali sono i caratteri in gioco.

A differenza dei personaggi, ai quali la Funke deve aver dedicato molta attenzione, il paesaggio non viene particolarmente descritto. Viene data un’ immagine di com’è l’ambiente secondo, perlopiù, le sensazioni dei personaggi che con esso interagiscono, mentre una descrizione dettagliata di ciò che si vede viene fatta solo per la casa di Elinor, e per il villaggio di capricorno, almeno nella sua struttura generale.
La trama, nel complesso, è comunque molto bella, non ha sbavature ed i dialoghi sono molto realistici, nonostante l’assurdità di ciò che accade attorno ai protagonisti.
libro parla di un uomo che riesce a estrarre dalle storie legge a voce alta, dei personaggi e degli oggetti, ma questo scambio prevede qualche cosa in cambio…. Vi invito a leggere il libro per scoprire cosa e come si ingegneranno i protagonisti a risolvere il problema. Con questo invito intendo, ovviamente, che si tratta di un libro che consiglio.

Vorrei sottolineare che i tratta di un libro scritto abbastanza in grande e con un lessico decisamente scorrevole e semplice, adatto anche come lettura alla sera prima di andare a letto o in spiaggia, anche se le vacanze sono ormai quasi finite.

Mi accingo ora a leggere il seguito :”Veleno d’inchiostro”, sperando che mantenga gli stessi elevati standard


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti

mercoledì 5 agosto 2015

Orgoglio e Pregiudizio

Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen

Sinossi:

Orgoglio e pregiudizio è il primo romanzo, e insieme il capolavoro, di Jane Austen, “l’artista più perfetta tra le donne” secondo Virginia Woolf. Fu pubblicato nel 1813, ma quando ne iniziò la stesura, la Austen aveva ventun anni e un’amica di famiglia che l’aveva definita “la più graziosa, sciocca, leziosa farfalla in cerca di marito che sia dato incontrare”. Frivola e ironica, immersa nel mondo campagnolo e borghese cui apparteneva fatto di tè, balli, flirt della buona società e ridicoli incidenti della vita quotidiana, sapeva giocare su questi tenui motivi con una grazia e una profondità uniche. In Orgoglio e pregiudizio, raccontando la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, evoca con tocchi sobri e precisi, un incantevole e penetrante quadro della provincia inglese alla fine del Settecento




Casa editrice:

Mondadori

Collana:

Oscar Scuola

Reparto:

Narrativa

Anno di Pubblicazione:

2014 – Prima pubblicazione 1813

Traduttore:

Caprin G.

Prezzo di Copertina:

6,00 €

ISBN:

978-88-04-64513-9

Numero di Pagine:

390

Capitoli precedenti:

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Informazioni sull'autore:

Scrittrice inglese. Compì la sua educazione quasi interamente in casa, sotto la guida del padre ecclesiastico. Nel 1801 si trasferì con la famiglia a Bath; nel 1805 a Southampton ed infine, nel 1809, a Chawton, Hampshire, dove scrisse quasi tutti i suoi romanzi.
Profondamente attaccata alla famiglia, in particolare alla sorella Cassandra, la Austen non si sposò mai e trascorse un’esistenza raccolta e casalinga, interrotta solo da brevi visite a Londra e ai luoghi di villeggiatura sulla costa meridionale inglese.
Il mondo descritto nei suoi romanzi non si estende mai al di là dei limiti della vita e degli ambienti da lei direttamente conosciuti; ma il suo fine tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la sottigliezza con cui analizza e descrive il conflitto tra esigenze psicologiche e morali di varia natura conferiscono a questa narrativa una non comune complessità e collocano la Austen tra i più grandi nomi del romanzo inglese.

Premi importanti vinti dall'autore:

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Eventuali premi vinti dal libro:

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Genere:

Romanzo Rosa/Satira

Ambiente:

Inghilterra

Tempo:

Fine Settecento


Recensione:

Avevo indicato di stare leggendo la saga del mondo d’Inchiostro, ma per vari motivi mi sono trovata ad interrompere quella lettura per riprendere il già letto Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen che ora mi accingo a recensire.
Mi rincresce per chi era in attesa dell’altra recensione, rimandarla di qualche giorno rispetto alla precedente previsione. Per questo mi scuso.

Partiamo come sempre dai personaggi principali che per comodità dividerò per famiglie:
Famiglia Bennet:
Signor Bennet è il padre delle sorelle Bennet, un gentiluomo flemmatico ed indolente. Spesso simpatico e molto ironico. Come dice Elizabeth si è sposato per amore della bellezza della moglie non badando particolarmente che fosse educata e intelligente, ciò ha portato ad una certa insofferenza nei suoi confronti in età più matura. Ama stare chiuso in biblioteca ed essere disturbato il meno possibile, ammette di aver dedicato meno tempo di quanto avrebbe dovuto alle figlie ed è legato in particolar modo ad Elizabeth, ritendendo, invece le due minori estremamente sciocche e civette.
Signora Bennet è la madre delle sorelle Bennet ed è uno dei personaggi più sciocchi ed ignoranti di tutto il libro. Fa spesso vergognare incredibilmente le figlie maggiori con il suo comportamento invadente oltre che il suo parlare troppo e a sproposito nelle situazioni meno indicate. I suoi interessi principali sono trovare un marito ricco alle figlie (utilizzando però atteggiamenti che più che altro li fanno scappare) e spettegolare di tutto e di tutti o vantarsi con i vicini di qualunque cosa le sembri interessante. La figlia preferita è Lydia, che è sciocca e ignorante quanto lei.
Jane Bennet è la sorella maggiore. Ha un carattere dolce e gentile ed è bendisposta verso chiunque. È sempre disposta a perdonare e giustificare chiunque faccia un torto a qualcun altro. Viene definita la più bella delle sorelle Bennet, è anche una delle più sagge ed eleganti, ma non manivesta mai alcun tipo di vanità per questo.
Elizabeth Bennet, abbreviato Lizzy o Eliza, è la secondogenita dei Bennet nonché la vera protagonista del libro. È una ragazza orgogliosa della sua intelligenza e, tra tutte le sorelle è anche la più acuta e sveglia, per queste qualità prediletta dal padre. Ha una visione più oggettiva delle situazioni ma si lascia andare troppo al pregiudizio che nasce dalle prime impressioni, e di questo si troverà a rammaricarsi durante la storia. Ha un carattere piuttosto forte e per questo si trova in più momenti ad essere tagliente con personaggi di un certo lignaggio causando qualche attrito nei rapporti con loro.
Mary Bennet è la terza delle sorelle. A differenza delle altre non brilla per bellezza ne per doti intellettuali e cerca quindi di mitigare queste mancanze con lo studio risultando però pedante e saccente
Catherine Bennet ha due anni più di Lydia ed è frivola quasi come quest’ultima, subisce purtroppo la sua influenza e, solo verso la fine del libro riesce in parte a redimersi.
Lydia Bennet è la più piccola delle sorelle Bennet, è stata viziata dalla madre che la ha permesso di crescere ignorante vanitosa e civetta. Con il suo atteggiamento frivolo metterà in imbarazzo più volte le sorelle maggiori e la famiglia in generale causando svariati problemi a tutti senza nemmeno rendersene conto.
Signore e Signora Gardiner sono il fratello della Signora Bennet e sua moglie. Sono molto sensibili e ben educati nonostante siano di umili origini. Molto legati a Elizabeth e Jane, trascorreranno una vacanza con la prima nelle contee del nord e ospiteranno la seconda a Londra nella loro casa di Cheapside. Sono gli unici parenti che non mettono continuamente in imbarazzo le sorelle maggiori.

Famiglia Darcy/De Bourgh:
Fitzwilliam Darcy è un ricchissimo gentiluomo del Derbyshire, amico intimo del Sig. Bingley è astuto ed intelligente e su quest’ultimo ha un particolare ascendente. Viene presentato inizialmente come un uomo orgoglioso ed arrogante, oltre che altezzoso e sprezzante. Leggendo il romanzo ci si trova a scoprirlo meglio tramite una lunga serie di avvenimenti che porteranno a spiegare in parte i suoi atteggiamenti e a scoprirne altri ben diversi.
Georgiana Darcy è la sorella minore di circa dieci anni del Sig Darcy, viene presentata da Wickham come una ragazza arrogante e sfacciata come il fratello. Quando la si incontrerà direttamente nella lettura la si scoprirà essere solo una ragazza timida e un poco impacciata, ma dal carattere buono e dolce.
Catheryne de Bourgh è una donna altera ed autoritaria, è la zia di Darcy. È abituata a farsi ubbidire e venerare da tutti e si sente sempre in dovere di dispensare consigli circa ogni cosa, da come mungere e gestire le vacche, a fare una valigia, ad amministrare una casa o arredarla. Inutile dire che spesso questi consigli non sono necessari o richiesti, ma solo tollerati. Il suo massimo ammiratore è il sig Collins che la vede come sua incredibile benefattrice e per la quale farebbe qualunque cosa.
Anne de Bourgh è la figlia di Lady Catheryne, è una ragazza insignificante e dall’aspetto malaticcio. Da un accordo tra lady Catheryne e la madre di Darcy dovrebbe sposarsi con quest’ultimo ed ereditare la proprietà di Pemberley della quale lui è proprietario.

Famiglia Bingley:
Charles Bingley è un ricco gentiluomo che si trasferisce in una tenuta non lontano da Longbourn (dove vive la famiglia Bennet), possiede una rendita molto alta il che lo rende un uomo molto ammirato e rispettato. Nonostante la ricchezza è gentile nei modi e molto affabile, l’unico difetto che gli si può attribuire è essere succube del Sig Darcy e delle proprie sorelle.
Caroline Bingley è la sorella di Charles, ha un carattere snob e venera completamente Darcy, che spera di sposare. All'inizio del volume si comporta come se fosse la sua ombra e non fa che adorarlo ogni volta che gli sia possibile. Notando un certo interesse da parte di quest’ultimo per Elizabeth inizia a fare la gelosa mettendosi anche spesso in ridicolo. Vorrebbe combinare le nozze tra Charles e Georgiana in modo da avvicinarsi maggiormente a Darcy e alle sue proprietà.
Louisa Hurst: sorella di Charles Bingley, altezzosa quanto la sorella Caroline, è sposata con il Signor Hurst.
Ci sono però ancora una serie di personaggi secondari che non starò a nominare se non per nome quali: il sig Collins, la famiglia Lucas, George Wickham e gli ufficiali del reggimento, il signor Hurst, il Colonnello Fitzwilliam, i signori Philips e i signori Forster

La trama del libro è piuttosto semplice ed al tempo stesso articolata a causa della quantità di personaggi che vengono proposti, ognuno con la sua storia passata e futura dipendente, ma solo in parte da quella degli altri. Si parla perlopiù della vita delle sorelle Bennet, la cui principale protagonista è Elizabeth, e dei sentimenti che questa prova per Darcy, dell’evoluzione dei loro comportamenti in funzione alle avventure e disavventure che entrambi si trovano ad affrontare.
Non mi è possibile riassumerla perché il fitto collegamento tra i personaggi andrebbe a rivelare anche il finale che io consiglio di scoprire leggendo direttamente il libro.

Jane Austen scrive in modo scorrevole (o almeno scorrevole è la traduzione che ho letto io) e semplice, la lettura del libro è quindi veloce e leggera e lo si potrebbe facilmente definire un libro “da spiaggia”, anche se ultimamente in spiaggia ho visto libri di qualità decisamente inferiore a questo. Nel suo modo di raccontare c’è un implicita accusa di alcuni atteggiamenti frivoli del ceto borghese che vive nell’epoca dell’autrice, portata avanti però in maniera ironica ed irriverente, che aiuta a non fare divenire pedante il volume.
Pur essendo un romanzo rosa (assolutamente fuori dal mio genere) è in grado di strappare un sorriso in molte scene quasi comiche che vengono presentate al lettore.

Trattandosi di un ambiente storicamente noto e di un epoca conosciuta non è difficile inquadrare i personaggi e i loro modi.
Di questo libro sono stati girati anche molti film. Io ho visto la miniserie televisiva Orgoglio e pregiudizio (Pride and Prejudice) del 1995, prodotta da Sue Birtwistle e diretta da Simon Langton che è piuttosto fedele al testo originale.

La copertina non corrisponde esattamente alle caratteristiche del libro presentato perchè è l'ultima versione che ho letto.


Lettori ai quali si rivolge:

Tutti, principalmente ragazze

giovedì 23 luglio 2015

La regina dei Dannati

La regina dei Dannati, di Anne Rice

Sinossi:

Dopo seimila anni di tenebrosa immobilità, Akasha, già sovrana della valle del sacro Nilo, madre di tutti i vampiri e Regina dei Dannati, si è destata dal suo sonno, liberando le più oscure forze del male sulla Terra. Il suo mostruoso disegno di dominio del mondo dei vivi e dei non-morti deve essere fermato o l’intera umanità sarà distrutta. Toccherà al vampiro Lestat, demone senza età che ammalia i mortali sotto le spoglie di una rock star, contrastare i poteri innominabili che obbediscono ad Akasha. Lui ha osato sfidarla, risvegliandola da un sonno immemore e svelandone il segreto nelle sue canzoni, lui dovrà sconfiggerla, prima che sia troppo tardi.







Casa editrice:

TEA

Collana:

Best Tea

Reparto:

Narrativa

Anno di prima Pubblicazione:

1988

Traduttore:

Rambelli R.

Prezzo di Copertina:

6,90 €

ISBN:

9788850236367

Numero di Pagine:

510

Capitoli precedenti:

Intervista col vampiro.
Scelti dalle Tenebre.



Informazioni sull'autore:

Anne Rice, nata Howard Allen O'Brien è nota come autrice di romanzi gotici, horror e fantasy i cui protagonisti sono vampiri e streghe. Complessivamente ha venduto 100 milioni di copie divenendo una delle autrici horror di maggior successo della storia moderna.

Premi importanti vinti dall'autore:

Premio Bram Stoker alla carriera

Eventuali premi vinti dal libro:

///

Genere:

Horror

Ambiente:

Principalmente Stati uniti d’America

Tempo:

Attuale


Recensione:

La Regina dei Dannati è la conclusione e il riassunto, si può dire, della vita di tutti i personaggi incontrati nei due capitoli precedenti.
Il protagonista principale è essenzialmente Lestat, che dopo il suo concerto Rock è riuscito a risvegliare la sua amata Akasha dal suo sonno millenario. Lestat è sempre lo stesso ragazzo arrogante che troviamo già nei volumi precedenti, ma vivrà un’esperienza particolare che andrà a formarlo nel corso di questa storia.
Gli altri personaggi principali sono quelli che già abbiamo visto, cari a Lestat, ossia: Marius, Armand, Louis, e Gabrielle. In questo volume vengono inoltre presentati anche altri personaggi:
Jesse, una studiosa del Talamasca e del paranormale che ha la straordinaria capacità di vedere i fantasmi e gli spettri e di questo ha fatto il suo lavoro. Si trova invischiata in tutta la storia sia perché sua zia è Maharet, sia perché il Talamasca stesso la manda a indagare su Lestat e tutti i personaggi presentati nei precedenti libri.

Maharet si scopre essere uno dei più antichi vampiri esistenti, diretta discendente di Akasha fa parte dei primordiali esseri dell’oscurità e racconterà la verità su ciò che è accaduto all’origine di tutto, andando a scontrarsi con Akasha per vendicare un antico torto.

Mekare è la sorella si Maharet e viene presentata indirettamente dai racconti di quest’ultima in quanto sono state separate millenni prima e non sono mai riuscite a ritrovarsi.

Khayman è il servitore di Akasha, si è risvegliato in quest’epca dopo un lungo sonno e ha portato con se particolari desideri. Un po’ come un bambino non è sempre in grado di gestire la propria forza e dovrà fare i conti con questo problema nel corso della storia.

Infine Akasha, che da quando si sveglia si rivela essere molto meno buona e dolce di quanto si immaginasse: egoista ed avida vuole divenire la regina del mondo, vista dai mortali come una splendida divinità. In realtà la regina non è puramente malvagia, infatti vuole epurare il mondo dai maschi, tenendone solo alcuni per la riproduzione, appunto per fare cessare guerre abusi e stupri. Akasha sostiene di aver studiato questa teoria nei millenni nei quali è rimasta immobile sul trono sotto le cure di Marius e dei suoi predecessori e che ora sia giunto il momento di attuare il suo piano in quanto siamo nell’epoca giusta.

Come nei volumi precedenti, nel raccontare gli avvenimenti, Anne Rice fa molto “brodo” ma questa volta risulta meno pesante che nei sue precedenti capitoli, infatti i dettagli che riporta sono più utili al lettore per inquadrare esattamente cosa sta avvenendo.

Il metodo di divisione dei capitoli è molto interessante, perché mantiene vivo nella memoria tutto ciò che sta accadendo nelle varie fazioni che vengono presentate e seguite che intrecciandosi creano la storia stessa.

Adoro la teoria per la quale, secondo a storia di Maharet, sono nati i vampiri e il modo in cui si sono evoluti nel tempo. Non è facile inventare la genesi di una razza e non è facile darle un senso in un lasso di tempo così lungo e in questo Anne ha colpito nel segno, non limitandosi a dire “è una maledizione” o “è stato un incidente” o “non si sa”. Certo io sono una cultista del vampiro originale, ma ammetto che la storia proposta è molto interessante.

Io consiglio questo libro un po’ a chiunque perché tra tutte le porcate sui vampiri che escono ultimamente è decisamente al di sopra.

Di questo libro hanno fatto anche il film “la regina dei dannati” di Michael Rymer, ma sostanzialmente non racconta la stessa storia che troviamo nel libro, inoltre include una specie di riassunto anche del secondo: Scelti dalle Tenebre. Non per questo lo reputo un brutto film, ma guardarlo al posto di leggere il libro non è una soluzione fattibile.

Lettori ai quali si rivolge:

Dall’adolescenza in su.